FORUM COLDIRETTI, GESMUNDO: LA GUERRA È GIÀ NELLE CASE E NELLE IMPRESE, NON C’È ALTERNATIVA ALLA PACE
“No ai tagli della Pac per finanziare il riarmo. Spesa militare mondiale salita del 40% in dieci anni, democrazia e coesione sociale a rischio”
“La guerra è già entrata nelle case e nelle imprese degli italiani. Negli ultimi dieci anni, la spesa militare sul pianeta è aumentata del 40%, con un balzo particolarmente significativo per i Paesi europei, che hanno più che raddoppiato le risorse destinate agli armamenti”. Lo afferma il segretario generale della Coldiretti, Vincenzo Gesmundo, nel suo intervento di apertura del XXIV Forum internazionale dell’agricoltura e dell’alimentazione a Roma, aperto dall’interpretazione di Michele Placido del discorso all’umanità di Chaplin nel film “Il grande dittatore”.
Gesmundo denuncia gli effetti della guerra sui costi dei fattori della produzione agricola e sulla vita quotidiana dei cittadini, dalla spesa alle cure fino alla scuola. Una situazione che, avverte, “si traduce nell’erosione delle principali fondamenta delle nostre democrazie, mina la coesione sociale, produce fenomeni sempre più estesi di insofferenza, se non di rivolta”, mentre cresce la distanza dalla partecipazione elettorale.
Da qui il richiamo alla voce di Papa Leone XIV e la richiesta di un ritorno della politica e del pieno utilizzo degli strumenti diplomatici. “Noi scegliamo la strada dei profeti disarmati”, afferma Gesmundo, indicando nella parola, nella testimonianza e nella persuasione gli strumenti per costruire la pace. “La nostra posizione non si basa su un pacifismo astratto, ma sulla certezza che non vi sono alternative alla ricerca della pace, che la guerra, segnatamente per il nostro popolo, per i contadini, rappresenta solo distruzione e morte”.
Il segretario generale richiama gli agricoltori ucraini morti sulle mine nei campi e i contadini russi mandati a combattere. “Il nostro non è esercizio astratto di contabilità, è riaccensione di memoria, in un momento in cui la retorica bellicistica sommerge i popoli europei”, sottolinea. “L’alternativa è la speranza, la ricerca attiva della pace”.
Gesmundo rivendica quindi l’indipendenza dell’organizzazione: “Coldiretti non è in prestito alla politica, sia essa di destra o di sinistra o di centro”. È, ribadisce, una “forza sociale autonoma” che cerca interlocuzioni con chi governa a Bruxelles, a Roma e nelle Regioni.
“Abbiamo riportato sotto l’euro il costo del gasolio agricolo in quasi tutta Italia, grazie a questo modo di fare e alla nostra capacità di mobilitarci e presentare non solo proteste, ma proposte concrete”, afferma. “Noi siamo al servizio dei nostri soci e siamo certi che gli interessi dell’agricoltura italiana coincidano con gli interessi generali del Paese”.
FORUM COLDIRETTI, GESMUNDO: CLASS ACTION CONTRO GLI ULTRAFORMULATI, NEL MIRINO LE OMISSIONI DELL’UE
“Salute dei cittadini e reddito degli agricoltori al centro della battaglia. Stabili dal prossimo anno i mercati di Campagna amica negli ospedali”
Una class action sui cibi ultraformulati, con l’obiettivo di arrivare fino alla Corte di giustizia dell’Unione europea per denunciare le omissioni nella regolamentazione. È il percorso annunciato dal segretario generale della Coldiretti, Vincenzo Gesmundo, nel suo discorso di apertura del XXIV Forum internazionale dell’agricoltura e dell’alimentazione a Roma.
“Partiremo, ne stiamo verificando condizioni e tempi, con una class action per poi arrivare fino alla Corte di giustizia dell’Ue per denunciare le omissioni regolatorie che consentono questo scempio”, afferma Gesmundo. “Non informare, non regolare e non limitare il consumo di questi cibi è un crimine contro l’umanità e come tale vogliamo perseguirlo”.
La denuncia investe chi produce, chi dovrebbe controllare e, nelle parole del segretario generale, “chi a livello istituzionale è colpevole di omissione e negligenza”. Gesmundo contesta alle autorità europee di trascurare il legame fra alimentazione e salute e richiama le conseguenze sulla sostenibilità dei sistemi sanitari. “Serve intervenire. Serve che chi produce, chi cura, chi è responsabile dell’alimentazione collettiva trovino un punto di ripartenza”, sottolinea.
