Il ministro della Difesa, Guido Crosetto, ha dichiarato che l’Italia rispetterà gli impegni presi con gli alleati europei della Nato, con il gruppo ucraino e con l’Ucraina stessa. Ha aggiunto che anche per quest’anno è previsto un pacchetto di aiuti, che dovrebbe essere esaminato dal Copasir la prossima settimana. Crosetto sarà audito dal Copasir il 10 novembre.
Crosetto ha spiegato che la situazione sul terreno in Ucraina è profondamente cambiata: mentre fino a poco tempo fa le forze ucraine riuscivano a respingere circa il 90% degli attacchi, oggi lo stimano intorno al 10%, attribuendo il calo all’evoluzione tecnologica delle forze russe. Con il tredicesimo pacchetto di aiuti, ha detto, il governo mantiene l’impegno assunto in Aula e intende proseguire nel sostegno, convinto della necessità di perseguire parallelamente una soluzione diplomatica che viene cercata da quattro anni, nell’obiettivo di una pace giusta.
Per il futuro proporrò di estendere il meccanismo previsto dal decreto, ha aggiunto, precisando che si tratta di uno strumento introdotto durante il governo Draghi, approvato in Parlamento e sostenuto da gran parte dei partiti sia della maggioranza sia dell’opposizione.
Quel sistema, che consente all’Italia di inviare aiuti militari all’Ucraina, fu votato da Fratelli d’Italia, Lega, Forza Italia, Partito Democratico e Movimento 5 Stelle. Il governo ha poi seguito la stessa linea, che prevede anche procedure di secretazione e l’adozione di un decreto approvato dal Parlamento. Pur riconoscendo che nel tempo le posizioni politiche si sono evolute, il governo intende mantenere la direzione perseguita negli ultimi quattro anni.
Secondo Crosetto, la prospettiva di raggiungere la pace è favorita dalla capacità dell’Ucraina di resistere: se la Russia percepisse che l’Ucraina non può continuare a resistere, il conflitto aumenterebbe di intensità. Un disimpegno italiano non metterebbe fine alla guerra, osserva, perché altri Paesi continuerebbero a fornire aiuti; al contrario, una maggiore possibilità di conquista aumenterebbe la determinazione russa a proseguire il conflitto.