Ukraine shifts from war tragedy to arms production for Europe

La nuova architettura di sicurezza europea avra un forte contributo ucraino. Da quando la Russia ha lanciato l’invasione su larga scala il 24 febbraio 2022, l’industria della difesa ucraina ha moltiplicato la produzione militare di circa 50 volte, raggiungendo in quattro anni un valore complessivo stimato attorno ai 50 miliardi di dollari. Kiev ha fissato gia nel 2023 l’obiettivo di rendere il settore autosufficiente e intende altresi diventare fornitore e centro di produzione in Europa per sistemi strategici gia sperimentati sul campo.

Nei quattro anni di conflitto l’Ucraina ha acquisito esperienza diretta sulla guerra del XXI secolo, caratterizzata da cicli tecnologici rapidi sia nella difesa sia nell’offensiva. Kiev e disposta a trasferire questo know-how ai partner e a fungere da catalizzatore per un’integrazione industriale europea a lungo termine.

In Germania la produzione di droni ucraini

L’Ucraina si sta trasformando in esportatore nel settore difesa: nei prossimi mesi sono previsti dieci centri per l’export in Nord Europa, nei Paesi baltici, in Germania e nel Regno Unito, con particolare attenzione ai droni – in Ucraina operano oggi circa 450 imprese produttrici di queste piattaforme. I Paesi ospitanti avranno accesso diretto a sistemi testati in combattimento. In Germania sara avviata una linea di produzione per droni ucraini, che si aggiunge a impianti gia attivi nei Baltici, nel Regno Unito e in Polonia, integrando tecnologie ucraine nell’industria europea e creando occupazione e gettito fiscale nei territori coinvolti.

L’espansione rapida della Defense Industrial Base ucraina e stata sottolineata a Monaco dalla vice consigliera del ministero della Difesa, Hanna Gvozdiar: il ‘made in Ukraine’ copre oggi oltre il 50% del fabbisogno di armi e equipaggiamenti destinati al fronte.

A margine della Conferenza sulla sicurezza di Monaco sono stati siglati accordi per la produzione congiunta con partner europei su piattaforme aeree di ricognizione automatizzate, droni d’attacco a medio raggio, droni multirotore e sistemi automatizzati terrestri. Nei giorni scorsi la Svezia ha inoltre annunciato un pacchetto d’aiuti a Kiev da 12,9 miliardi di corone svedesi (circa 1,4 miliardi di dollari), comprensivo di sistemi di difesa aerea a corto raggio e munizioni.

Saab AB e l’agenzia ucraina per l’industria della difesa Ukroboronprom hanno firmato un memorandum d’intesa per sviluppare cooperazione nell’aviazione e nella ricognizione aerea, che prevede contributi svedesi in tecnologie radar e contributi ucraini dall’esperienza industriale e operativa.

La collaborazione comprende scambi di competenze, progetti congiunti, possibili linee di produzione e la modernizzazione di equipaggiamenti, con l’obiettivo di integrare rapidamente tecnologie occidentali nelle infrastrutture militari ucraine anche durante il conflitto.

Secondo Oleksandr Levchenko, ex diplomatico e oggi membro dell’Accademia di geopolitica e geostrategia di Kiev, gli accordi con l’Ucraina possono costituire la base per un’alleanza difensiva piu ampia tra Svezia e altri Paesi europei nei settori dell’aviazione e della ricognizione, in ambito Nato e Ue, e rappresentano oltre alla solidarieta anche benefici pratici.

La fornitura di sistemi di difesa aerea all’Ucraina non serve solo a proteggere civili e infrastrutture energetiche, ma anche a proteggere i nuovi siti industriali che sorgeranno per la produzione congiunta in Europa, come il nuovo hub di ricerca e sviluppo in Ucraina aperto dalla societa europea Stark Defence.

“Stiamo diventando un partner affidabile che aiuta l’Europa a costruire un nuovo sistema di difesa, in particolare aprendo siti di produzione congiunta per rafforzare sia le nostre capacita sia quelle dei nostri partner”, ha spiegato Gvozdiar a Monaco.

Un know-how prezioso e un progetto ambizioso

All’inizio dell’anno il ministero della Difesa ucraino ha lanciato il progetto Defence City, un quadro normativo con incentivi fiscali ed economici pensato per promuovere l’innovazione sul campo di battaglia e sperimentare nuove forme di governance industriale in condizioni estreme. L’obiettivo e accelerare la produzione difensiva, passare da misure emergenziali a incentivi strutturati che favoriscano una crescita rapida con investimenti anche privati, trasformando lo Stato da produttore centralizzato a facilitatore dell’innovazione.

Una prima azienda e gia entrata nella ‘citta’: si tratta di un’importante produttrice di sistemi automatizzati da combattimento, incluse piattaforme d’attacco e intercettori di droni (secondo fonti non ufficiali potrebbe trattarsi di SkyFall). Le imprese residenti beneficeranno dell’esenzione dall’imposta sul reddito per i profitti reinvestiti nello sviluppo produttivo, pur restando soggette ad imposte sulla proprieta e ambientali, e avranno procedure semplificate per l’importazione di componenti ed equipaggiamenti. L’Ucraina dichiara di essere pronta. La domanda finale e quale sara la risposta e il coinvolgimento dei partner europei.