Sul fronte della prevenzione, Gesmundo riconosce il valore della scelta del sindaco di Roma di escludere gli ultraformulati dalle gare per la ristorazione scolastica e annuncia il consolidamento dell’iniziativa di Campagna Amica negli ospedali. “L’abbiamo già fatto il 10 luglio aprendo i nostri mercati in oltre settanta fra i maggiori ospedali del Paese. Nell’anno che viene renderemo queste presenze stabili, nella convinzione che il cibo sano scaccia il cibo malato”.
Nel suo intervento il segretario generale dedica un passaggio ai cibi da laboratorio “su cui abbiamo acceso la luce” e rivendica il ruolo del patto con i consumatori e il sostegno al divieto italiano, riconoscendo l’impegno dei ministri Francesco Lollobrigida e Orazio Schillaci. Ribadisce quindi la richiesta di ulteriori garanzie: “Continueremo a chiedere all’Europa l’effettuazione di test clinici e preclinici a garanzia di produttori e consumatori”.
La tutela della salute e la difesa del reddito agricolo sono i due obiettivi dell’azione annunciata da Coldiretti. “È una battaglia di civiltà che va portata avanti, nell’interesse di chi produce cibo e nell’interesse di tutti i cittadini”, afferma Gesmundo.
MAGNIFICA HUMANITAS
FORUM COLDIRETTI, CACCIARI: “SENZA UNITÀ POLITICA L’EUROPA RISCHIA DI PERDERE ANCHE QUELLA ECONOMICA”
“O l’Europa si dà una vera dimensione di unità politica o si sfascerà anche l’unità economica. Non ci saranno più politiche unitarie davvero per l’agricoltura”. È l’allarme lanciato dal filosofo Massimo Cacciari al XXIV Forum internazionale dell’Agricoltura e dell’Alimentazione di Coldiretti, nel confronto con il cardinale Matteo Zuppi sul tema “Magnifica humanitas”.
“Se l’Europa non diventa un corpo politico, a guidare la danza saranno sempre le strutture tecniche e tecnocratiche”, ha affermato Cacciari, richiamando gli obiettivi che avevano accompagnato la nascita della moneta unica: “Tutti quelli che hanno affrontato quella grande svolta lo hanno detto e ripetuto: questo è un passo decisivo per l’unità politica”. Un percorso che non può essere rinviato ulteriormente: “Le riforme istituzionali per far funzionare l’Europa sono ormai necessarie”.
Sul piano internazionale, Cacciari ha indicato nella mediazione la funzione dell’Europa: “È scritto nella geografia europea che l’Europa debba svolgere un ruolo di mediazione, che debba avere la funzione di ricostruire un diritto internazionale. O siamo ponte tra mondo atlantico e Asia o non esistiamo”.
“L’Europa può essere grande soltanto se respira con due polmoni”, ha aggiunto. “Da sola l’Europa occidentale non potrà mai diventare, nel mondo contemporaneo, una grande potenza politica: non ha le risorse per esserlo”.
Una riflessione che si lega alla debolezza delle istituzioni di fronte ai grandi poteri globali. “La politica è oggi oggettivamente, strutturalmente debole rispetto alle potenze economiche e finanziarie che hanno dentro di sé la potenza della tecnica”, ha sottolineato Cacciari. “La politica sta schiacciata in mezzo. Non riesce più a rappresentare il sottomondo e non ha nessun potere sul sovramondo, mentre crescono masse proletarizzate, spossessate di uno status sociale, spossessate di ogni potere”.
Da qui il richiamo al ruolo delle organizzazioni sindacali e di rappresentanza: “Il discorso politico si riprende soltanto se esistono corpi intermedi, soltanto se riprendono potere le diverse forme di sindacato, capaci di rappresentare interessi determinati, concreti”.
“Se il sottomondo non viene organizzato secondo i suoi reali e concreti interessi e questi non si rappresentano con forza nei confronti della politica, la politica rimarrà sempre più, rispetto alla potenza della tecnica, una chiacchiera”, ha concluso Cacciari.
