XV edizione delle
GIORNATE FAI D’AUTUNNO
In Veneto oltre 35 aperture – 7 i luoghi aperti a Padova e provincia
Cartella stampa e immagini: https://press.giuseppebettiol.it/FAI-GFA-2026
«Sono prossime le Giornate FAI d’Autunno 2026. Le aspettiamo con rinnovato entusiasmo perché abbiamo tante, nuove, belle, interessanti e curiose proposte per voi. – dichiara Giovanna Vigili de Kreutzenberg, Presidente del FAI Veneto – Il Veneto delle città, dei palazzi, dei borghi, del nostro paesaggio fluviale e rurale, dei nostri artisti che hanno contribuito ad abbellire chiese, palazzi e giardini, vi verrà svelato e raccontato dai nostri Apprendisti Ciceroni e dai nostri volontari. Li ringrazio tutti, assieme alle mie operose delegazioni, ai Giovani, ai proprietari che generosamente aprono e mettono a disposizione i loro beni, alla Protezione Civile e a che ci aiuta a condividere i nostri obiettivi»
PADOVA E PROVINCIA: DALLA VILLA DEL SOPRANISTA GASPARE PACHIEROTTI ALL’ARCHEOLOGIA INDUSTRIALE
7 LUOGHI STRAORDINARI APERTI PER LE GIORNATE FAI D’AUTUNNO 2026
sabato 10 e domenica 11 ottobre 2026
Sabato 10 e domenica 11 ottobre 2026 tornano le Giornate FAI d’Autunno, il più importante evento di piazza dedicato alla valorizzazione del patrimonio culturale e paesaggistico del nostro Paese, giunto quest’anno alla sua XV edizione. Tra le oltre 35 aperture previste in tutto il Veneto, Padova e la sua provincia saranno protagoniste con 7 luoghi d’eccezione, molti dei quali solitamente inaccessibili al pubblico o poco conosciuti.
Organizzate dalla Delegazione FAI di Padova e dal Gruppo FAI Giovani, le visite a contributo libero offriranno un itinerario diffuso che spazia dalle dimore storiche ai complessi industriali di pregio, fino alle eccellenze della ceramica e della memoria locale. Questa edizione riserverà inoltre un focus speciale all’artigianato e al Made in Italy, celebrando il legame tra creatività, territorio e patrimonio.
I 7 tesori aperti nel padovano comprendono:
- Villa Pocchini Pacchiarotti Zemella (Padova – Q.re Mandria)
- Complesso industriale Carraro (Campodarsego)
- Villa dei Vescovi (Luvigliano di Torreglia)
- Chiostro di Santa Maria della Consolazione (Este)
- Este Ceramiche e Porcellane (Este)
- Gabinetto di Lettura nel Palazzo Scaligero del Capitano (Este)
- Fornace dei Serciari (Fontaniva)
In città, nel quartiere Mandria, la Delegazione FAI di Padova in collaborazione con il Gruppo FAI Ponte tra culture apre Villa Pocchini Pacchiarotti Zemella, residenza privata immersa nel verde di un’area faunistica protetta e legata alla figura del sopranista Gaspare Pacchierotti. La dimora conserva l’impianto della villa veneta a vocazione agraria, con la facciata neoclassica, la barchessa di forme cinquecentesche e l’oratorio ottagonale. Acquistata alla fine del Settecento da Pacchierotti, divenne il luogo nel quale il cantante studiava, provava le proprie arie e riceveva amici e personalità come Antonio Canova, Ugo Foscolo, Gioachino Rossini e Stendhal. Il percorso conduce negli ambienti nei quali si svolgeva la vita musicale e culturale della villa e nell’oratorio che custodisce la tomba del sopranista. Pacchierotti fu protagonista alla Fenice, alla Scala e nei teatri europei e nel 1797, a Padova, cantò anche per Napoleone.
A Campodarsego, la stessa Delegazione apre il complesso industriale della Carraro, significativo esempio di architettura industriale del secondo Novecento in Veneto, normalmente non accessibile al pubblico. Progettato a partire dal 1966 dall’architetta Ermenegilda “Gilda” D’Agaro, allieva di Carlo Scarpa, lo stabilimento fu concepito per integrare gli spazi di lavoro nel paesaggio della centuriazione romana dell’Alto Padovano. L’impianto si sviluppa attorno alla pista circolare un tempo utilizzata per il collaudo dei trattori, oggi trasformata in un grande spazio verde. Si distingue per l’uso di legno, calcestruzzo e ottone, per i volumi orizzontali e per lo studio della luce. La visita attraversa gli spazi direzionali, gli ambienti rappresentativi e alcune aree solitamente riservate all’attività aziendale, mettendo a confronto il progetto originario con gli interventi di riqualificazione avviati nel 2017. Nella sede direzionale si potrà inoltre conoscere la collezione d’arte contemporanea, che comprende, tra le altre, opere di Alighiero Boetti, Mario Schifano e Nicola De Maria.
A poca distanza tra le due, apre anche Villa dei Vescovi, Bene del FAI a Luvigliano di Torreglia, sui Colli Euganei. La struttura nasce nel primo Cinquecento come dimora di villeggiatura dei vescovi di Padova, che affidarono l’ideazione del complesso al nobiluomo Alvise Cornaro. Il progetto, dell’architetto veronese Giovanni Maria Falconetto, segue un disegno rigorosamente geometrico ispirato ai modelli dell’antichità classica, poi rivisto da Giulio Romano. Gli interni sono interamente affrescati dal pittore fiammingo Lambert Sustris. Nelle logge e nelle sale i paesaggi dipinti riprendono quelli veri, fatti di colline, vigneti e del brolo che circonda la villa. Nel Novecento l’edificio ebbe più usi: accolse gli sfollati, poi divenne monastero e sede di corsi spirituali. Nel 1962 lo acquistò Vittorio Olcese, che su consiglio di Roberto Longhi fece restaurare il ciclo di affreschi. Nel 2005 la famiglia Olcese ha donato la villa al FAI. I visitatori passeranno dalle sale affrescate alle logge aperte sul paesaggio euganeo, fino al giardino e al brolo. La Villa è una delle aperture dell’Itinerario europeo delle Giornate FAI d’Autunno 2026, in collaborazione con la Rappresentanza in Italia della Commissione europea.

