C’è grande rammarico a fine gara per mister Calabro che fa notare che il pareggio dell’Empoli “nasce da una situazione irregolare”.
Come valuta il risultato e la prestazione generale della squadra?
Il 2-2 finale è viziato da un’irregolarità arbitrale, poiché la rete del pareggio andava annullata per un’interferenza del direttore di gara nell’azione. Nel primo tempo si è vista una delle migliori prestazioni stagionali per fraseggio, possesso e pericolosità, concedendo agli avversari solo una chance su calcio d’angolo. Nella ripresa sono emerse difficoltà sia fisiche, dovute al dispendio energetico e alle assenze, sia mentali per il contraccolpo del gol subito.
Avete chiesto spiegazioni all’arbitro dopo il gol?
Rivolgersi all’arbitro sarebbe stato inutile e avrebbe comportato solo il rischio di subire sanzioni o espulsioni.
Quali accorgimenti tattici sono stati adottati a gara in corso?
Per far fronte all’allungamento delle distanze tra i reparti la squadra si è disposta col modulo 4-3-3. La manovra funziona al meglio quando ci si concentra su giocate semplici e ordinate, come dimostrato dalla circolazione palla avvolgente che ha portato alla prima rete.
Come mai alcuni giocatori non sono partiti titolari?
Alcune esclusioni sono state dettate dalla prudenza per evitare di aggravare i problemi fisici degli elementi già acciaccati, come nel caso di Lovato.
Ci sono speranze di recuperare gli infortunati durante la sosta?
L’auspicio è valutare con calma l’entità dei vari problemi muscolari durante la pausa per provare a recuperare almeno qualche giocatore.
Qual è il bilancio di questo ciclo di gare?
Il gruppo ha dimostrato maturità nel superare i momenti di difficoltà e nel mantenere la barca dritta. Il campionato si conferma estremamente complesso e livellato, dove ogni avversario richiede massimo rispetto a prescindere dalla posizione in classifica.
Come giudica l’impatto dei subentrati nei minuti finali?
I giocatori entrati dalla panchina hanno risposto bene aiutando la squadra a rimanere corta e compatta. È mancata solo un po’ di incisività nell’uno contro uno sulle corsie esterne, ma era fondamentale preservare l’organizzazione generale