FORUM COLDIRETTI, ZUPPI: “DIFESA E RIARMO SONO DUE COSE DIVERSE, SERVE INVESTIRE NEL DIALOGO E NELLA PACE”
“La difesa è una cosa, il riarmo è un’altra. La difesa deve essere proporzionata”. Lo ha affermato il cardinale Matteo Zuppi, intervenendo al Forum internazionale dell’Agricoltura e dell’Alimentazione della Coldiretti in corso a Roma, nel confronto con Massimo Cacciari sul tema “Magnifica humanitas”.
“Sulla deterrenza ci sarebbe da discutere, perché funziona, ma deve essere molto calmierata, molto calcolata. Altrimenti la deterrenza ridiventa riarmo, e il riarmo ha un’altra logica: una logica di forza, per cui necessariamente devi essere più forte”, ha sottolineato Zuppi. “Se a questo non si accompagna un investimento nel dialogo, credo che siamo messi male: dobbiamo preoccuparci moltissimo”.
Per il cardinale, “l’unico modo per preparare la pace è lavorare per la pace, lavorare per il dialogo”. Richiamando l’incontro di san Francesco con il lupo di Gubbio, Zuppi ha aggiunto: “Era un grandissimo negoziatore. E poteva esserlo perché era disarmato”. Nelle guerre, ha osservato, manca “la capacità di una comunità internazionale che sappia davvero negoziare, nel senso vero e alto del termine”. Da qui l’appello: “Se vuoi la pace, prepara la pace”.
IL CIBO SANO VS CIBO CHE AMMALA
FORUM COLDIRETTI, PROF. MONTEIRO: “ULTRAPROCESSATI PROGETTATI PER ESSERE IRRESISTIBILI, SOSTITUISCONO IL CIBO VERO”
Il padre della classificazione NOVA: ingredienti a basso costo e additivi per aumentare i profitti
Gli alimenti ultraprocessati sono formulazioni industriali progettate e commercializzate per sostituire il cibo vero e i pasti cucinati, attraverso ingredienti a basso costo resi particolarmente appetibili dall’impiego di additivi. È il modello produttivo descritto da Carlos Augusto Monteiro, ideatore della classificazione NOVA, intervenuto al XXIV Forum internazionale dell’Agricoltura e dell’Alimentazione della Coldiretti, nel panel “Il cibo sano vs il cibo che ammala”.
Al centro dell’intervento il rapporto tra profitti industriali, trasformazione delle abitudini alimentari e salute. Monteiro ha spiegato che l’utilizzo di sostanze ricavate da colture ad alta resa, come mais, soia, grano e canna da zucchero, consente di abbattere i costi degli ingredienti e aumentare i margini. Coloranti, aromi e altri additivi permettono poi di trasformare queste basi in prodotti capaci di imitare sapore, aspetto e consistenza degli alimenti.
“Sono progettati per essere iperappetibili, per essere irresistibili”, ha sottolineato Monteiro, richiamando le tecniche utilizzate per raggiungere il cosiddetto bliss point, il punto di massimo piacere che spinge a continuare il consumo.
Una sostituzione che, secondo il ricercatore, ha conseguenze culturali, economiche e sanitarie. Monteiro ha richiamato gli studi che associano un maggiore consumo di ultraprocessati a un aumento del rischio di obesità, diabete e altre patologie croniche, evidenziando la necessità di considerare anche i meccanismi biologici alla base di queste associazioni.
Sul piano delle regole, il ricercatore ha posto il tema della valutazione degli additivi, anche alla luce della presenza di numerose sostanze nello stesso prodotto, chiedendo di rivedere i criteri con cui ne viene esaminata la sicurezza. Un richiamo che porta al centro del confronto la capacità delle politiche alimentari di tutelare la salute di fronte alla crescente sostituzione degli alimenti e dei pasti tradizionali con formulazioni industriali.
