Dpfp, Giorgetti alla Camera chiede scostamento di bilancio. Aula semivuota, la battuta: “Ma io c’ero”

(Adnkronos) – La richiesta di scostamento è “dovuta”, non è “indiscriminata”, è “totalmente e consapevolmente richiesta” e “garantisce la sostenibilità” del debito “come fatto in questi anni”. Così il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti nel suo intervento in Aula alla Camera sul Dpfp. 

Lo scostamento è “un passo consapevole di deviazione rispetto alla linea di prudenza”, ha spiegato, ed è volto a “dare sostegno famiglie e imprese in difficoltà a causa dell’incremento dei prezzi”. “L’auspicio è che sia condiviso questo approccio di permettere all’Italia di presentarsi in modo credibile di fronte a istituzioni e mercati , non sono scostamenti indiscriminati né in numero né in quantità ma è garantita la sostenibilità della finanza pubblica e del debito come è stato fatto in questi anni”, ha quindi sottolineato Giorgetti che ha parlato in un’Aula semivuota.  

“E’ complicato “ programmare “in un periodo di turbolenza”, ha detto ancora, confermando “la rotta”, perché “si annunciano nuvoloni all’orizzonte”. Il ministro ha poi confermato l’obiettivo di uscita dalla procedura Ue la prossima primavera con il dato sul deficit 2026 al 2,9% . 

“Ma io c’ero!”. Così Giorgetti ha commentato l’Aula semivuota a Montecitorio in occasione del suo intervento sul Dpfp. “Non vogliono lavorare”, ha aggiunto il ministro con una punta ironica, prima di recarsi in Senato. In apertura del suo intervento nell’emiciclo il ministro ha salutato tutti i presenti, ricevendo il caloroso applauso dei presenti “molti dei quali erano ieri in commissione”, ha rilevato il titolare di via XX settembre. 

No unitario delle opposizioni allo scostamento di Bilancio. Pd, M5s, Avs, Iv e +Europa hanno depositato una unica risoluzione in cui tra l’altro si spiega: “In un contesto economico caratterizzato da una gravissima spirale inflazionistica derivante principalmente dalla componente energetica che incide drasticamente sul potere di acquisto delle famiglie, la Relazione prevede un indebitamento ripartito equamente tra energia e difesa” e invece “risulta necessario attivarsi per superare il piano di riarmo degli eserciti nazionali privo di coordinamento puntando, viceversa, alla costruzione di una vera difesa comune europea e a perseguire una strategia che punti alla sovranità e indipendenza energetica e che metta gli Stati membri al riparo dagli effetti destabilizzanti indotti dalle guerre, nonché riconsiderare radicalmente gli impegni di spesa assunti in sede Nato e scongiurare ulteriori aumenti delle spese per i sistemi di armamento che insistono sul bilancio dello Stato”. 

Le opposizioni, “valutata la necessità di prevedere un indebitamento esclusivamente indirizzato al contrasto della povertà assoluta, al finanziamento della sanità pubblica, al sostegno delle famiglie e delle imprese colpite dalla crisi energetica e alla diminuzione della dipendenza delle importazioni di combustibili fossili, in particolare attraverso fonti pulite, reti e infrastrutture energetiche”, non autorizzano quindi il governo allo scostamento proposto nella Relazione al Parlamento. 

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