Flydubai, il racconto del pilota-eroe a Modi: “Non potevo lasciare che i passeggeri morissero”

«Non potevo permettere che quelle persone morissero». Così ha detto al primo ministro indiano Narendra Modi il pilota della Flydubai, Smit Machchhar, ferito dal copilota durante il volo da Dubai a Tel Aviv poi deviato in Arabia Saudita.

#WATCH | Flydubai Captain Smit Machchhar becomes emotional as he recounts his ordeal before PM Modi; he says, “You are my biggest idol. I feel proud of the way you are encouraging me today. I had so many injuries, but I told myself I have to get up and act. At the time, I told… pic.twitter.com/eqGloeCTSl

— ANI (@ANI) October 2, 2026

In una videochiamata con Modi, Machchhar ha raccontato di essersi sforzato di reagire nonostante le ferite: «Lei è il mio più grande idolo. Sono orgoglioso del suo incoraggiamento. Avevo molte ferite, ma mi sono detto di dovermi rialzare e agire. In quel momento ho fatto uno sforzo per aprire la porta della cabina di pilotaggio», ha riferito l’agenzia ANI.

Emirati: “Sul volo pericoloso atto di terrorismo”

Anwar Gargash, consigliere del presidente degli Emirati Arabi Uniti, ha definito l’accaduto «un pericoloso atto di terrorismo». Su X ha elogiato il pilota per la «professionalità», il «coraggio» e il «senso di responsabilità», descrivendolo come un «vero eroe» che merita «ogni elogio» per aver affrontato quella che avrebbe potuto essere «un possibile disastro».

L’attacco sul volo Dubai-Tel Aviv, cosa sappiamo

Il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha detto che è stata evitata «una catastrofe dalle conseguenze globali». Il volo Flydubai, con oltre 150 persone a bordo, era diretto a Tel Aviv quando uno dei piloti — secondo quanto riportato proveniente dall’Oman — ha tentato di dirottare l’aereo dopo aver ferito il comandante. Alcuni passeggeri sono riusciti a intervenire, entrare nella cabina di pilotaggio e riprendere il controllo dell’aereo, che aveva perso oltre 4.000 metri di quota in 29 secondi. L’aereo è stato fatto atterrare a Tabuk, in Arabia Saudita; successivamente i passeggeri sono stati trasferiti e sono giunti sani e salvi a Tel Aviv.

Un passeggero ha raccontato all’aeroporto Ben Gurion di essere stato il primo a irrompere nella cabina mentre l’aereo stava precipitando: ha descritto di aver trovato l’attaccante ai comandi, di averlo immobilizzato e trascinato fuori per consentire il ritorno alla guida del velivolo. Ha spiegato che il suo intervento è stato determinante per stabilizzare l’aereo e che ha agito anche chiedendo aiuto ad altri passeggeri presenti.

Secondo il Times of Israel, il passeggero ha detto che l’aggressore stava cercando di distruggere i comandi per rendere impossibile il controllo del velivolo. Dopo che l’aereo ha cominciato a raddrizzarsi, il secondo pilota ha dichiarato che avrebbe preso il comando da quel momento in poi.

Netanyahu ha elogiato il coraggio dei passeggeri e del secondo pilota, definendo il loro intervento «un atto di grande coraggio che ha impedito qualcosa di simile all’11 settembre». In un’intervista a Fox News ha aggiunto che l’episodio è quasi «incredibile», sottolineando anche dubbi sulle procedure di controllo degli aviatori e ipotizzando che l’attaccante potesse essere entrato in cabina con un coltello o un’ascia.

Riguardo al movente, Netanyahu ha detto che è evidente l’odio verso gli israeliani e ha definito l’azione come frutto di «fanatismo». Ha precisato però che è presto per stabilire eventuali collegamenti con l’Iran e che l’indagine è in corso in Arabia Saudita; ha inoltre dichiarato che Israele seguirà le indagini e potrebbe parteciparvi. Le autorità israeliane prevedono di chiedere l’estradizione del sospetto, che secondo i media è ora sotto inchiesta in Arabia Saudita.

Un funzionario israeliano ha riferito al Times of Israel che il copilota omanita avrebbe pubblicato sui social contenuti che manifesterebbero istigazione all’uccisione di ebrei e una radicalizzazione verso un’ideologia jihadista. Tuttavia le autorità hanno sottolineato che non si potranno trarre conclusioni definitive fino al termine delle indagini. Il ministro israeliano per la Sicurezza nazionale, Itamar Ben Gvir, ha detto che chi ha pianificato di far precipitare un aereo con a bordo cittadini israeliani dovrebbe essere estradato in Israele per essere giudicato.

Le autorità continuano a indagare sulle motivazioni e sui contatti del sospetto; intanto le autorità e i passeggeri hanno confermato che, dopo l’atterraggio di emergenza e le procedure di sicurezza, tutti i viaggiatori sono arrivati a destinazione senza ulteriori danni.

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