FORUM COLDIRETTI, GASBARRINI (OSPEDALE GEMELLI): “IL CIBO CHE AMMALA È UN PROBLEMA SOCIALE, BISOGNA AGIRE ORA”
“Non basta la sicurezza alimentare, serve parlare di salute alimentare. La prevenzione parte dalla tavola”
“Noi medici non possiamo che dire: bisogna fare qualcosa ora”. È il richiamo di Antonio Gasbarrini, dell’ospedale Gemelli, intervenuto al XXIV Forum internazionale dell’Agricoltura e dell’Alimentazione della Coldiretti, nel panel “Il cibo sano vs il cibo che ammala”. Al centro dell’intervento, la necessità di rafforzare la prevenzione attraverso una corretta alimentazione e una maggiore consapevolezza dei consumatori, affrontando un problema che riguarda il singolo e l’intera collettività. Alla presenza del ministro della Salute Orazio Schillaci, Gasbarrini ha ribadito la distinzione tra sicurezza alimentare e salute alimentare, sottolineando quanto sia importante intervenire fin dall’infanzia. “Un’alimentazione ricca di prodotti processati non può diventare la base dell’alimentazione di un bambino italiano”, ha affermato. “La longevità parte da quando siamo bambini”.
Un impegno per la prevenzione che trova una concreta applicazione in Campagna Amica per la Salute, l’iniziativa che porta i mercati degli agricoltori negli ospedali, costruendo un’alleanza tra mondo agricolo e sanitario per promuovere il cibo sano e l’educazione alimentare anche nei luoghi di cura.
Gasbarrini ha richiamato il valore degli alimenti prodotti dagli agricoltori e il ruolo della corretta alimentazione anche nei percorsi terapeutici, insieme al movimento. “L’attività fisica è cruciale, ma va combinata con una sana alimentazione”, ha precisato. Dobbiamo parlare di salute alimentare, che passa dalla tavola. Il cibo può essere malattia oppure può essere una terapia straordinaria”.
FORUM COLDIRETTI, VILLANI (OSP. BAMBINO GESÙ): “MALATTIE GIÀ NELL’INFANZIA, PREVENIRE PER EVITARE SOFFERENZE E COSTI SANITARI”
“La scuola è l’investimento migliore per la salute dei bambini, gli adulti di domani”
“Stiamo crescendo tantissimi soggetti che avranno problemi di salute e che impegneranno immense risorse. Questo è dolorosissimo, perché è evitabile”. È l’allarme lanciato dal prof. Alberto Villani dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, al XXIV Forum internazionale dell’Agricoltura e dell’Alimentazione della Coldiretti, nel panel “Il cibo sano vs il cibo che ammala”.
“Parlare di malattie croniche nell’età evolutiva sembrava qualcosa di inverosimile fino a vent’anni fa”, ha ricordato Villani. Oggi un’alimentazione scorretta produce conseguenze già nei bambini e pone le basi per patologie future. “Prevenire significa risparmiare risorse che possono essere utilizzate per situazioni che realmente non hanno altro rimedio”.
“Numerosi studi attestano e testimoniano che un’alimentazione scorretta produce danni”, ha sottolineato, richiamando anche le ricerche sul fegato grasso nei bambini condotte al Bambino Gesù. “È molto importante alimentarsi correttamente, non soltanto per la salute del momento, ma soprattutto per quella futura”. Un principio rafforzato dall’epigenetica, che, ha spiegato, mostra come i comportamenti possano influire sulla salute.
Villani ha richiamato il valore degli stili di vita e dell’alimentazione nelle cosiddette “zone blu”, caratterizzate dalla presenza di ultracentenari in buona salute: “La dieta mediterranea non è la dieta occidentale: è la dieta mediterranea che conosciamo nei nostri Paesi e quindi in Italia”.
La prevenzione comincia dalle abitudini quotidiane, dal sonno alla colazione, anche di fronte a pubblicità “sempre più avvincenti e seduttive”. Il ruolo delle famiglie resta decisivo: “Si mangia ciò di cui si dispone e a cui si è abituati. Sta quindi a noi genitori promuovere abitudini virtuose”.
Centrale il ruolo della scuola, “dove vanno tutti i bambini e dove l’educazione può cominciare fin da subito”. Educazione alimentare e al benessere, ma anche sport, musica e occasioni di aggregazione possono contribuire alla salute generale e avere ricadute positive sul comportamento. “Questo sarebbe l’investimento migliore che si potrebbe fare per la salute dei bambini che saranno gli adulti di domani”, ha concluso Villani.
