‘Combattenti Stato Maschile’, ecco il gruppo fuori legge in Russia che ha rivendicato gli allarmi bomba

(Adnkronos) – I Combattenti dello Stato Maschile che oggi, giovedì 5 novembre, hanno firmato le mail che rivendicavano gli allarmi bomba, a quanto apprende l’Adnkronos, corrisponderebbero a una nota organizzazione ultranazionalista, misogina e d’odio online fondata in Russia da Vladislav Pozdnyakov. Il nome ‘Stato Maschile’ è la traduzione letterale di Muzhskoye Gosudarstvo (Male State). Nel 2021 un tribunale russo ha dichiarato lo ‘Stato maschile’ un gruppo estremista, anche se allora il gruppo annunciò di voler fare ricorso. 

I ‘Combattenti’ fanno parte di un gruppo che si connota per contenuti a forte carattere omofobo, razzista e misogino. Inserita nella galassia del ‘maschilismo radicale’ e ispirata all’ideologia ‘incel’ (‘involuntary celibate’, vale a dire ‘celibe involontario’), questa formazione è da tempo all’attenzione dei nostri apparati di sicurezza e di intelligence ed è stata inserita in Russia nella lista dei movimenti illegali di matrice estremista e terrorista. 

All’estero questo gruppo è stato già legato a report relativi a falsi allarmi bomba a scopo di disturbo e intimidazione in Russia, anche se il fondatore lo ha spesso negato: nell’agosto 2021 la catena russa di sushi Yobidoyobi ha pubblicato annunci pubblicitari con modelli di colore, come riportato in un profilo del 2022 dal collettivo dedicato al giornalismo d’inchiesta Bellingcat. Pozdnyakov allora chiese alle sue migliaia di follower ad attaccare la catena con ordini fittizi e sui social pretendendo che la campagna pubblicitaria venisse interrotta. 

Sono poi arrivate minacce al proprietario dell’azienda e ai modelli comparsi nelle inserzioni, e il sito web della catena è stato hackerato. Alla fine Yobidoyobi ha porto le proprie scuse. Un’altra catena di sushi, Tanuki, è stata poi presa di mira, e in questo caso i ristoranti sono stati bersaglio di allarmi bomba, da cui Pozdnyakov ha preso le distanze. Nel corso degli anni successivi, ci sono state altre segnalazioni su sedicenti cellule o sostenitori del movimento che avrebbero spedito e-mail con allarmi bomba mirati a edifici pubblici come le scuole. La testata Vijesti perla di casi registrati in Montenegro, con lettere inviate direttamente al governo. La condanna del 2021 non ha ostacolato l’ascesa social del gruppo del ‘male state’, dove il collettivo ha offerto il proprio sostegno all’invasione di Putin in Ucraina. 

 

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