Oil tops $100, Trump angry at Israel over attacks

Il prezzo del petrolio ha superato i 100 dollari al barile mentre Donald Trump critica gli attacchi israeliani a impianti e depositi in Iran. Il conflitto ha portato il greggio ai livelli piu elevati dal 2022, dopo l’invasione russa dell’Ucraina.

L’aumento e stato particolarmente marcato dopo i raid condotti da Israele contro strutture petrolifere a Teheran nelle ultime 24 ore. Secondo Axios, gli Stati Uniti non hanno gradito le operazioni, generando le prime tensioni all’interno dell’alleanza. Le forze di difesa israeliane avrebbero colpito circa una trentina di depositi, in un’offensiva che, sempre secondo fonti, e risultata piu ampia di quanto Washington si aspettasse.

Il doppio effetto negativo

Gli Stati Uniti temono due conseguenze negative. La prima e il rialzo dei prezzi del petrolio, gia evidente anche negli Usa, dove il prezzo del gallone e salito a circa 3,45 dollari, con un aumento del 16% rispetto alla seconda settimana. Trump ha cercato di rassicurare, prevedendo una rapida discesa dei prezzi.

Il secondo rischio e la possibile coesione della popolazione iraniana attorno al regime in risposta a attacchi di questa portata. I raid hanno provocato esplosioni e incendi, peggiorando la qualita dell’aria in vaste aree di Teheran, che si e risvegliata sotto una pioggia nera. Israele afferma di aver colpito centri di rifornimento legati al regime e all’apparato militare, notificando in anticipo alcune azioni agli Stati Uniti. Un funzionario americano ha detto ad Axios di essere rimasto sorpreso e deluso per l’entita dei raid: “Non crediamo sia stata una buona idea”. Critico anche il giudizio attribuito a Trump, che secondo un suo consigliere non approva l’attacco e ritiene sia importante preservare le risorse petrolifere, temendo il richiamo ai prezzi piu alti.

Gli attacchi israeliani potrebbero innescare ulteriori escalation. I Pasdaran hanno minacciato di colpire siti petroliferi nella regione se le infrastrutture energetiche iraniane continueranno a essere attaccate. Ebrahim Zolfaghari, portavoce del comando militare centrale dell’Iran, ha dichiarato alla televisione di stato che i governi dei paesi islamici dovrebbero avvertire al piu presto gli Stati Uniti e il “regime sionista” e ha avvertito che, in assenza di interventi, saranno adottate misure simili nella regione, aggiungendo una provocazione sui possibili rincari del petrolio.

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