FORUM COLDIRETTI, GUALTIERI: “VIA GLI ULTRAPROCESSATI DALLE MENSE DI ROMA, GARA DA QUASI 800 MILIONI”
“Qualità, convenienza e gusto possono stare insieme. Per il 10% dei bambini il pranzo a scuola è il pasto più sano della giornata”
“Nelle mense di Roma Capitale non ci potrà più essere cibo ultraprocessato”. Lo ha annunciato il sindaco di Roma Roberto Gualtieri al XXIV Forum internazionale dell’Agricoltura e dell’Alimentazione della Coldiretti in corso a Roma, illustrando la scelta di introdurre nel nuovo appalto per la ristorazione scolastica criteri che escludano questi prodotti e valorizzino la qualità dell’alimentazione.
Una gara pluriennale da quasi 800 milioni di euro, per un servizio che eroga 150mila pasti al giorno. Una scelta condivisa con Coldiretti, ha spiegato Gualtieri, che lega la tutela della salute dei bambini al rapporto con le produzioni agricole del territorio e al contrasto alle disuguaglianze.
“Per il 10% dei bambini romani quello della mensa è il pasto più sano della giornata”, ha sottolineato il sindaco, richiamando il rapporto tra difficoltà socioeconomiche e consumo di alimenti di scarsa qualità. “Se si costruisce in modo intelligente il rapporto con il territorio, il cibo fresco prodotto vicino può costare meno di quello che troviamo in molti supermercati”.
La ristorazione scolastica diventa così anche uno strumento di educazione alimentare: “I bambini scopriranno che qualità, convenienza e gusto stanno insieme”. Un intervento inserito nella politica del cibo di Roma Capitale, attraverso il Consiglio del cibo, i mercati degli agricoltori, i mercati di prossimità e la valorizzazione dell’agricoltura cittadina.
Gualtieri ha inoltre criticato i sistemi di valutazione degli alimenti basati sui “semafori”, che, ha osservato, rischiano di premiare prodotti artificiali sulla base di “un calcolo puramente matematico, astratto, non legato alla realtà”.
“Coldiretti non si limita alla tutela diretta degli interessi economici dei propri iscritti, ma assume un grande tema generale che riguarda tutti”, ha concluso il sindaco. Una battaglia che tiene insieme “qualità, economia, futuro e salute” e che “meriterebbe che anche qualcun altro se ne occupasse con un po’ più di vigore e determinazione”.
INTERVENTO DEL MINISTRO DELLA SALUTE ORAZIO SCHILLACI – FORUM INTERNAZIONALE DELL’AGRICOLTURA E DELL’ALIMENTAZIONE COLDIRETTI
Ringrazio per questo invito a un Forum che rappresenta un’importante occasione di confronto su temi che incidono sul nostro presente e, soprattutto, sul nostro futuro. La qualità dell’agricoltura, la sicurezza alimentare e il modo in cui l’alimentazione incide sulla salute delle persone e delle collettività sono tematiche sempre più centrali.
Il contributo di Coldiretti su questo fronte è da sempre solido e riconosciuto. Siete una realtà rilevante per l’Italia, che si spende da tempo portando ai più alti livelli istituzionali la voce del settore, non solo evidenziando giustamente le problematiche, ma sostenendo le eccellenze e coltivando costantemente il rapporto con i cittadini attraverso i numerosi eventi territoriali che ogni anno organizzate.
Guardando con gli occhi di chi si occupa della sanità italiana, mi preme sottolineare che valorizzare le produzioni agricole italiane, tutelare le filiere, promuovere la qualità e rafforzare il legame tra agricoltura e territorio non significa soltanto intervenire su aspetti importanti per l’economia italiana. Significa anche favorire un rapporto più consapevole con il cibo, parlare di benessere e di salute.
Come ministro, so bene che il mondo agricolo svolge un ruolo essenziale sul piano economico e produttivo, ma è fondamentale anche nella diffusione di una cultura alimentare che metta al centro la salute, la qualità e la sostenibilità. È un lavoro che portate avanti da anni: operate in sintonia con le istituzioni e vi rivolgete a tutta la cittadinanza, ma anche e soprattutto alle nuove generazioni. Un impegno, quello verso i giovani, che vi contraddistingue e per il quale vi ringrazio sentitamente.
Su questo terreno il Ministero della Salute è attivo su più fronti. Parlare di alimentazione significa, come dicevo, parlare di salute, ma soprattutto di prevenzione. La prevenzione è un tema che mi sta particolarmente a cuore. Ripeto da tempo che il Ministero della Salute, che oggi si occupa di curare gli italiani, dovrebbe occuparsi di evitare che gli italiani si ammalino. Su questo fronte sono aumentati gli investimenti dedicati alla prevenzione nella scorsa legge di bilancio.
