Questore dispone sospensione per 30 giorni dell’attività di una sala giochi per gravi violazioni della normativa in materia di ludopatia

Riscontrate 42 postazioni di gioco attive durante la fascia oraria di sospensione obbligatoria e accertate numerose irregolarità, tra cui la presenza di un POS all’interno della sala e la violazione delle norme a tutela dei non fumatori. Il gestore aveva adottato accorgimenti per eludere i controlli delle forze dell’ordine.

A seguito degli accertamenti di gravi e reiterate violazioni della normativa in materia di gioco lecito effettuati dal personale della Squadra Amministrativa della Divisione Polizia Amministrativa e di Sicurezza della Questura di Padova, il Questore Marco Odorisio ha disposto, in data venerdì 6 novembre, la sospensione dell’attività per 30 giorni della licenza di una sala giochi in Boara Pisani.

Il provvedimento è stato adottato all’esito di un’attività di controllo svolta nei giorni scorsi, nel corso della quale, sono emerse numerose irregolarità nella gestione dell’esercizio, con particolare riferimento al mancato rispetto delle disposizioni regionali volte a prevenire e contrastare i rischi connessi al gioco d’azzardo.

In particolare, i poliziotti hanno riscontrato come, nonostante la fascia oraria di sospensione obbligatoria del gioco prevista dalle ore 13.00 alle ore 15.00 dalla Legge Regionale del Veneto n. 38/2019, all’interno della sala risultassero ancora accesi 42 videoterminali destinati al gioco con vincita in denaro. Cinque avventori, inoltre, erano intenti a utilizzare altrettanti dispositivi, in violazione delle disposizioni che impongono l’interruzione dell’attività di gioco e lo spegnimento degli apparecchi durante le fasce orarie individuate dalla normativa regionale.

Nel corso del medesimo controllo è stata altresì riscontrata la presenza di un terminale POS, destinato ai pagamenti elettronici mediante bancomat e carte di credito, in violazione del divieto previsto dalla normativa regionale per le sale da gioco.

Il gestore, inoltre, pur essendo pienamente consapevole degli obblighi normativi in materia di spegnimento degli apparecchi, eludeva gli eventuali controlli delle Forze di Polizia, spegnendo esclusivamente i dispositivi visibili dalla pubblica via, mentre quelli collocati nelle sale interne erano rimasti accesi e pienamente funzionanti, consentendo agli avventori di continuare a giocare durante la fascia oraria vietata. Una modalità operativa che ha evidenziato la volontà di sottrarsi ai controlli, mantenendo al contempo attiva l’attività di gioco in palese violazione delle disposizioni vigenti.

Gli accertamenti hanno inoltre fatto emergere ulteriori irregolarità. È stata contestata l’inosservanza delle prescrizioni contenute nella licenza rilasciata ai sensi dell’art. 88 del Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza, con particolare riferimento all’obbligo di rispettare tutte le disposizioni normative che disciplinano l’attività autorizzata.

È stata altresì rilevata la violazione della normativa a tutela della salute dei non fumatori, avendo gli operatori riscontrato che le porte della sala riservata ai fumatori erano lasciate aperte nonostante la presenza di clienti intenti a fumare al suo interno, determinando così la propagazione del fumo nell’intero esercizio.

Tra le ulteriori criticità sono state accertate l’omessa esposizione al pubblico del listino dei prezzi dei prodotti in vendita presso il bar riservato ai giocatori e la mancata disponibilità dei precursori per il rilievo del tasso alcolemico, da mettere a disposizione della clientela in considerazione dell’orario di chiusura dell’attività di somministrazione, protratto oltre la mezzanotte.

L’attività di controllo ha inoltre confermato una precedente situazione di irregolarità. Già lo scorso 25 febbraio, infatti, i militari della Guardia di Finanza di Este avevano effettuato una verifica presso il medesimo esercizio, riscontrando il mancato spegnimento di 54 videoterminali durante la fascia oraria di sospensione obbligatoria del gioco, nonché l’assenza del materiale informativo sui rischi del gioco d’azzardo patologico, la cui esposizione e disponibilità per gli utenti sono espressamente previste dalla normativa regionale.

La reiterazione delle violazioni, unitamente alle modalità fraudolente adottate per occultare la prosecuzione dell’attività di gioco durante gli orari vietati, ha delineato un quadro di particolare gravità, evidenziando una gestione dell’esercizio non conforme alle prescrizioni della licenza e alle disposizioni poste a tutela della collettività.

La normativa regionale in materia di gioco d’azzardo è infatti finalizzata a prevenire e ridurre i rischi correlati alla dipendenza da gioco, con particolare attenzione alle categorie maggiormente vulnerabili, quali i minori e le persone affette da disturbo da gioco d’azzardo. Il rispetto delle fasce orarie di sospensione costituisce, in tale contesto, uno strumento fondamentale di prevenzione e tutela della salute pubblica.

Alla luce della gravità delle violazioni accertate, della loro reiterazione e della condotta elusiva posta in essere dal gestore, il Questore della provincia di Padova Marco Odorisio ha pertanto disposto, ai sensi delle disposizioni del Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza, la sospensione della licenza per 30 giorni, con decorrenza dalla data di notifica del provvedimento, venerdì 6 novembre.

La misura è finalizzata a interrompere le condotte illecite riscontrate, ripristinare il rispetto delle prescrizioni autorizzative e garantire l’effettiva tutela della salute pubblica, con particolare riguardo alle fasce più deboli della popolazione.

(Questura di Padova)