Patrizio Bertin (Confcommercio Padova): “Se i cantieri non si chiudono, almeno che le informazioni arrivino per tempo”
Emergenza Natale. A 70 giorni dalla festività, causa cantieri, è allarme rosso per le attività commerciali.
“I cantieri del tram continuano ad essere una spada di Damocle che pende sul comparto – esordisce il presidente di Confcommercio Padova, Patrizio Bertin – e per questo il commercio padovano chiede certezze sui tempi. Dal centro ai quartieri, le difficoltà di accesso pesano sulle attività e rendono più complicato programmare la stagione commercialmente più importante dell’anno“.
“Purtroppo – continua Bertin – i cantieri si stanno prolungando troppo e le imprese vedono con grande preoccupazione la possibilità che Natale e prima ancora Halloween e Black Friday finiscano per vanificare anche l’intervento pari a 150 mila euro messi a disposizione da Comune e Camera di Commercio per le luminarie, intervento che, grazie all’impegno del vicensindaco Antonio Bressa, rappresenta di per sè un contributo positivo all’accoglienza natalizia, ma senza un quadro chiaro delle condizioni nelle quali le attività potranno lavorare, i timori sono tanti e senza indicazioni precise sull’avanzamento degli interventi, diventa difficile lavorare. Certo: le luminarie aiutano a rendere attrattiva la città, ma è fondamentale che i clienti possano raggiungerla e frequentarne le attività. In altre parole serve sapere quali percorsi saranno disponibili, quali parcheggi accessibili e quali limitazioni resteranno nelle settimane degli acquisti natalizi. Se i cantieri non si chiudono, almeno che le informazioni arrivino per tempo sia agli operatori che ai cittadini”.
Ovviamente Bertin non ha in mente solo il centro. Se infatti i problemi del centro sono tanti, per i quartieri sono forse anche di più.
“A Chiesanuova la situazione è insostenibile – continua Bertin – e le disavventure dei colleghi non si contano. Se non c’è un’accelerazione nei lavori questa rischia di diventare un’area off limits per il commercio e se consideriamo che il 25% degli incassi si concentra mediamente nell’ultimo trimestre (ma per i giocattoli siamo al 60%!), è evidente che i conti, alla fine dell’anno, non torneranno“.
Ma se Chiesanuova piange, gli altri quartieri non ridono e anche chi, come Voltabarozzo, aveva dato un’apertura di credito al tram, è molto probabile che di tram, prima di Natale, vedrà passare solo quelli di prova. Così dicasi per Ponte di Brenta dove i negozi sono stati tra i più penalizzati in quanto a lavori.
“Quello che non comprendo – osserva Bertin – è una certa sottovalutazione delle scadenze. Termini improrogabili vengono by-passati con una tranquillità che non contribuisce a creare un clima di fiducia negli imprenditori. Invece dovrebbe essere proprio la fiducia degli imprenditori a dover essere sostenuta in primis attraverso risposte attendibili sul completamento delle opere”.
“A Padova – aggiunge il presidente – c’è ancora chi, nonostante tutto, vuole rinnovare un negozio, aprire un’attività, assumere e scommettere sul futuro della città. Questa disponibilità va sostenuta con certezze sui tempi. Se all’attuale difficoltà di accesso si aggiunge l’impossibilità di sapere quando finirà, il rischio è quello che gli investimenti vengano rinviati e che le imprese già in difficoltà diventino ancora più fragili. E dalla fragilità alla chiusura il passo è breve”.
Ecco allora che diventa pressante la richiesta al Comune e ai soggetti responsabili dei cantieri per disporre almeno di un cronoprogramma dei lavori.
“Credo che questa richiesta sia il minimo sindacale – conclude Bertin – visto che il tempo, per un’impresa, ha un valore economico preciso. Chiediamo risposte che permettano agli operatori semplicemente di lavorare. Senza dimenticare che, con la loro attività, tengono vive le strade e i quartieri”.
PADOVA 20 OTTOBRE 2026
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