Patrizio Bertin (Confcommercio Padova): “Segnalare un tentativo di frode serve a proteggere altre attività del territorio”
E’ nota come la “truffa della ballerina” e quest’estate ha imperversato creando problemi ai tanti che, in buona fede, credevano di aiutare una ragazza ad ottenere una borsa di studio tramite un semplice voto e invece finivano per vedersi a loro volta complici di altre truffe ai danni di conoscenti. Per cui, primo non fidarsi, nemmeno di quelle comunicazioni che, all’apparenza, sembrano innocenti richieste di amici. Secondo: prevenire è sempre meglio che curare. E la cosa vale sia per un privato cittadino che per un’impresa.
“Solo che in questo caso – segnala il presidente di Confcommercio Padova, Patrizio Bertin – un ordine falso, una credenziale rubata o un gestionale bloccato possono fermare un’attività. E fermare un’attività significa mettere in crisi diverse famiglie. Per cui la prevenzione deve essere alla portata anche delle piccole imprese”
Può bastare qualche dato per capire che anche questa, seppur sottotraccia, è una vera e propria emergenza.
Dunque: nel 2024, in provincia di Padova, sono state registrate 4.043 denunce per truffe e frodi informatiche e 319 per delitti informatici: 4.362 casi sommando le due voci. Nel 2023 erano rispettivamente 4.331 e 302. Il totale è dunque diminuito del 5,8%, mentre i delitti informatici, considerati separatamente, sono aumentati del 5,6%.
Sono dati che riguardano l’intera provincia e tutte le vittime, siano essi privati cittadini o aziende.
“In entrambi i casi – continua Bertin – siamo in presenza di odiosi sistemi che nel caso dei privati finiscono spesso per trasformarsi in drammi veri e propri quando a subirli sono soprattutto anziani indifesi, mentre nel caso delle imprese si sfruttano rapporti consolidati con fornitori, richieste di pagamento a prima vista legittimi, anche semplici e-mail di conferma di un ordine. Dire che sono situazioni che non si conoscono non sarebbe corretto. Si conoscono ma si è troppo spesso portati a ritenere che si tratti di un problema tecnico, lontano dalla vita quotidiana di un negozio, di un albergo o di un’impresa di servizi. In realtà basta che venga compromessa una casella di posta o che si blocchi il sistema con cui si gestiscono prenotazioni e pagamenti per mettere in difficoltà il lavoro di tutti i giorni. Per una piccola impresa anche poche ore di fermo possono pesare. E molto”.
In tempi di guerra ibrida, di attacchi hacker a sistemi informatici importanti, anche truffe di portata più modesta devono comunque far drizzare le antenne degli imprenditori.
Il Rapporto Clusit 2026 ha censito in Italia 507 incidenti cyber gravi nel 2025, il 42% in più rispetto al 2024. L‘Italia, in questo senso, sembra uno dei bersagli preferiti: il 9,6% degli attacchi gravi è concentrato nel nostro Paese. Per la maggior parte (28%) ai danni della Difesa e delle Forze dell’Ordine. Ma anche il manifatturiero ha lasciato sul campo il 18,4% nel primo semestre di quest’anno con il cybercrime che pesa per il 61% e hacktivism del 39% (con un aumento esponenziale del 145% rispetto al 2024). Si tratta di una rilevazione nazionale che se ha un pregio, è quello di mettere sull’avviso grandi strutture, peraltro anche appartenenti allo Stato e, a cascata, anche le imprese di minori dimensioni.
Aggiunge il presidente di Confcommercio Padova: “Il primo passo per garantirsi almeno qualche minor notte insonne è mettere in sicurezza gli accessi, fare copie dei dati, aggiornare i sistemi e concordare una procedura semplice per verificare le richieste di pagamento sospette. Fin qui una sorta di “buone pratiche” per evitare che la truffa corra sul filo, però implementate da più specifici interventi. Per cui serve sapere a chi rivolgersi e come continuare a lavorare se un sistema si ferma. Come Confcommercio Padova, attraverso la nostra ConfCom Ascom Servizi siamo in grado di fornire adeguato supporto alle imprese consentendo contemporaneamente di passare dalla tematica teorica alle scelte concrete proporzionate alla dimensione dell’impresa ma comunque efficaci”. Ecco che “segnalare” un tentativo di frode, oltre che rappresentare un passaggio importante della vita associativa serve anche a limitare il danno e aiutare a proteggere altre attività del territorio”.
PADOVA 2 OTTOBRE 2026
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