23 settembre 2026 | 15.54
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“Si tratta principalmente di ricordi personali: molti dettagli, poche novità e alcune affermazioni non supportate da prove, basate più sul ‘sentito dire’… Ci sono poi evidenti forzature, probabilmente per attirare l’attenzione o aumentare le vendite. La tenuta della famiglia di Althorp nella campagna del Northamptonshire non è al massimo della salute”. Così Vittorio Sabadin, giornalista, scrittore e storico della famiglia reale (tra i suoi libri: Elisabetta, L’ultima regina; Diana. Vita e destino; Carlo III. La lunga attesa di un re; La guerra dei Windsor), commenta per Adnkronos l’uscita del libro del conte Charles Spencer, fratello dell’ex principessa del Galles, ‘Canto del cigno. Diana, mia sorella’, pubblicato in Italia da Feltrinelli.
Secondo Sabadin, è improbabile una reazione ufficiale da parte di Carlo III o dell’intera famiglia reale, coerente con il principio monarchico “never complain, never explain”. Di fatto, qualche giorno fa Buckingham Palace ha già risposto alle accuse mosse dal conte Spencer al sovrano, osservando che “il dolore per la perdita di una sorella può offuscare la ragione, influenzare la capacità di giudizio e alterare i ricordi”. Una dichiarazione che richiama il comunicato emesso dal Palazzo dopo l’intervista di Harry e Meghan con Oprah Winfrey, in cui si ricordava che “i ricordi possono variare”.
Si continua a parlare di Diana Spencer, divenuta una figura mitica: la sua scomparsa il 31 agosto 1997, in un incidente nel tunnel del Pont de l’Alma a Parigi, resta un fatto che alimenta memoria e narrazioni. Sabadin sottolinea che, come accade per altre celebrità morte giovani, Diana è stata idealizzata: sarà ricordata come una donna tradita e come una potenziale regina il cui destino è stato spezzato. Nel libro del fratello, inoltre, viene ridimensionata l’idea che Carlo fosse “euforico” per la sua morte: secondo Spencer, il principe provò grande dolore e pianse, ma provò anche, come altri membri della famiglia, un senso di sollievo. Diana era diventata “imprevedibile” e, secondo l’autore, se avesse accettato la scorta offerta dalla famiglia reale forse oggi sarebbe ancora viva. La scorta proposta dalla famiglia Al Fayed viene invece giudicata inadeguata. L’ipotesi di un complotto organizzato dai servizi segreti viene considerata improbabile: sarebbe stato difficile pianificarlo in poco tempo, anche perché Dodi Al-Fayed e Diana avrebbero cambiato all’ultimo momento la destinazione, passando dall’Hotel Ritz a un appartamento sugli Champs-Élysées.”.
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