Le evidenze scientifiche, come avete sentito dai colleghi intervenuti prima di me, ci dicono ormai da tempo che le abitudini alimentari incidono sul rischio di sviluppare diverse patologie croniche, dalle malattie cardiovascolari al diabete, fino ad alcune forme tumorali. Rafforzare la cultura della prevenzione significa aiutare le persone a compiere scelte consapevoli ogni giorno, soprattutto sin dall’infanzia.
Mangiare bene è una responsabilità che va condivisa e che deve coinvolgere le famiglie, le scuole, le istituzioni, i professionisti sanitari e il mondo produttivo. Su questo il Ministero è impegnato sia a livello nazionale sia nell’ambito di tanti progetti europei e internazionali.
È un’attività che rientra nella promozione dei corretti stili di vita, una priorità della nostra azione. Non a caso, nella riorganizzazione del Ministero abbiamo previsto una direzione generale dedicata proprio ai corretti stili di vita.
Promuovere la salute significa anche intervenire nei contesti nei quali le persone vivono, studiano e lavorano. Vanno coinvolte le comunità e va favorita, come sempre, la collaborazione tra le istituzioni. Alimentazione corretta, movimento e contrasto alla sedentarietà sono componenti integrate di una strategia di prevenzione continuativa, per proteggere la salute e migliorare la qualità della vita.
Dopo il Covid siamo tornati a essere la seconda nazione più longeva al mondo. Questo risultato è dovuto, da una parte, al nostro straordinario Servizio sanitario nazionale, che credo sia, senza tema di smentita, l’infrastruttura più importante che abbiamo in Italia; dall’altra, agli incredibili progressi compiuti dalla ricerca scientifica negli ultimi anni. Ma non possiamo accontentarci: vogliamo che gli italiani vivano meglio, soprattutto negli anni più avanzati della vita.
Un’attenzione particolare l’abbiamo rivolta alla promozione della Dieta mediterranea, che io definisco italiana. Questo impegno sta dando i suoi frutti. È un riscontro il dato che emerge dall’ultimo rapporto Censis, diffuso in queste ore, secondo il quale il 90% degli italiani ritiene che la Dieta mediterranea sia uno strumento efficace di prevenzione. È un modello alimentare riconosciuto per i suoi benefici sulla salute, ma anche un’espressione della nostra cultura e delle nostre tradizioni.
Anche la grande attenzione che gli italiani sembrano mostrare, sempre secondo il Censis, al tema degli alimenti ultraprocessati dimostra una maggiore consapevolezza. Credo sia sempre più importante favorire un consumo consapevole e incoraggiare la presenza nella dieta di alimenti freschi o minimamente trasformati, offrendo ai cittadini informazioni chiare, corrette e basate soprattutto sulle evidenze scientifiche.
Come Ministero continueremo a fare la nostra parte. Sono convinto che un’alimentazione equilibrata e sana debba essere un’opportunità concreta per tutti, non un privilegio. In questo senso, partire dall’educazione e dall’informazione è fondamentale, soprattutto con i più piccoli, già a scuola, collaborando con le famiglie.
Accanto alla promozione di un’alimentazione sana, il Ministero è impegnato a garantire la sicurezza degli alimenti che arrivano sulle nostre tavole. La tutela della salute richiede controlli, prevenzione dei rischi e vigilanza lungo tutta la filiera, dalla produzione alla distribuzione alimentare.
In questo campo sono fondamentali l’integrazione tra competenze sanitarie e controlli veterinari e la collaborazione con tutte le autorità competenti, con un approccio che riconosca il legame tra salute umana, salute animale e ambiente. Non posso non ricordare, a questo riguardo, il contributo silenzioso e preziosissimo dei Carabinieri dei NAS, che ringrazio.
La sicurezza alimentare e la qualità delle produzioni sono elementi complementari: entrambe contribuiscono alla fiducia dei consumatori e alla tutela della salute pubblica. Anche per questo il dialogo con Coldiretti e con l’intero comparto agroalimentare è strategico.
