27 settembre 2026 | 09.02
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Gli elettori svizzeri sono andati alle urne per decidere sull'”iniziativa sulla neutralità”, promossa dal movimento Pro Schweiz. L’iniziativa propone un’interpretazione più rigida della politica di neutralità sancita dalla Costituzione del 1848 e mira a limitare la possibilità per la Confederazione di adottare misure, come sanzioni, contro Paesi coinvolti in conflitti salvo quelle deliberate dalle Nazioni Unite. I sostenitori affermano che la modifica rafforzerebbe la sicurezza nazionale e la credibilità della Svizzera come mediatore neutrale; gli oppositori ritengono invece che oggi la neutralità non possa essere usata per sottrarsi a responsabilità politiche e morali.
La questione è tornata al centro del dibattito pubblico dopo l’invasione russa dell’Ucraina. I sondaggi predisposti prima del voto indicavano un vantaggio per il fronte del no; i risultati completi sono attesi durante la notte.
La proiezione: No al 72%
Una prima proiezione dell’istituto demoscopico gfs.bern per la Ssr indica che l’iniziativa sulla neutralità sarebbe stata respinta da circa il 71-72% degli aventi diritto. Secondo il politologo Urs Bieri di gfs.bern, citato dalla radio Srf, il voto contrario appare netto e l’iniziativa ha raccolto poco sostegno al di fuori dell’area di destra; lo studioso ha inoltre osservato che non è detto che la popolazione abbia compreso appieno le implicazioni del testo.
A livello regionale, nei cantoni analizzati emergono differenze: in Ticino, con lo spoglio di 86 comuni su 100, il no raggiunge il 51,2%; nei Grigioni, dove lo scrutinio è concluso, il no è al 66,6%.
Anche l’altra consultazione centrale della giornata, l'”iniziativa sull’alimentazione”, risulta in netta prevalenza del no secondo la stessa proiezione di gfs.bern, con un rifiuto stimato intorno al 72%. In Ticino, con 92 comuni scrutinate su 100, il no è al 68,70%; nei Grigioni, a spoglio ultimato, il no arriva al 75,01%. Argovia e Glarona registrano rispettivamente 74,83% e 74,77% di voti contrari, mentre Nidvaldo segna il 79,85% di no.
Al voto anche sull’alimentazione
Oltre alla neutralità, gli elettori si sono pronunciati sull’iniziativa per l’alimentazione lanciata dall’ambientalista Franziska Herren e dalla sua associazione “Acqua pulita per tutti”. L’iniziativa chiedeva che la Confederazione persegua un livello di autosufficienza alimentare di almeno il 70% entro dieci anni. I sondaggi avevano mostrato meno di un terzo di opinioni favorevoli e le proiezioni indicano una netta bocciatura.
In aggiunta ai temi nazionali, in nove cantoni gli elettori hanno votato su quesiti locali. Tra i più attesi figuravano una riduzione significativa delle imposte nel Canton Vaud e una proposta per estendere il diritto di voto ai sedicenni nei Grigioni.