«Abbiamo già concesso maggiore flessibilità agli Stati membri», ha detto la portavoce capo della Commissione europea, Paula Pinho, rispondendo ai giornalisti durante il briefing a Bruxelles in merito alle richieste di maggiore flessibilità annunciate dal presidente del Consiglio Giorgia Meloni.
Il portavoce per l’Economia, Balazs Ujvari, ha confermato che «non abbiamo ancora ricevuto la lettera» della premier Giorgia Meloni sulla flessibilità fiscale, ma ha assicurato che la Commissione terrà la situazione sotto controllo e informerà se ci saranno novità. Riguardo alla flessibilità energetica, ha ricordato che è in corso da inizio estate un’iniziativa importante: è stata estesa all’energia la cosiddetta clausola di salvaguardia nazionale, inizialmente prevista per la difesa, per offrire agli Stati membri margini di manovra fiscale necessari ad adottare misure di risposta alla crisi energetica.
Ujvari ha spiegato che la misura consente agli Stati membri di discostarsi dal percorso della spesa netta per un importo complessivo pari allo 0,6% del PIL nel periodo compreso tra febbraio 2026 e la fine del 2028. Si tratta quindi di un margine fiscale aggiuntivo utilizzabile purché vengano seguite le procedure previste. Finora la Commissione ha ricevuto indicazioni da due Paesi interessati; tra questi c’è l’Italia, che ha presentato una richiesta di attivazione alcune settimane fa. La domanda è attualmente al vaglio della Commissione.
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