Il Consiglio dei Ministri ha deciso di posticipare l’obbligo per le imprese di sottoscrivere polizze assicurative contro eventi catastrofali, introducendo una proroga differenziata. L’obbligo scatterà il 1° ottobre 2025 per le medie imprese e il 1° gennaio 2026 per le piccole e micro imprese, che inizialmente avrebbero dovuto adeguarsi alle stesse scadenze delle aziende più grandi. Per le grandi imprese, invece, la data resta il 1° aprile 2025, ma con una sospensione delle sanzioni per i primi 90 giorni, evitando penalizzazioni nell’accesso a contributi o agevolazioni pubbliche.
Si tratta di un risultato importante, frutto di mesi di lavoro e di confronto serrato con il Governo, nel quale Confartigianato ha avuto un ruolo determinante. Fin dall’annuncio della misura, l’Associazione ha evidenziato le criticità di un obbligo imposto senza strumenti adeguati e con tempistiche irrealistiche per le piccole imprese, che costituiscono il cuore del tessuto produttivo italiano. Attraverso pressioni costanti, appelli pubblici e interlocuzioni istituzionali, Confartigianato ha chiesto un rinvio che permettesse di individuare soluzioni assicurative più accessibili, eque e trasparenti.
Oggi l’Associazione esprime soddisfazione per questa decisione, che riconosce le difficoltà delle piccole imprese e offre il tempo necessario per trovare risposte concrete. Tuttavia, il lavoro non è finito: Confartigianato continuerà a vigilare affinché la proroga sia accompagnata da un percorso di confronto strutturato con il Governo, le compagnie assicurative e le organizzazioni imprenditoriali, per definire standard minimi, modalità operative e criteri trasparenti.
“Accogliamo con favore la decisione del Governo – dichiara il presidente di Confartigianato Imprese Padova, Gianluca Dall’Aglio – che riconosce le difficoltà reali delle piccole imprese e offre un tempo utile per costruire soluzioni assicurative concrete, eque e comprensibili. È una battaglia che abbiamo portato avanti con forza, segnalando fin da subito l’inapplicabilità di una norma così delicata, introdotta senza la necessaria chiarezza e con scadenze irrealistiche, considerato che il decreto attuativo è stato emanato solo il 28 febbraio.”
Il provvedimento, nato con l’intento di aumentare la resilienza del sistema produttivo italiano di fronte ai sempre più frequenti eventi calamitosi e di sopperire alle difficoltà da parte dello Stato di risarcire i danni, ha finito per gravare proprio su quelle realtà imprenditoriali che più avrebbero bisogno di essere accompagnate: le micro e piccole imprese, spesso prive delle risorse economiche e delle competenze per affrontare autonomamente la complessità del mercato assicurativo.
“La normativa così com’era – sottolinea Dall’Aglio – rischiava di trasformarsi in una giungla di offerte poco confrontabili, con costi insostenibili e senza certezze su quali beni fossero effettivamente assicurati o su quali danni venissero risarciti. Rischiavamo di restare in balìa delle agenzie assicurative.”
Confartigianato ha stimato che il costo complessivo dell’obbligo, a regime, avrebbe potuto superare a livello nazionale i 2 miliardi di euro a carico delle imprese, senza però garantire tutele effettive. Da qui la richiesta – ora accolta – di un rinvio accompagnato da un confronto strutturato con il Governo, le compagnie assicurative e le organizzazioni imprenditoriali, per definire standard minimi, modalità operative e criteri trasparenti.
“La proroga non è un punto di arrivo – conclude Dall’Aglio – ma un’opportunità da non sprecare. A partire dal tavolo convocato per lunedì 31 marzo al Ministero delle Imprese e del Made in Italy, occorre costruire regole condivise, offerte assicurative accessibili e soprattutto risposte concrete per le imprese”.
