(Adnkronos) –
Alessandro Impagantiello “ha avuto tutto il tempo di tornare sulla sua decisione e invece volontariamente vuole la morte di Giulia Tramontano”. Lo afferma la pg di Milano Maria Pia Gualtieri nell’appello bis sul delitto di Senago del 27 maggio 2023 dopo che i giudici della Cassazione hanno accolto il ricorso della procura generale di Milano sulla premeditazione, aggravante che era stata esclusa dai giudici della Corte d’Assise d’Appello.
Per la rappresentante della pubblica accusa l’imputato, presente in aula, seduto in prima fila, a pochi passi di distanza dai familiari della vittima, “quando ha avuto contezza di essere stato sbugiardato” da Giulia e dall’altra donna, ciascuna inconsapevole dell’esistenza dell’altra, mette in atto il suo proposito. “La cifra dell’imputato è la menzogna nella vita e nel processo. Non badate alle parole, ha diritto di difendersi, ma ciò che conta sono le sue azioni”. Poche ore prima dell’omicidio fa la ricerca internet ‘ceramica bruciata vasca da bagno’ perché sa che “vuole uccidere Giulia e bruciarne il cadavere”, copre il divano, invia un messaggio alla compagna per depistare.
Quella di Impagnatiello è “una personalità veramente orribile”: avvelena con un topicida “la donna che si doveva fidare di lui, con la quale condivideva il talamo” che portava in grembo Thiago. “Questa condotta mostra che non c’è solo premeditazione nel giorno del delitto, ma una perseveranza” nella “volontà di farle del male, ledere o uccidere. La premeditazione, questo dolo si esprime nella massima intensità già da dicembre (da allora sono presenti tracce di veleno nel corpo della 29enne secondo l’autopsia, ndr), da allora inizia questa volontà omicida”. Per la pg Gualtieri “non si può dare spazio e credito all’imputato, da sempre aduso alla menzogna e che ha sempre ingannato tutti costruendo un castello di bugie, mentendo agli inquirenti”. Per questo la pubblica accusa chiede di riconoscere l’aggravante della premeditazione, che non incide nella condanna all’ergastolo che Impagnatiello sta scontando in carcere.
“L’assassino deve marcire in galera. Oggi è entrato a testa alta, pieno del suo stesso ego e si è messo in prima fila. Mi fa rabbia: è un soggetto inumano e ridicolo, lui e la sua famiglia sono l’esempio del fallimento sociale”. Lo afferma Chiara
Tramontano, sorella di Giulia, in attesa della sentenza d’appello bis – prevista intorno alle 12.30 – dopo che la Cassazione ha accolto il ricorso della Procura generale di Milano di riconoscere ad Alessandro Impagnatiello, che sta scontando in carcere la condanna all’ergastolo, l’aggravante della premeditazione per il delitto del 27 maggio 2023 a Senago (Milano). Chiara Tramontano, insieme alla mamma Loredana Femiano e al fratello Mario sono andati a salutare e abbracciare la pm Alessia Menegazzo, rappresentante dell’accusa in primo grado. “Per noi è una persona importantissima”, le parole della madre della vittima.
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