Decine di migliaia di persone sono scese in piazza in tutta la Francia per il terzo giorno di mobilitazione studentesca. A Parigi si sono registrati scontri e disordini: su Boulevard Voltaire, vicino a Place de la Nation, la polizia è entrata in tensione con alcuni manifestanti e una filiale bancaria è stata presa di mira, secondo Le Parisien. La Prefettura di polizia di Parigi segnala circa 300 dimostranti che hanno tentato di aggredire le forze dell’ordine; Le Figaro riferisce che alcuni manifestanti avrebbero staccato pezzi di pietra dai gradini dei negozi per lanciarli contro la polizia.
Il ministero dell’Interno ha confermato a Bfmtv l’arresto di 488 persone nell’ambito delle proteste odierne. Tra le forze dell’ordine sono stati registrati 43 feriti.
Differenze nei numeri
Le stime sulla partecipazione divergono: il ministero dell’Interno parla di 256.000 persone in tutto il Paese, di cui 56.000 a Parigi, mentre le organizzazioni studentesche e dei liceali hanno stimato complessivamente 450.000 partecipanti, con 100.000 a Parigi. Gli studenti sono stati affiancati da insegnanti e da una coalizione di sindacati dell’istruzione che ha invitato a partecipare al movimento.
Bilancio dei feriti
Il premier Sebastien Lecornu, intervenendo all’Assemblea Nazionale, ha riferito di 215 studenti feriti — in gran parte in seguito ad aggressioni, in misura minore per incidenti — e di 85 membri del personale scolastico feriti, tra cui 34 dirigenti. Ha definito questo il bilancio più grave degli ultimi decenni nel settore dell’istruzione per numero di dipendenti pubblici feriti.
Il poliziotto accusato di aver lanciato un lacrimogeno contro Eden, il liceale ferito a Saint-Ouen-l’Aumône, è stato incriminato per violenza, secondo quanto riportato da Bfm Tv citando il procuratore di Pontoise. La famiglia del ragazzo di 14 anni aveva annunciato l’intenzione di sporgere denuncia, anche per tentato omicidio volontario. In alcuni video si vedono tre agenti con casco affrontare il giovane; secondo le immagini un agente lo colpisce, il ragazzo reagisce con un calcio e in seguito un colpo di lanciagranate lo ferisce al volto facendolo cadere.
Sospensione delle lezioni nei licei per tre giorni
Il governo ha disposto la sospensione per tre giorni delle normali attività didattiche nei licei, a partire da domani fino a venerdì, per consentire agli studenti di discutere e organizzare momenti di partecipazione democratica interna. Secondo Lecornu, il ministro dell’Istruzione Eduard Geffray ha deciso di liberare tempo per permettere ai dirigenti scolastici di dedicare spazio a questi confronti.
Vertice all’Eliseo
Il presidente Emmanuel Macron convocherà questa sera diversi ministri per fare il punto sulla situazione. Alla riunione, riferisce Bfm Tv, parteciperanno tra gli altri il premier Lecornu, il ministro dell’Istruzione Geffray e, secondo l’Afp, anche il ministro dell’Interno Laurent Nunez.
Motivazioni della protesta
Da fine settembre gli studenti manifestano per denunciare le condizioni dell’insegnamento e lo stato degli edifici scolastici: strutture e arredi giudicati inadeguati al freddo e al caldo, risorse insufficienti, classi sovraffollate e carenza di insegnanti. Alle proteste partecipano liceali e universitari che chiedono maggiori investimenti nell’istruzione.
Intervento di Donald Trump
L’ex presidente degli Stati Uniti Donald Trump è intervenuto sulla questione sostenendo che le proteste sarebbero la conseguenza di «una migrazione di massa fuori controllo» e affermando che «non si tratta delle scuole, ma dell’Islam che vuole prendere il controllo di un Paese che un tempo era grande», in un post su Truth.
Replica a Trump
Il ministro degli Esteri francese Jean‐Noël Barrot ha osservato che «rivali, avversari e partner cercano di raccontare» le proteste «a modo loro», aggiungendo che se la Francia non costruisce la propria narrazione altri la faranno per conto suo, secondo Bfmtv. Anche Jean‐Luc Mélenchon, leader di La France Insoumise, ha risposto su X criticando l’interpretazione di Trump e accusando la polizia di provocazioni e violenze contro giovani manifestanti e sindacalisti venuti a sostenerli.
Richiamo dell’ambasciatore a Teheran
Il ministero degli Esteri iraniano ha convocato l’ambasciatore francese a Teheran, Pierre Cochard, per protestare contro quella che ha definito una gestione «violenta» delle manifestazioni e gravi violazioni dei diritti umani, riporta l’agenzia Irna. Il portavoce Esmail Baghaei ha accusato le autorità francesi di usare «due pesi e due misure», ricordando le critiche di Parigi alla repressione delle proteste in Iran e chiedendo il rispetto del diritto alla riunione pacifica.
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