La Commissione Europea ha annunciato la creazione di un consorzio formato da otto Stati membri dell’Unione per sviluppare tecnologie digitali, con particolare attenzione all’intelligenza artificiale, all’interno delle infrastrutture educative e formative nazionali.
Promosso dai Paesi Bassi, il nuovo raggruppamento — denominato consorzio per un’infrastruttura digitale europea per l’istruzione (Edu-Edic) — vede tra i membri fondatori anche Belgio, Francia, Spagna, Grecia, Croazia, Slovenia e Finlandia.
La struttura resta aperta a ulteriori adesioni e ha l’obiettivo di mettere in comune risorse, competenze e infrastrutture tra i Paesi partecipanti, per creare capacità digitali che singoli Stati europei difficilmente potrebbero realizzare da soli, ha spiegato la vicepresidente della Commissione, Roxana Mînzatu.
Tra gli scopi dichiarati ci sono la riduzione della dipendenza europea da fornitori extra‐UE, una migliore protezione dei dati degli studenti e la promozione di un ecosistema di apprendimento digitale che sia al tempo stesso affidabile e innovativo.
Mînzatu ha aggiunto che saranno sviluppati progressivamente servizi cloud e basati sull’intelligenza artificiale, privilegiando fornitori tecnologici europei. I Paesi coinvolti mirano a ottenere economie di scala e un maggior potere negoziale nelle procedure di appalto pubblico.
L’annuncio è inserito nel pacchetto “Istruzione e competenze” presentato oggi dalla Commissione. Tra le misure previste, a partire dall’anno scolastico 2027-2028 verrà sperimentato un certificato europeo di alfabetizzazione all’AI rivolto ai quindicenni, per aumentare la consapevolezza sui rischi digitali come dipendenza e manipolazione. Nel 2027 sarà inoltre introdotta una carta europea con indicazioni pratiche per scuole e famiglie sulla gestione del tempo trascorso davanti agli schermi.
Il pacchetto affronta anche la crisi del reclutamento dei docenti: secondo la Commissione, il 40% degli studenti frequenta istituti con carenza di insegnanti, mentre il 40% del corpo docente ha più di 50 anni e solo l’8% ha meno di 30. Per far fronte a questi squilibri, dal 2027 verrà avviata una rete europea che collegherà i servizi nazionali e regionali per supportare le scuole in aree quali gestione, benessere, preparazione al digitale e all’AI e cooperazione con le famiglie.
La Commissione invita gli Stati membri a contrastare la carenza di insegnanti offrendo percorsi di carriera e condizioni di lavoro più attrattive, potenziando la formazione iniziale e lo sviluppo professionale, e promuovendo l’autonomia dei docenti e il loro giudizio nell’uso dell’AI. Si ribadisce che gli strumenti basati sull’intelligenza artificiale non devono sostituire in nessun caso la relazione umana o il giudizio pedagogico.
Infine, la Commissione propone un coinvolgimento più stretto degli insegnanti nelle decisioni: i loro rappresentanti e le parti sociali saranno invitati a partecipare, con cadenza semestrale, alle riunioni del gruppo di alto livello dell’UE per contribuire alle politiche in materia di istruzione e competenze.