25 settembre 2026 | 10.09
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La Cia ha segnalato a diversi governi europei il rischio di un possibile attacco con droni da parte della Russia verso Spagna, Francia o Italia, secondo quanto riferito dal quotidiano spagnolo El Mundo. Xavier Tytelman, esperto di difesa e aeronautica specializzato nel conflitto ucraino, conferma all’Adnkronos che, dal punto di vista tecnologico, un’operazione del genere è fattibile e alla portata degli strumenti attualmente disponibili alla Russia.
Le informazioni indicano che gli attacchi potrebbero essere lanciati da navi in Mediterraneo, una modalità che permetterebbe di evitare le difese terrestri in quanto i velivoli partendo dal mare non attraverserebbero i paesi di terraferma. Tytelman sottolinea che, rispetto a un attacco lanciato dalla Russia, questa opzione riduce la necessità di superare i sistemi di difesa di stati intermedi.
Finora sono state rilevate alcune incursioni di droni ritenuti probabili di origine russa in Europa, ma non si è ancora arrivati a un attacco su larga scala. Tuttavia, secondo l’esperto, la Russia ha già predisposto capacità aggiuntive, in particolare la cosiddetta “containerizzazione”, che renderebbe più semplice il lancio di missili o droni dal mare.
Con questo metodo, navi civili cariche di container vengono usate per occultare l’installazione di lanciatori: alcune unità sarebbero state trasformate per lanciare Shahed o altri sistemi, e una singola nave potrebbe teoricamente trasportare centinaia di droni. Tytelman cita anche il missile Club‐K come esempio di sistema lanciatore nascosto in contenitori, il cui impiego non si distinguerebbe facilmente da quello di normali imbarcazioni commerciali.
Per quanto riguarda i droni, è più probabile un uso iniziale di piattaforme anonime o commerciali — come alcuni modelli cinesi acquistabili sul mercato online — piuttosto che di dispositivi immediatamente riconducibili alla Russia. Stati come Italia, Francia e Spagna dispongono di sistemi anti‐aerei e di caccia, ma l’efficacia della difesa dipenderebbe molto dalla natura e dall’entità dell’attacco.
Tytelman avverte che uno sciame di centinaia di droni potrebbe saturare le difese europee: l’Europa non dispone in grande quantità di intercettori economici simili a quelli impiegati dall’Ucraina e, al contrario, si affida soprattutto a missili di difesa costosi. (Di Veronica Gennari)
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