Veneto, terra di partenze: cresce l’emigrazione, soprattutto tra i giovani

Il Veneto si conferma tra le regioni italiane a più alta propensione all’espatrio. A dirlo è il Rapporto Italiani nel Mondo 2025 della Fondazione Migrantes, che fotografa un’Italia ancora segnata da un saldo migratorio negativo. Nel complesso, il saldo nazionale (-817 mila) vede il Veneto contribuire per oltre un decimo alla perdita complessiva, collocandosi tra le aree più dinamiche – ma anche più fragili – sotto il profilo della mobilità internazionale.

Il quadro delineato dal rapporto evidenzia “tre Italie della mobilità”: le regioni-nodo come la Lombardia, con forti flussi in entrata e in uscita ma saldo negativo; il Nord-Est, con una propensione all’uscita altissima; e il Mezzogiorno, dove i rientri non bastano a compensare le partenze. In questo scenario, il Veneto si distingue proprio per l’intensità delle partenze verso l’estero. Le ragioni che spingono i veneti a cercare fortuna fuori dai confini nazionali sono molteplici.

Nonostante il Veneto sia una delle regioni economicamente più forti d’Italia, molti giovani laureati e professionisti qualificati lamentano stipendi non competitivi rispetto a quelli offerti in Paesi come Germania, Svizzera, Regno Unito o Paesi Bassi. Settori come ingegneria, sanità, informatica e ricerca scientifica registrano una forte mobilità in uscita.

Molti under 35 dichiarano di cercare all’estero sistemi lavorativi percepiti come più meritocratici e meno condizionati da precarietà e burocrazia. Il contratto stabile, la possibilità di carriera e un welfare più strutturato sono fattori decisivi.

Una parte consistente delle partenze riguarda studenti universitari e giovani neolaureati che scelgono di proseguire gli studi o avviare la propria carriera in contesti internazionali, spesso dopo un’esperienza Erasmus che diventa il primo passo verso un trasferimento definitivo.

L’emigrazione veneta non è un fenomeno omogeneo. La generazione Z e Millennials (20-35 anni): rappresentano la fascia più dinamica. Giovani qualificati, spesso con lauree tecniche o linguistiche, che trovano collocazione in grandi città europee. I Professionisti tra i 35 e i 50 anni: una quota più contenuta ma in crescita, composta da lavoratori specializzati che si trasferiscono per avanzamenti di carriera o per migliori condizioni fiscali. Le Famiglie giovani: sempre più coppie con figli scelgono l’estero attratte da sistemi scolastici e servizi sociali considerati più efficienti.

Meno frequente rispetto al passato è invece l’emigrazione di tipo “operaio tradizionale”: oggi il fenomeno è sempre più legato alla cosiddetta mobilità qualificata.

Le mete principali restano Germania, Svizzera, Francia, Regno Unito e Spagna, ma crescono anche le partenze verso Canada, Australia ed Emirati Arabi. L’Europa continua comunque a rappresentare la destinazione privilegiata, grazie alla libera circolazione e alla vicinanza geografica che consente rientri più frequenti.

Emigrare non significa però recidere il legame con il Veneto. Molti espatriati mantengono un rapporto stretto con la propria terra d’origine, sia affettivo sia pratico.

Per trasferirsi, spesso si scelgono soluzioni alternative al classico trasloco internazionale: spedire in anticipo libri, vestiti, piccoli mobili o oggetti personali consente di risparmiare sui costi di trasporto aereo. Allo stesso modo, familiari e amici inviano periodicamente pacchi con prodotti tipici veneti – dal radicchio di Treviso ai dolci tradizionali, passando per specialità gastronomiche locali – per mantenere vive le tradizioni anche all’estero.

In questo contesto si diffondono sempre più i servizi di spedizione online, che permettono di organizzare l’invio di pacchi in pochi click, confrontando tariffe e tempi di consegna. Piattaforme come SpedireAdesso.com offrono la possibilità di spedire nel pacco oggetti personali, abbigliamento e addirittura alimenti. Una soluzione particolarmente apprezzata da chi vive fuori dall’Italia e vuole ricevere un pezzo di casa propria in modo semplice e tracciabile.

L’emigrazione dal Veneto, dunque, non è solo una questione di numeri, ma racconta una trasformazione profonda della società regionale: giovani altamente formati che cercano riconoscimento, famiglie che puntano su sistemi più stabili, professionisti che scelgono mercati globali. Un fenomeno che interroga il territorio e le sue politiche, chiamate a trattenere talenti senza rinunciare alla dimensione internazionale che, oggi più che mai, caratterizza le nuove generazioni.