In questa sede lasciatemi ricordare anche un altro elemento del quale possiamo andare fieri: l’Italia è stata la prima nazione ad adottare una legge specificamente dedicata alla prevenzione e alla cura dell’obesità, riconosciuta come malattia cronica. Questo è avvenuto nell’attuale legislatura.
La legge riconosce l’obesità come malattia progressiva e recidivante e pone al centro la prevenzione, ma anche la tutela delle persone che ne sono affette, come ricordava prima il professor Gasbarrini.
Questo si inserisce nel nuovo Piano nazionale della prevenzione 2026-2031, strumento centrale della nostra strategia, con l’approccio One Health, che considera in maniera integrata la salute umana, animale e ambientale e riconosce l’importanza della collaborazione tra diversi settori.
La prevenzione non può però rimanere un principio generale: deve tradursi in azioni concrete, misurabili e continuative, capaci di rispondere ai bisogni dei cittadini e soprattutto di ridurre le diseguaglianze territoriali.
Come ripeto sempre, e come ci ricorda l’articolo 32 della nostra Costituzione, questo è un Paese nel quale il diritto alla salute, e anche alla prevenzione, non può dipendere da dove si ha la fortuna o la sfortuna di abitare, cioè dal CAP di residenza, né tantomeno da quanto si guadagna. La salute deve essere per tutti.
I risultati più importanti, lo ribadisco in chiusura, si ottengono con un’azione condivisa e continuativa. L’impegno del Ministero è costante e continuerà a esserlo. Investire in un’alimentazione sana significa anche investire sul futuro e sulla sostenibilità del nostro Servizio sanitario nazionale, in un’epoca nella quale viviamo più a lungo. Sono convinto che il confronto con Coldiretti e con tutte le altre realtà agroalimentari possa offrire un contributo importante a questo percorso. Vi ringrazio e vi auguro buon lavoro.
TRA GUERRA E TECNOCRAZIA, IL DESTINO DELL’UMANITA’
FORUM COLDIRETTI, CANFORA: “CHI CONTROLLA ARMI E TECNOLOGIE HA L’EGEMONIA MONDIALE, EUROPA VASO DI COCCIO”
“Chi ha in pugno la produzione di armi o gli strumenti sofisticati in mano, per esempio, al signor Musk, ha di fatto l’egemonia mondiale”. Lo ha affermato il filologo Luciano Canfora al XXIV Forum internazionale dell’Agricoltura e dell’Alimentazione della Coldiretti, intervenendo al panel “Tra guerra e tecnocrazia, il destino dell’umanità”, con Massimo D’Alema e Antonio Spadaro, sottosegretario del Dicastero per la Cultura e l’Educazione della Città del Vaticano.
Al centro dell’intervento la concentrazione del potere militare e tecnologico. Richiamando la categoria della “classe armata”, Canfora ha descritto un sistema legato alla produzione bellica che “cresce su se stesso, produce in vista di altre armi, di altre guerre” e “non ha neanche un obiettivo politico e strategico”. Una trasformazione che impone di riflettere “sui rapporti sociali che si sono determinati a seguito di questo radicale stravolgimento”.
Canfora ha quindi ricondotto le radici dell’attuale instabilità agli esiti della Guerra fredda: “I vincitori hanno pensato di poter stravincere, creando un disequilibrio mondiale spaventoso, che è all’origine di tutti i conflitti che abbiamo sotto gli occhi”. In questo scenario, le grandi potenze “ora si avvicinano, ora si scontrano” alla ricerca di un equilibrio, mentre “il vaso di coccio è questo continente europeo”.
Da qui il richiamo alla necessità di una direzione politica e al ruolo della Santa Sede: “L’unica voce politica lungimirante è quella del Vaticano”, capace “di farsi ascoltare e di indicare delle vie d’uscita”. Una “potenza spirituale, ma anche politica, profondamente politica”, con “una capacità di guardare lontano”.
FORUM COLDIRETTI, SPADARO: “CON L’IA DECIDERE STA DIVENTANDO RATIFICARE. IL PRIMO FRONTE DELLA GUERRA È COGNITIVO”
“Decidere sta diventando ratificare”. È l’allarme di Antonio Spadaro, sottosegretario del Dicastero per la Cultura e l’Educazione della Santa Sede, intervenuto al XXIV Forum internazionale dell’Agricoltura e dell’Alimentazione della Coldiretti nel panel “Tra guerra e tecnocrazia, il destino dell’umanità”, con Massimo D’Alema e Luciano Canfora.