A Este, il Gruppo FAI Giovani di Padova propone tre aperture dedicate alla storia dell’assistenza, alla tradizione ceramica e alla vita culturale della città.
Nel centro storico apre il Chiostro di Santa Maria della Consolazione, normalmente escluso dai percorsi cittadini. Era il nucleo dell’antico convento dei Padri Minori Osservanti, soppresso nel 1769 e acquistato l’anno seguente dalla comunità di Este per essere trasformato nell’ospedale cittadino. Per oltre due secoli il complesso fu adattato alle esigenze della medicina, con reparti, sale di degenza, cucine, ambulatori e padiglioni. Nel chiostro, fulcro del percorso, si leggono le tracce della vita conventuale accanto a quelle della successiva funzione ospedaliera. Il racconto segue anche le trasformazioni dell’edificio, dallo scalone in marmo di Verona di fine Ottocento fino al padiglione per i malati di tubercolosi progettato nel 1922.

Solo sabato sarà visitabile Este Ceramiche e Porcellane, con apertura riservata agli iscritti FAI e possibilità di iscriversi in loco. La manifattura è affacciata sul canale presso il Ponte della Girometta e addossata alle antiche mura cittadine. Qui nel 1784 Girolamo Franchini avviò la produzione di “terraglie sopraffine ad uso d’Inghilterra”. Nel 1955 il complesso fu acquistato da Giovanni Battista Giorgini, che recuperò gli antichi stampi ritrovati nei magazzini. Il percorso entra negli ambienti di lavorazione, normalmente non accessibili al pubblico, tra antichi stampi, strumenti e testimonianze della tradizione ceramica atestina, fino alle collaborazioni con artisti, designer e il mondo della moda. Sempre sabato sono previste visite speciali su prenotazione, riservate agli iscritti FAI condotte dagli attuali proprietari, con accesso ai laboratori nei quali la ceramica viene ancora oggi lavorata. Este Ceramiche è una delle aperture dell’Itinerario europeo delle Giornate FAI d’Autunno 2026, in collaborazione con la Rappresentanza in Italia della Commissione europea.

Nel trecentesco Palazzo Scaligero del Capitano apre il Gabinetto di Lettura, istituzione privata normalmente non inserita nei circuiti di visita. Fu fondata nel 1846 da 82 cittadini per promuovere la lettura e il confronto culturale e si trasferì nel palazzo nel 1848. Le sale conservano gli arredi e le testimonianze di quasi due secoli di attività, insieme a un patrimonio di circa 70.000 volumi, per almeno due terzi di carattere storico. Tra gli ambienti più significativi figurano la sala del piano nobile decorata con quattro tele di Antonio Zanchi e il sottotetto dalle antiche travature, oggi destinato a sala conferenze. La visita permetterà di conoscere documenti, volumi e protagonisti della storia dell’istituzione, con particolare attenzione alla Raccolta Estense, dedicata alla memoria storica e culturale della città. Nel 2024 il patrimonio si è inoltre arricchito di oltre 800 volumi di medicina, databili dal Cinquecento all’Ottocento e provenienti dall’ex ospedale di Este. Tre visite speciali su prenotazione, condotte dai bibliotecari, comprenderanno l’accesso alla biblioteca e la possibilità di osservare da vicino alcuni manoscritti.

A Fontaniva, la Delegazione FAI di Padova apre la Fornace dei Serciari, esempio di archeologia industriale tardo-ottocentesca lungo la sponda orientale del Brenta, oggi sede di Elite, azienda specializzata in accessori per il ciclismo. La fornace utilizzava i ciottoli calcarei del fiume per produrre la calce e rimase in attività fino al 1973, quando iniziò un lungo periodo di abbandono. Recuperata negli anni Novanta con un restauro conservativo durato dieci anni, conserva i due grandi camini in muratura a forma di “imbuto rovesciato”, le camere di cottura e i volumi originari, nei quali sono stati inseriti uffici e laboratori in vetro e acciaio. Il percorso attraversa gli ambienti un tempo destinati ai materiali e alla produzione della calce, ricostruendo il lavoro dei fornaciai e il passaggio dall’attività ottocentesca all’impresa contemporanea. Tre visite speciali su prenotazione saranno condotte dai proprietari ed eredi di Amerigo Sartore, fondatore di Elite, e comprenderanno l’accesso alla terrazza realizzata tra i due camini, con vista sul territorio circostante.




