La Russia ha lanciato oggi, 17 febbraio, un attacco su larga scala contro l’Ucraina, nello stesso giorno in cui si svolgeva a Ginevra il terzo ciclo di colloqui trilaterali con gli Stati Uniti volti a cercare una soluzione al conflitto.
I negoziati in Svizzera sono iniziati nel primo pomeriggio. Il Cremlino non anticipa risultati: il portavoce Dmitry Peskov ha dichiarato che i lavori proseguiranno domani e che non sono previste dichiarazioni ufficiali al termine della giornata.
L’incontro segue due round di colloqui tenuti ad Abu Dhabi tra la fine di gennaio e l’inizio di febbraio. L’ex presidente Donald Trump ha esortato l’Ucraina a sedersi rapidamente al tavolo delle trattative, secondo quanto riportato dalla CNN.
Zelensky: quasi 400 droni e 29 missili impiegati
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha definito l’azione di oggi un “massiccio attacco” e ha scritto su X che le operazioni di soccorso e ripristino sono in corso in molte regioni. Ha affermato che l’attacco e stato studiato per colpire il piu possibile il settore energetico, e che sono stati impiegati quasi 400 droni e 29 missili di vario tipo, inclusi missili balistici, molti dei quali sono stati abbattuti.
A Odessa, secondo Zelensky, decine di migliaia di persone si sono ritrovate senza riscaldamento e senza acqua. In totale sarebbero 12 le regioni colpite; si segnalano nove feriti, tra cui bambini, danni a diversi edifici residenziali e a infrastrutture ferroviarie.
Zelensky ha chiesto ai partner internazionali di rispondere a questi attacchi e ha chiesto che la Russia venga ritenuta responsabile per la sua aggressione. Ha sottolineato che la diplomazia sara piu efficace se accompagnata da giustizia e forza, citando come priorita la pressione tramite sanzioni e un rapido sostegno all’esercito ucraino e alla difesa aerea.
Il ministro degli Esteri ucraino, Andrii Sybiha, ha denunciato il disprezzo di Mosca nei confronti degli sforzi di pace, osservando che gli obiettivi principali dell’attacco erano infrastrutture civili e impianti energetici. Sybiha ha ribadito che la Russia comprende solo la lingua della pressione e che la diplomazia senza deterrenza non sara presa sul serio.
Ha quindi chiesto nuovi pacchetti di sanzioni, misure contro la “flotta ombra”, divieti sui servizi marittimi e restrizioni d’ingresso per chi partecipa all’aggressione, sostenendo che solo unita e determinazione possono porre fine a una guerra che si avvia al quarto anno dall’invasione russa del 24 febbraio 2022.
Il vertice in corso a Ginevra
La delegazione russa, piu numerosa rispetto agli incontri precedenti, e guidata dall’assistente presidenziale Vladimir Medinsky, considerato un esponente dalle posizioni rigide dalle autorita ucraine; e presente anche il capo dell’intelligence militare Igor Kostyukov. L’inviato speciale di Vladimir Putin, Kirill Dmitriev, partecipa a un gruppo di lavoro separato sulle questioni economiche.
La delegazione ucraina conferma la composizione dei precedenti incontri, con il segretario del Consiglio per la sicurezza e la difesa nazionale Rustem Umerov, il capo di gabinetto di Volodymyr Zelensky Kyrylo Budanov e altri funzionari al seguito.
I territori occupati dalla Russia al centro dei negoziati
Secondo Peskov, i colloqui affronteranno le “questioni principali” legate ai territori e alle richieste avanzate da Mosca, motivo per cui e presente il capo negoziatore Vladimir Medinsky, segnando una posizione rigida su queste questioni. In precedenti negoziati, Medinsky aveva avvertito che senza un’accettazione delle condizioni russe l’esercito avrebbe potuto proseguire gli avanzamenti territoriali.
Nonostante le tensioni, gli Stati Uniti si dicono fiduciosi di poter contribuire a sbloccare l’impasse e rivendicano un ruolo di mediazione. Dal suo intervento a Budapest, il senatore Marco Rubio ha sostenuto che gli Stati Uniti sono attualmente tra i pochi Paesi in grado di portare rappresentanti ucraini e russi a dialogare, osservando che altre istituzioni e nazioni non sono riuscite a farlo.
Rubio ha precisato che Washington non intende imporre un accordo ma offrire aiuto per porre fine a una guerra distruttiva. Ha inoltre ricordato che l’ex presidente Donald Trump avrebbe investito tempo e capitale politico per tentare di risolvere il conflitto.
Rimangono comunque questioni difficili da risolvere, ha aggiunto Rubio, che richiedono ancora risposte chiare prima di poter arrivare a un’intesa.
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