L’attacco informatico che ha interessato i sistemi di refrigerazione di supermercati in diversi Paesi europei, simile a quanto avvenuto in Francia il mese scorso, mette in evidenza i rischi legati agli apparati connessi a Internet e la sottovalutazione della minaccia da parte di alcuni operatori economici.
Come accaduto in Francia lo scorso ottobre, oggi vari punti vendita in Belgio, Estonia, Finlandia, Lussemburgo e Svezia hanno segnalato un aumento improvviso della temperatura nei frigoriferi e nei congelatori, situazione che ha reso necessario lo smaltimento di prodotti alimentari deteriorati.
Macchinari industriali che un tempo erano isolati dalla rete, come gli impianti di refrigerazione, sono ora collegati per permetterne il monitoraggio e la gestione da remoto, spiega Antoine Hautin, segretario generale di Almond, società di consulenza specializzata in sicurezza informatica.
Gli autori degli attacchi mirano a intervenire su dispositivi fisici tramite sistemi informatici. In Francia sono stati presi di mira i sistemi di controllo della refrigerazione prodotti dall’azienda danese Danfoss, presenti in numerosi negozi. Kévin Tellier, ingegnere esperto in sicurezza informatica per Synacktiv, osserva che questi dispositivi regolano la temperatura dei frigoriferi e sono spesso gestiti tramite un’interfaccia web che consente, previa autenticazione, di impostare i valori desiderati.
Tali interfacce dovrebbero essere collocate in reti chiuse e non accessibili da Internet. In alcuni casi, però, risultavano esposte online, rendendole potenzialmente accessibili anche a chi possiede conoscenze tecniche di base, aggiunge l’esperto.
Senza adeguate misure di protezione, qualsiasi impianto o apparecchiatura connessa — che si tratti di settori come l’automotive, l’energia o i trasporti — può essere vulnerabile a scenari analoghi, sottolinea Olivier Daloy, esperto di sicurezza informatica per Zscaler.
Un consulente di sicurezza informatica, che ha preferito rimanere anonimo, spiega che la vulnerabilità delle infrastrutture industriali deriva spesso dalla combinazione di sistemi informatici (IT) e apparecchiature operative (OT), alcune delle quali datate. Compromettendo le reti IT, gli attaccanti possono raggiungere i sistemi che controllano direttamente le apparecchiature, con effetti concreti nel mondo reale. Tra gli scenari plausibili figurano lo sfruttamento di una vulnerabilità tecnica oppure l’uso di credenziali compromesse per accedere ai dispositivi.
Per quanto riguarda l’attacco francese dello scorso ottobre, Vincent Strubel, direttore dell’Agenzia nazionale per la sicurezza dei sistemi informativi (Anssi), ha indicato carenze elementari nella sicurezza: impianti di refrigerazione esposti direttamente su Internet, gestione senza misure di protezione adeguate e utilizzo di password deboli.
Sull’identità degli autori, non è possibile trarre conclusioni certe: «potrebbe trattarsi di chiunque», osserva Kévin Tellier, aggiungendo che, dato il livello tecnico dell’attacco, non è chiaro se gli autori dispongano di risorse particolarmente sofisticate.