Le informazioni sull’eventuale inizio di un’offensiva di terra da parte di forze curde irachene in Iran sono contrastanti e non verificate. Diversi media internazionali hanno riportato conferme da fonti statunitensi, ma autorita curde e il governo regionale del Kurdistan hanno categoricamente negato l’ingresso di truppe curde nel territorio iraniano.
Articoli e post sui social attribuiscono la notizia a funzionari statunitensi e a corrispondenti di testate come Axios e Fox News, che citano lanci di un’offensiva di terra <
Anche le stesse testate che inizialmente hanno diffuso la notizia hanno poi ammesso l’esistenza di resoconti contrastanti sulla situazione nella zona nordoccidentale dell’Iran, al confine con l’Iraq. Non e chiaro se un’offensiva terrestre sia gia in corso o possa essere avviata nelle ore successive; alcuni alti esponenti curdi hanno negato che le operazioni abbiano avuto inizio.
La possibile escalation rimane coerente con scenari discussi pubblicamente dagli Stati Uniti, che hanno in piu occasioni ribadito di voler evitare un massiccio impiego di forze terrestri americane pur non escludendo completamente l’ipotesi di “boots on the ground”. In tale quadro, l’azione di milizie curde equivarrebbe a un possibile sviluppo operativo volto a sfruttare il momento dopo giorni di bombardamenti intensi.
Le notizie sull’evoluzione arrivano dopo cinque giorni di raid condotti da Stati Uniti e Israele. Secondo ricostruzioni giornalistiche citate dalla Cnn, la Cia avrebbe lavorato per armare gruppi curdi con l’obiettivo di favorire una rivolta interna in Iran, mentre l’amministrazione statunitense avrebbe avviato contatti con esponenti dell’opposizione iraniana e leader curdi in Iraq per offrire supporto.
I gruppi armati curdi iraniani dispongono di migliaia di combattenti operativi lungo il confine tra Iraq e Iran, soprattutto nel Kurdistan iracheno. All’inizio dell’offensiva combinata, alcune formazioni curde hanno invitato le forze iraniane a disertare; in risposta, il Corpo dei Guardiani della Rivoluzione ha dichiarato di aver attaccato posizioni curde usando droni.
Quinto giorno di guerra in Iran
Le segnalazioni sull’ipotetica invasione terrestre giungono al termine del quinto giorno di conflitto, caratterizzato da raid sempre piu intensi condotti da Stati Uniti e Israele. Il Pentagono ha affermato di aver compromesso gran parte delle difese aeree iraniane, con il segretario alla Difesa che ha annunciato una seconda fase delle operazioni mirata a colpire obiettivi in profondita nel territorio nemico. Teheran, pur condannando gli attacchi, ribadisce di non essere disposta a negoziare.
Il conflitto ha inoltre rischiato di oltrepassare i confini nazionali: un missile ha rischiato di entrare nello spazio aereo della Turchia, paese membro della Nato, ma e stato neutralizzato grazie all’intervento di unita navali impegnate nella zona.
Leggi anche