(Adnkronos) – Il presidente israeliano Isaac Herzog ha annunciato oggi, sabato 7 novembre, in serata al presidente del partito Yashar, Gadi Eisenkot, che ha deciso di affidargli il compito di formare il prossimo governo. L’annuncio ufficiale, secondo quanto riferisce la stampa israeliana tra cui ‘Haaretz’ e ‘Walla’, si terrà domani, domenica 8 novembre, alle 17 presso la Residenza del presidente a Gerusalemme.
La decisione è stata presa dopo la conclusione di un ciclo di consultazioni con i rappresentanti delle fazioni della 26ª Knesset. Eisenkot ha ottenuto al termine delle consultazioni il sostegno di partiti per 67 seggi contro 46 per il premier uscente Benjamin Netanyahu.
Il candidato selezionato da Herzog avrà 28 giorni per formare un governo e il presidente potrà concedere una proroga fino a 14 giorni aggiuntivi se necessario. Se il candidato non riesce a formare un governo entro il tempo previsto, ricorda il ‘Jerusalem Post’, informerà il presidente israeliano che il tentativo è fallito. Il presidente successivamente dovrà decidere entro tre giorni se affidare l’incarico a un altro esponente o informare il presidente della Knesset che non vede alcuna possibilità di formare un governo. Un secondo candidato avrebbe 28 giorni per formare un governo, senza possibilità di proroga.
Se anche il secondo tentativo fallisce, o se Herzog decide di non nominare un altro candidato, inizia un periodo di 21 giorni durante il quale almeno 61 deputati possono richiedere congiuntamente al presidente di affidare l’incarico a un altro candidato che avrebbe in quel caso solo 14 giorni per formare un governo. Se tutti i tentativi falliscono, la Knesset viene sciolta e si torna alle urne. Fino a quando un nuovo governo non conquisterà la fiducia della Knesset e non entrerà in carica, il governo uscente rimarrà in carica come governo provvisorio.
“Chiedo la formazione di un governo di unità nazionale che comprenda tutti i partiti del campo nazionale e tutte le forze politiche sioniste che vogliono proteggere il nostro Paese, l’unico Stato del popolo ebraico”, la posizione di Netanyahu, convinto che “un governo di unità nazionale eliminerà definitivamente la minaccia nucleare iraniana, proteggerà Israele come Stato ebraico e ristabilirà l’unità tra di noi”.
Pur invocando l’unità nazionale, Netanyahu precisa che un eventuale governo dovrebbe comprendere tutti i suoi alleati dell’ultima coalizione: le formazioni ultranazionaliste Sionismo Religioso e Otzma Yehudit, i partiti ultraortodossi e il Likud. Il primo ministro, tuttavia, non indica chi dovrebbe guidare il nuovo esecutivo: lo scenario, però, appare per ora superato.
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