AGRITURISMO, TERRANOSTRA CAMPAGNA AMICA VENETO: “IL TERRITORIO È L’ESPERIENZA”
AGRITURISMO, TERRANOSTRA CAMPAGNA AMICA VENETO: “IL TERRITORIO È L’ESPERIENZA”
Scaramuzza (Coldiretti): “Non solo ospitalità: il turista cerca agricoltura, prodotti, paesaggio e autenticità. E il Veneto rurale è una destinazione tutta da scoprire: in campagna la vacanza continua anche fuori stagione”.
“I dati diffusi dall’Ufficio di Statistica della Regione del Veneto confermano che l’agriturismo è ormai una componente strutturale dell’offerta turistica regionale – è quanto afferma Diego Scaramuzza presidente regionale di Terranostra Campagna Amica, l’associazione che rappresenta le aziende agrituristiche di Coldiretti Veneto. La cosa più interessante – continua Scaramuzza – è ciò che questa crescita racconta: un turismo sempre più orientato alla ricerca di esperienze, autenticità e conoscenza dei territori”.
I numeri aggiornati al 2025 registrano in Veneto 1.738 agriturismi attivi, in aumento del 3,3% rispetto all’anno precedente. Quasi un terzo delle strutture si concentra nel Veronese, con 525 aziende (30,2%), seguito da Treviso con 384, Vicenza con 245, Padova con 205, Belluno con 162, Venezia con 159 e Rovigo con 58.
Le presenze hanno raggiunto 1,4 milioni, in crescita del 28,8% rispetto al periodo pre-pandemico. Il Veneto si colloca così al terzo posto in Italia per
numero di presenze in agriturismo, dopo Toscana e Trentino-Alto Adige. E il trend prosegue anche nel 2026: nei primi sette mesi dell’anno, i dati provvisori segnano un ulteriore +2,4% degli arrivi e +1,1% delle presenze rispetto allo stesso periodo del 2025.
Gli arrivi negli agriturismi che offrono alloggio sono passati dai 339 mila del 2019 ai 486 mila del 2025, con un incremento del 43,4%. E il trend prosegue anche nel 2026: nei primi sette mesi dell’anno, i dati provvisori segnano un ulteriore +2,4% degli arrivi e +1,1% delle presenze rispetto allo stesso periodo del 2025.
“L’agriturismo non è semplicemente un luogo dove soggiornare – sottolinea Diego Scaramuzza -è una porta d’ingresso all’agricoltura e al territorio. Gli ospiti vogliono conoscere chi produce, assaggiare i prodotti della stagione, vivere la campagna, scoprire paesaggi e tradizioni. È questo il valore dell’accoglienza agricola”.
Un modello particolarmente significativo in Veneto, dove esiste una straordinaria varietà di territori: dalle colline alle campagne, dalla montagna al Delta del Po, fino alle aree vitivinicole e olivicole.
“Il paesaggio che il turista viene a cercare non è soltanto uno scenario: è il risultato del lavoro degli agricoltori. Sono loro che lo coltivano, lo mantengono e lo rendono vivo. Per questo l’agriturismo ha un ruolo importante: permette di entrare dentro quel paesaggio e di comprenderne il valore”.
Una visione che trova riscontro anche nell’attenzione crescente del turismo internazionale verso un Veneto meno legato alle destinazioni tradizionali. Lonely Planet, nella sua guida ha scelto la nostra regione tra le 25 destinazioni al mondo Best in Travel invitando ad andare oltre ai percorsi più conosciuti, valorizzando proprio la varietà dei paesaggi, le colline vitivinicole, i piccoli centri e i territori rurali.
“È un’indicazione che condividiamo – prosegue Scaramuzza – perché il Veneto non finisce nelle città d’arte. C’è un territorio rurale da vivere e da raccontare, e gli agriturismi possono essere il punto di partenza per scoprirlo. Non a caso la componente internazionale sta mostrando una dinamica positiva: il visitatore straniero cerca sempre più esperienze legate ai luoghi, al cibo e alle persone che li rendono unici”.
L’agriturismo rappresenta inoltre uno dei principali laboratori della multifunzionalità agricola, che negli anni ha ampliato le opportunità delle imprese: dall’ospitalità alla ristorazione, dalla vendita diretta alle fattorie didattiche e sociali, fino all’enoturismo e all’oleoturismo.
“La multifunzionalità nasce proprio dalla capacità dell’agricoltura di aprirsi al territorio – aggiunge Scaramuzza –. L’agriturismo è stato uno dei primi luoghi in cui questo incontro è diventato concreto: l’agricoltore non produce soltanto, ma accoglie, racconta, educa e crea nuove occasioni di conoscenza”.
“L’agriturismo dimostra di essere una meta sempre più ambita e gradita al consumatore in particolare internazionale che ha compensato abbondantemente (+ 1,8% A e +2,6% P) il calo di presenze degli italiani ( -1% A e -2,4% P) – precisa Scaramuzza – In tal senso stiamo definendo una serie di opportunità per gli operatori per qualificare ulteriormente la ristorazione con la continuazione del percorso dei cuochi contadini ma anche definendo nuovi standard e obiettivi anche per l’ospitalità in alloggio”.
E il calendario agricolo offre nuove opportunità anche nei mesi meno turistici: vendemmia, raccolta dei prodotti autunnali, foliage, escursioni in montagna, esperienze nelle campagne e nelle colline possono diventare occasioni per vivere il Veneto anche fuori stagione.
“L’obiettivo è continuare a costruire un’offerta capace di distribuire i flussi e valorizzare territori meno conosciuti – conclude Scaramuzza –. Perché quando un turista sceglie un agriturismo non sceglie soltanto una camera o un ristorante: sceglie un pezzo di territorio, una comunità confermando che l’agricoltura produce, custodisce il paesaggio e sa accogliere”.