Tagliapietra (Bruegel) on Iran war: accelerate renewables, keep nuclear long term

L’Unione europea, e in particolare l’Italia, mentre e in corso la guerra in Iran, dovrebbe adottare misure immediate ma soprattutto <> l’uso delle energie rinnovabili. L’impiego degli Small Modular Reactors (piccoli reattori nucleari di nuova generazione) resta invece un’opzione per il futuro, non una soluzione per l’emergenza attuale. Spesso in Italia si parla di nucleare come argomento politico mentre nel frattempo si continua a usare il gas, sottolinea all’Adnkronos Simone Tagliapietra, senior fellow del think tank Bruegel di Bruxelles e docente di Politiche Europee per l’Energia e il Clima alla School of Transnational Governance dell’Istituto Universitario Europeo di Firenze e alla School of Advanced International Studies della Johns Hopkins University di Bologna.

L’apertura di Ursula von der Leyen al nucleare, osserva Tagliapietra, e piu un movimento di posizionamento politico che l’avvio di un dibattito sul sistema energetico del futuro: e evidente che si tratta di un modo per venire incontro alle richieste della Francia. Non e pero una risposta a problemi immediati: i tempi e gli orizzonti sono completamente diversi.

Per rendere l’idea, ricorda, la costruzione di una centrale nucleare con le tecnologie attuali richiede dai 10 ai 15 anni – e in alcuni casi anche 20 – oltre a costi molto elevati. Quanto agli Small Modular Reactors, al momento esistono solo prototipi: non c’e ancora una tecnologia commerciale disponibile e utilizzabile su vasta scala. Si tratta quindi di una prospettiva futura e non di una soluzione per questa crisi legata al conflitto in Medio Oriente.

La scelta del mix energetico spetta ai singoli Paesi Ue, lo stabiliscono i trattati

Tagliapietra osserva con realismo l’apertura al nucleare: in Europa le decisioni sul mix energetico spettano ai singoli Stati, come previsto dai trattati. Ogni Paese ha il diritto di scegliere le proprie fonti; se la Francia vuole puntare ancora sul nucleare e investire per nuove, costose centrali, e libera di farlo.

Per un Paese che oggi non ha il nucleare, come l’Italia, intraprendere un programma con la generazione attuale di reattori non ha secondo lui senso: i costi e i vincoli renderebbero difficile realizzare progetti concreti. Gli Small Modular Reactors restano comunque una tecnologia interessante da studiare e seguire.

Nel complesso e una scommessa tecnologica. Tagliapietra e favorevole a investire per il futuro: se gli SMR si confermeranno una soluzione valida, sara ragionevole adottarli. Ma bisogna essere realistici sui tempi e sui costi: sono lunghi e rilevanti. Nel frattempo disponiamo delle energie rinnovabili, su cui e necessario accelerare. Non bisogna lasciare che l’attesa di tecnologie future giustifichi l’inerzia di oggi: troppo spesso in Italia si evoca il nucleare mentre nel frattempo si continua a utilizzare il gas.

(Di Tommaso Gallavotti)