Secondo il Wall Street Journal, Katie Zacharia — presentata da Donald Trump come “avvocato” al momento della nomina a portavoce della Casa Bianca — non risulta aver superato l’esame di abilitazione alla professione forense negli Stati Uniti, pur avendosi in più occasioni qualificata pubblicamente come tale. Laureata in Giurisprudenza alla Pepperdine University nel 2011, avrebbe tentato senza successo di ottenere l’abilitazione in California prima di trasferirsi in Cina con il marito; il suo nome non compare negli albi degli avvocati abilitati in California, Texas o Washington D.C., né con il cognome da nubile né con quello da sposata.
A Pechino Zacharia ha lavorato per lo studio legale cinese Zhong Lun, occupandosi di operazioni internazionali e di accordi multimilionari per società statunitensi e multinazionali. Fonti citate dal quotidiano spiegano che, in quel contesto, gli associati stranieri svolgevano il ruolo di consulenti legali internazionali e quindi non era richiesta l’abilitazione alla professione forense negli Stati Uniti per questi incarichi. Interpellata sullo Stato americano che le avrebbe rilasciato l’abilitazione, la portavoce ha risposto prima con un riferimento al suo trasferimento in Cina e poi dichiarando di aver esercitato nel campo del diritto delle transazioni internazionali “con tutte le credenziali appropriate”.
La questione ha suscitato dubbi anche perché, tra gennaio 2024 e marzo 2025, Zacharia è stata responsabile degli affari legali dell’organizzazione conservatrice Fix California e, nelle sue apparizioni televisive, si è spesso presentata come avvocato, introducendo molte osservazioni con la formula “In quanto avvocato…”.
Negli Stati Uniti l’esercizio della professione forense richiede generalmente l’abilitazione, e spacciarsi per avvocato senza averla può comportare sanzioni, comprese conseguenze penali in alcuni Stati. La Casa Bianca ha difeso Zacharia definendola “estremamente qualificata” e ha affermato che Trump non l’ha assunta per occuparsi di questioni legali.