Al centro dell’intervento, il rapporto tra tecnologia, concentrazione del potere e responsabilità delle scelte politiche e militari. “Questi strumenti costituiscono politica, fanno politica e sono degli Stati dentro gli Stati”, ha affermato Spadaro. “La tecnologia genera potere. La questione è come viene distribuito il potere che la tecnologia genera e chi risponde delle decisioni che vengono prese”.
Un interrogativo che investe direttamente la guerra e il controllo umano sull’impiego dell’intelligenza artificiale. Di fronte a elaborazioni sempre più sofisticate, ha osservato, il rischio è che l’uomo si limiti a convalidare le indicazioni della macchina. “Questa evaporazione della responsabilità, che è anche evaporazione del tempo decisionale, è già una trasformazione del potere”.
Per Spadaro, la velocità dei sistemi tecnologici rischia di sottrarre spazio al discernimento: “Non perdendo tempo perdiamo la decisione: una decisione morale, una decisione anche politica”. Da qui il richiamo a preservare l’autonomia del giudizio umano: “Con l’algoritmo stiamo perdendo la differenza tra il calcolo e il giudizio”.
Una trasformazione che riguarda anche la formazione dell’opinione pubblica e la costruzione del conflitto. “La guerra di cui stiamo parlando, prima ancora di essere combattuta, viene preparata culturalmente. Il primo fronte della guerra oggi è il fronte cognitivo”, ha sottolineato Spadaro. “Quella che stiamo combattendo non è una guerra solo di armi, ma innanzitutto una guerra di attenzione e di immaginazione”.
A preoccupare è anche la perdita di riferimenti comuni, con la possibilità di produrre contenuti artificiali sempre più distanti dai fatti. “Se non abbiamo più una realtà condivisa, come possiamo incontrarci?”, ha domandato Spadaro, denunciando una polarizzazione nella quale il confronto lascia spazio allo scontro. Un rischio che investe la capacità stessa di immaginare il futuro: “Stiamo perdendo la speranza perché viviamo nell’orizzonte del prevedibile”.
FORUM COLDIRETTI, D’ALEMA: “UN BUCO NERO NELLA DEMOCRAZIA, RESTITUIRE IL PRIMATO ALLA POLITICA”
“Ricchezza e potere tecnologico concentrati in una ristretta élite. L’Europa deve alzare la voce”
“Si è determinato un buco nero impressionante, che mette in discussione un sistema di valori”. È l’allarme lanciato da Massimo D’Alema al XXIV Forum internazionale dell’Agricoltura e dell’Alimentazione della Coldiretti, intervenendo nel panel “Tra guerra e tecnocrazia, il destino dell’umanità”, con Luciano Canfora e Antonio Spadaro.
Al centro dell’intervento, la perdita di capacità della politica di governare i processi economici, sociali e tecnologici. “In Occidente abbiamo visto un declino della politica e l’insorgere di un potere tecnocapitalistico: un’accumulazione progressiva, come mai si era avuta nella storia umana, di ricchezza e potere tecnico nelle mani di una ristretta élite, che ha sostanzialmente soggiogato i sistemi politici”, ha affermato D’Alema.
Una crisi che, nella sua analisi, nasce dalla rottura del compromesso tra capitalismo e democrazia. “La forza dell’esperienza democratica occidentale è stata nella capacità della politica democratica di tenere insieme lo sviluppo capitalistico, un certo grado di inclusione sociale e le libertà individuali”. Un equilibrio garantito in Europa dal welfare e negli Stati Uniti dall’ascensore sociale, venuto meno con la globalizzazione.
D’Alema ha richiamato le conseguenze di questa trasformazione anche sulla partecipazione: “Gran parte della gente non vota più: ha la percezione che non serva a nulla”. Da qui la necessità che la democrazia si mostri “in grado di restituire un primato alla politica”, anche per governare l’innovazione e garantire che “la tecnologia resti un mezzo nel rapporto tra il soggetto e la realtà e non diventi un elemento costitutivo del soggetto”.
Il richiamo riguarda anche gli equilibri internazionali: “La politica come capacità di dominare i conflitti, come capacità di uscire dall’anarchia di un mondo multipolare e macerato dalle guerre. Ma questa politica non si vede”.