(Adnkronos) – Il presidente di Israele Isaac Herzog ha affidato ufficialmente oggi, domenica 8 novembre, al leader del partito Yashar, Gadi Eisenkot, l’incarico di formare il prossimo governo nel corso di una cerimonia presso la residenza presidenziale.
“Mi aspetto che facciate tutto ciò che è in vostro potere per costituire un governo che sia al servizio dell’intera nazione”, ha sottolineato Herzog durante la cerimonia ufficiale presso la residenza presidenziale. “Mi auguro con tutto il cuore che il governo che verrà formato possa favorire l’unità, il dialogo e la riconciliazione tra tutte le componenti della nazione”, ha aggiunto il presidente israeliano.
“Se i membri del Likud e del Partito Sionista Religioso credono davvero che questo sia il momento dell’unità, come hanno detto al presidente, non riesco a immaginare alcun motivo per cui non dovrebbero sostenere un governo sotto la mia guida e secondo i principi che ho presentato” ha risposto Eisenkot, aprendo ai partiti del Primo Ministro Benjamin Netanyahu e del ministro delle Finanze Bezalel Smotrich.
“Sono impegnato, forte del mandato che mi è stato conferito oggi, a guidare la formazione di un governo nazionale di emergenza” dice il leader del partito Yashar, Gadi Eisenkot. “Saranno necessarie iniziative politiche creative e straordinarie. Israele non può permettersi di perdere tempo né di ripetere interminabili tornate elettorali”. “Sono qui oggi con un profondo senso del dovere e con la piena consapevolezza della grande responsabilità e del peso che gravano sulle mie spalle. Davanti a me e nei miei pensieri ci sono tutti i cittadini di Israele”, sottolinea l’ex capo di Stato Maggiore, aggiungendo che Israele “sta attraversando un periodo di emergenza difficile e decisivo per il proprio destino. I fronti di guerra restano aperti e allo stesso tempo, ci troviamo nel mezzo di una devastante crisi diplomatica”.
“La democrazia israeliana attraversa uno dei momenti più critici della sua storia” aggiunge il leader del partito Yashar. Israele sta attraversando “una situazione di emergenza difficile e decisiva per il proprio destino”, sottolinea Eisenkot richiamando l’attenzione sulle guerre ancora in corso, sugli obiettivi militari non ancora raggiunti e su una “devastante crisi diplomatica”, che sta portando persino “alcuni tra i più stretti alleati di Israele” a riconsiderare i propri rapporti con il Paese. Sul fronte interno, l’ex capo di Stato maggiore riferisce ‘The Times of Israel’, sottolinea che Israele sta vivendo “uno dei momenti di maggiore vulnerabilità nella storia della democrazia israeliana” e mette in guardia contro i tentativi di delegittimare la democrazia e la crescente sfiducia nelle istituzioni statali, fattori che hanno condotto il Paese a un “punto estremamente a rischio”.
Il leader di Yashar, rileva ‘The Times of Israel’, sembra inoltre rivolgere un monito ai suoi potenziali alleati di governo, sullo sfondo dei contrasti con il presidente di Yisrael Beytenu, Avigdor Lieberman, riguardo alla composizione del prossimo esecutivo. “Chiunque cerchi di impedire la formazione di un governo per ragioni personali anziché sostanziali sarà ricordato dalla storia come qualcuno che ha fallito nel tentativo di salvare Israele in un momento di emergenza”, sottolinea Eisenkot aggiungendo che nessun partito potrà realizzare tutte le promesse fatte in campagna elettorale e che sarà indispensabile scendere a compromessi. Infine, Eisenkot promette di affrontare le sfide politiche che lo attendono con pazienza, umiltà e sangue freddo, e con un “profondo impegno per un Israele ebraico, democratico, egualitario, liberale e sicuro”.
Il leader di Yashar, Gadi Eisenkot, e il leader di Yisrael Beytenu, Avigdor Lieberman, dovrebbero incontrarsi domani nel tentativo di risolvere i contrasti sulla formazione di un nuovo governo e coordinare l’agenda parlamentare del cosiddetto “blocco del cambiamento”. E’ quanto riferiscono i media israeliani. Eisenkot dovrebbe inoltre incontrare nel corso della giornata Naftali Bennett, leader di B’Yachad.
Il principale punto di disaccordo tra i leader di Yisrael Beytenu e Yashar riguarda il fatto che Lieberman ha escluso esplicitamente il sostegno a qualsiasi governo di minoranza o a un esecutivo che dipenda dai partiti guidati da esponenti arabi. Questa posizione restringe notevolmente le possibilità di Eisenkot di ottenere il sostegno parlamentare necessario. Lieberman ha invece manifestato la disponibilità a negoziare con i partiti ultraortodossi, rompendo con la sua storica opposizione a qualsiasi forma di collaborazione con loro. Ha inoltre lasciato intendere che alcuni parlamentari del Likud potrebbero abbandonare il blocco di Netanyahu.
Questa apparente inversione di posizione sulla questione degli ultraortodossi ha suscitato critiche e alimentato le accuse secondo cui Lieberman starebbe ostacolando gli sforzi di Eisenkot per ambizioni personali, con l’obiettivo di diventare primo ministro. Accuse che Liberman respinge.
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