Gianluca Dall’Aglio, Presidente di Confartigianato Imprese Padova: “Uno spread dei costi che mette a rischio la competitività delle imprese”.
Padova, 5 gennaio 2026.
Le micro e piccole imprese della provincia di Padova sostengono un costo dell’energia significativamente più elevato rispetto ai competitor europei.
Secondo un’elaborazione dell’Ufficio Studi di Confartigianato Imprese, sulla base del differenziale di prezzo dell’energia elettrica registrato nel primo semestre 2025, lo spread rispetto alla media dell’Unione europea pesa sulle MPI padovane per 99 milioni di euro, pari all’1,8% dell’extracosto nazionale e allo 0,27% del PIL provinciale.
Un aggravio che colpisce un tessuto produttivo fortemente radicato nel manifatturiero artigiano. In provincia di Padova operano 6.860 imprese artigiane manifatturiere, attive in comparti chiave come alimentazione, artistico, legno, meccanica e moda, che occupano complessivamente 25.697 addetti (Elaborazione Ufficio Studi di Confartigianato del Veneto su Registro Imprese del sistema camerale e dati Inps).
Il quadro locale riflette una criticità strutturale di livello nazionale. L’Italia è la seconda economia manifatturiera dell’Unione europea, ma è anche il Paese con il maggior numero di occupati nelle micro e piccole imprese manifatturiere: 1 milione e 853mila addetti, pari al 20,9% del totale UE. Una struttura produttiva che rende l’artigianato e le piccole imprese particolarmente vulnerabili agli elevati costi dell’energia.
Nel primo semestre 2025, il prezzo dell’energia elettrica pagato dalle micro e piccole imprese italiane con consumi fino a 2.000 MWh – comprensivo di accise e oneri di sistema e al netto dell’IVA – è stato pari a 28,46 centesimi di euro al kWh, superando del 24,3% la media UE (22,90 centesimi). Si tratta del valore più elevato tra le principali economie manifatturiere europee.
A incidere in modo determinante è il prelievo fiscale e parafiscale, che per le micro e piccole imprese italiane risulta superiore del 68% rispetto alla media UE. Le imprese di dimensione minore sono le più penalizzate: per quelle con consumi inferiori ai 20 MWh annui il divario sale al 92,5%, scende al 49,6% per i consumi tra 20 e 499 MWh e si attesta al 64,3% per le imprese con consumi tra 500 e 1.999 MWh.
“Le micro e piccole imprese padovane stanno pagando un prezzo dell’energia che non trova giustificazione né nell’andamento delle materie prime né nel confronto europeo – dichiara Gianluca Dall’Aglio, Presidente di Confartigianato Imprese Padova. Parliamo di 99 milioni di euro in più, calcolati sul differenziale di costo registrato nei primi sei mesi del 2025, che gravano sull’artigianato e in particolare su un tessuto produttivo composto da quasi 7mila imprese artigiane manifatturiere e oltre 25mila addetti, sottraendo risorse a investimenti, innovazione e occupazione”.
L’analisi dei prezzi delle commodities evidenzia infatti come, a fronte di un calo del prezzo all’import di petrolio e gas (–12,9% a settembre 2025 su base annua) e di un prezzo all’ingrosso dell’elettricità inferiore del 7% rispetto alla media del 2021, sul mercato retail persista una prolungata pressione sui costi. Tra il 2021 e il 2025, i prezzi al consumo di energia e gas risultano superiori del 46,8% rispetto ai livelli pre-crisi, confermando la presenza di una “coda lunga” della crisi energetica.
A livello nazionale, sulla base del differenziale di prezzo registrato nel primo semestre 2025, lo spread con l’Unione europea comporta per le micro e piccole imprese con consumi inferiori a 2.000 MWh un extracosto complessivo stimato in 5,4 miliardi di euro, di cui 2,5 miliardi a carico delle imprese più piccole, con consumi inferiori ai 20 MWh annui.
“Confartigianato continuerà a denunciare con forza questa situazione -conclude Gianluca Dall’Aglio. Lo abbiamo fatto anche nel febbraio scorso, durante una conferenza stampa al Senato della Repubblica, dove abbiamo ribadito la necessità di ridurre in modo strutturale gli oneri che gravano sulle piccole imprese e di incentivare concretamente l’autoconsumo e l’autoproduzione energetica, strumenti fondamentali per restituire competitività al nostro sistema produttivo. Alla luce degli scenari internazionali, tutto questo diventa ancora più importante. Vorrei sottolineare che, accanto all’azione di rappresentanza, Confartigianato è al fianco delle imprese anche sul piano operativo, mettendo a disposizione servizi concreti come SOS Energia, un servizio consolidato di analisi dei consumi elettrici rivolto a imprese e privati, per supportarli nella lettura delle bollette, nell’ottimizzazione dei consumi e nella scelta delle soluzioni più efficienti per ridurre i costi dell’energia”.