(Adnkronos) – Rientrati i falsi allarmi che hanno costretto all’evacuazione le redazioni irlandesi e interrotto decine di voli in Europa, Dublino guarda con preoccupazione al doppio appuntamento della settimana prossima, il vertice della Comunità politica europea e quello informale del Consiglio europeo. Insieme costituiscono la più grande riunione di capi di Stato e di governo mai ospitato dall’Irlanda, che al momento detiene la presidenza a rotazione del Consiglio dell’Ue. Si prevede la partecipazione di una cinquantina tra leader di Paesi europei, incluso il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, di istituzioni europee e di organizzazioni internazionali, più altre personalità di spicco e i rispettivi staff.
I preparativi sono già in corso. Come annunciato dalle autorità, l’operazione di polizia e sicurezza per i due incontri sarà la più vasta mai condotta dalla An Garda Síochána, la polizia nazionale irlandese: prenderà il via e sarà rafforzata gradualmente già a partire da martedì 10 novembre, per assicurare il corretto svolgimento dei due vertici, che si terranno rispettivamente giovedì 12 e venerdì 13. Tuttavia, gli eventi della giornata hanno gettato un’ombra sui lavori: gli aggressori hanno colpito virtualmente il sistema mediatico locale, ostacolando il lavoro di diciotto organi di informazione, secondo quanto riferito da un alto dirigente dell’emittente pubblica RTÉ al Financial Times.
Come riportato sulla stampa internazionale, i responsabili sembrano promettere un prosieguo. Il caos di questa settimana è “solo l’inizio”, avverte una delle email inviate ai media: “In questo momento stiamo preparando una nuova ondata di attacchi”. Di più: gli eventi di questa settimana sarebbero “solo una piccola parte di ciò che attende l’Europa nel prossimo futuro… molto presto faremo saltare in aria i vostri aerei, le navi da crociera, le stazioni della metropolitana e i treni”, si legge nel testo, firmato da un individuo che si definisce “uno dei leader del gruppo responsabile” delle minacce alle compagnie aeree.
“Non è ancora noto chi sia responsabile di queste minacce, né se si tratti di singoli individui o di un’azione centralizzata o coordinata”, ha dichiarato il governo irlandese in un comunicato, sottolineando che gli sviluppi “arrivano sulla scia dei disagi in corso al traffico aereo in tutta Europa, causati da minacce analoghe, e sembra probabile che si tratti di una campagna di disturbo coordinata”. Il premier irlandese Micheál Martin, dal canto suo, ha promesso di “identificare i responsabili e chiamarli a risponderne” e si è detto fiducioso che Dublino possa garantire la sicurezza dei vertici.
L’Irlanda è tra i Paesi colpiti a inizio settimana dagli attacchi cyber che hanno interessato i frigoriferi industriali dei supermercati, e nei giorni scorsi l’ondata di falsi allarmi bomba che hanno ostacolato i viaggi aerei in tutta Europa ha colpito anche i vettori irlandesi Aer Lingus e Ryanair. Tuttavia, il Paese sembra essere l’unico ad aver subito un atto ostile diretto contro i media.
Pur non facendo parte della Nato e arrivando da una politica estera tradizionalmente neutrale (non fornisce assistenza letale a Kiev), Dublino si è allineata ai partner europei nel sostenere l’Ucraina e aumentare la pressione contro la Russia. Sul versante interno sta anche rivedendo i legami giuridici relativi alla neutralità, e nell’attuale veste di presidente del Consiglio dell’Ue è in prima linea nella definizione e nel coordinamento delle politiche Ue in materia di sicurezza e sanzioni.
“Non è una coincidenza, a mio avviso, che ciò avvenga a pochi giorni dal vertice che l’Irlanda ospiterà con oltre 50 leader”, ha detto l’eurodeputato irlandese Barry Andrews al Ft. Come sottolinea, al vertice si discuterà della sicurezza dell’Europa dopo l’invasione russa su vasta scala dell’Ucraina: “Disordine, confusione e sfiducia sono gli obiettivi di questi attacchi ibridi”, ha aggiunto. Se davvero si trattasse di un’operazione coordinata da un singolo attore ostile, ipotesi che prende sempre più sostanza, la scelta di prendere di mira uno degli appuntamenti più densi della politica continentale europea acquista valore logico.
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