Iran offers to dilute 60% enriched uranium for the US

L’Iran sta preparando una proposta per cercare di dissuadere l’amministrazione Trump e prevenire un possibile attacco degli Stati Uniti. Al centro della questione c’e il programma nucleare: Teheran non intende abbandonarlo, mentre parte della leadership americana considera l’opzione militare per neutralizzarlo e infliggere un duro colpo al regime guidato dall’ayatollah Khamenei.

Dopo colloqui recenti con Washington che non hanno portato a un’intesa, l’Iran lavora a una soluzione di compromesso per ridurre la tensione. Secondo fonti iraniane citate dal Guardian, Teheran non intende trasferire all’estero la propria riserva di uranio arricchito al 60% – circa 300 chilogrammi – ma sarebbe disponibile a diluirne la concentrazione, abbassando il livello di arricchimento, sotto la supervisione dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica (AIEA).

L’uranio di Teheran

L’Iran detiene scorte di uranio arricchito al 60%, un livello vicino a quello che puo consentire usi militari. Fonti riferiscono che Teheran sarebbe pronta a ridurre la purezza del materiale fino al 20% o a valori inferiori mediante diluizione, mantenendo pero il materiale all’interno del Paese.

Questa ipotesi dovrebbe figurare nella bozza di accordo che l’Iran intende presentare agli Stati Uniti nei prossimi giorni, con l’obiettivo di ottenere il via libera di Washington: il risultato sarebbe il mantenimento di un programma nucleare civile, ma con un allontanamento – almeno sulla carta – dalla soglia utilizzabile a fini bellici.

Fonti vicine al governo iraniano hanno escluso l’invio di materiale nucleare all’estero o la creazione di un consorzio internazionale per la produzione di combustibile atomico, ribadendo che le sostanze rimarrebbero sotto il controllo della Repubblica islamica.

Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, ha precisato che, nei due round di colloqui in Oman e in Svizzera, gli Stati Uniti non avrebbero chiesto lo stop permanente all’arricchimento: il negoziato riguarderebbe soprattutto i limiti al livello di arricchimento e al numero di centrifughe operative. Secondo Axios, l’amministrazione Trump sarebbe disposta a considerare una proposta che permetta all’Iran di mantenere attivita di arricchimento “simboleggiate” se viene esclusa la possibilita di sviluppare un’arma nucleare.

La macchina bellica americana

Rimane aperta l’opzione militare, con movimenti che delineano una strategia americana piu articolata. Il New York Times riferisce che una base in Giordania sta ospitando decine di aerei statunitensi, nel contesto di un rafforzamento della presenza militare americana in Medio Oriente in vista di un possibile intervento. Analisi di immagini satellitari e dati di tracciamento dei voli indicano che oltre 60 velivoli d’attacco e almeno 68 aerei da trasporto sono atterrati nell’ultima settimana presso la Muwaffaq Salti Air Base, a est di Amman.

Il numero di velivoli segnala un aumento significativo rispetto alla dotazione abituale della base: i caccia sarebbero circa tre volte piu numerosi del normale, e tra gli asset dispiegati figurerebbero anche diversi F-35. In questo quadro, anche Israele segue gli sviluppi e ha in programma di riunire il suo gabinetto di sicurezza.

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