Il copione si ripete: dopo gli annunci e le successive retromarce sui dazi, ora l’attenzione si sposta sulla presunta “tregua” in Iran e sull’andamento del petrolio. Il rapporto di Donald Trump con i mercati finanziari e spesso considerato ai limiti dell’insider trading, perche i suoi messaggi su Truth sembrano segnalare momenti favorevoli per comprare o vendere e generare profitti ingenti. La domanda e se le sue comunicazioni favoriscano effettivamente operazioni speculative; una serie di indizi comincia a far pensare che non si tratti soltanto di coincidenze.
La comunita finanziaria era rimasta sorpresa dall’aperta dichiarazione “questo e il momento giusto per comprare” che accompagno la notizia di un blocco dei dazi estesi a livello globale. Era aprile 2025: quelle parole, seguite da un immediato rialzo dei prezzi, spinsero i Democratici a chiedere un’indagine per verificare se vi fosse un nesso documentabile tra l’annuncio e i movimenti di mercato.
Quasi un anno dopo il Financial Times ha ripreso la vicenda con verifiche piu dettagliate. Questa volta l’attenzione e sull’annuncio, sempre pubblicato su Truth, di una possibile tregua e di negoziati avanzati con Teheran per tentare di porre fine al conflitto in Medio Oriente. Si tratta di informazioni sensibili per i mercati, in particolare per il prezzo del petrolio. Il quotidiano economico britannico ha quindi esaminato i dati di mercato: tra le 6:49 e le 6:50 ora di New York, circa quindici minuti prima dell’annuncio del presidente, sarebbero stati negoziati 6.200 contratti futures su Brent e West Texas Intermediate per un valore complessivo di circa 580 milioni di dollari.
Questi scambi risultano anomali per orario, volume e precisione dell’operativita. L’annuncio di Trump, alle 7:04, ha innescato un’ondata di vendite sul petrolio che ha portato a una rapida diminuzione dei prezzi e ha influenzato anche l’andamento dei mercati azionari, facendo circolare rapidamente grandi somme di denaro da un operatore all’altro.
La coincidenza tra i movimenti finanziari e le comunicazioni presidenziali solleva interrogativi seri: la Casa Bianca nega formalmente ogni addebito, ma il fatto che enormi valori siano stati scambiati in corrispondenza dei messaggi di Trump fa sorgere il sospetto che tali comunicazioni possano funzionare come informazioni privilegiate sfruttabili per insider trading. (Di Fabio Insenga)
