Russia, analisi del voto indipendente: “E’ stata operazione elettorale speciale, misure urgenti dopo picco attenzione per Yabloko’

Secondo una rete indipendente di osservatori, le elezioni appena concluse in Russia non sono state un voto libero ma una «operazione elettorale speciale» che ha consolidato un regime autoritario. La prima valutazione, pubblicata dalla piattaforma Atlante delle elezioni poche ore dopo la chiusura delle urne, denuncia pressioni su candidati, osservatori e elettori, con i diritti degli ultimi subordinati alla «convenienza politica» degli organizzatori. Un evento che avrebbe dovuto seguire un copione già scritto è stato alterato dall’imprevisto aumento di attenzione intorno al partito Yabloko la scorsa estate, costringendo le autorità ad adottare misure considerate urgenti e straordinarie.

Tra le irregolarità segnalate ci sono il blocco dell’accesso ai seggi per gli osservatori — oltre 1.500 sono stati impediti di entrare con diversi pretesti già il primo giorno — e la mancata pubblicazione delle immagini di sorveglianza e delle liste elettorali elettroniche. In alcune regioni si sono registrate chiamate agli uffici di reclutamento di uomini coincidevano con l’apertura delle urne, presunte misure per scoraggiare gli osservatori, e una forte concentrazione di voti elettronici nelle prime ore lavorative, che suggerisce l’uso del voto digitale per indirizzare il risultato. A Mosca si sono verificati ritardi nella distribuzione delle schede, particolarmente acuti quando era previsto un afflusso di elettori sensibili all’opposizione.

Analisti elettorali osservano che non si erano mai svolte elezioni legislative in Russia in condizioni interne ed esterne così difficili. Il contesto di crescente militarizzazione e l’uso di pratiche emergenziali e repressive nella gestione politica ed economica hanno lasciato un’impronta anche nel processo elettorale. L’inaspettata ondata di interesse verso Yabloko, tra l’accettazione della registrazione e la sua successiva cancellazione da parte della Corte suprema il 10 agosto, ha amplificato la pressione sulle autorità.

Già prima dell’apertura dei seggi si sono registrate restrizioni deliberate sui diritti costituzionali: la competizione politica è stata limitata, il diritto di candidarsi e di partecipare a dibattiti sostanziali è stato ostacolato, e il diritto a un voto libero e non coercitivo è stato messo in secondo piano.

Misure introdotte già dal 2021 — estensione del voto su più giorni, voto elettronico remoto, chiusura al pubblico di sorveglianze video e liste elettroniche — sono state utilizzate per favorire un esito favorevole al Cremlino. Negli ultimi anni si sono inoltre intensificate limitazioni al suffragio passivo: le autorità hanno sviluppato pratiche rapide e selettive per escludere candidati senza ricorso giudiziario trasparente.

Il dibattito pubblico è stato fortemente ridotto, sia online che in presenza, e la repressione è aumentata: numerose organizzazioni e persone sono state designate come «agenti stranieri» o «indesiderabili». Tra queste c’è anche l’organizzazione di monitoraggio Golos, il cui co-presidente Grigory Melkonyants è in carcere con una condanna a cinque anni. Anche esponenti di Yabloko, del Partito Comunista e dei Liberaldemocratici sono stati coinvolti in procedimenti penali.

I seggi sono stati in larga misura chiusi a qualsiasi controllo esterno e le commissioni elettorali locali hanno perso ogni autonomia. Secondo gli osservatori, il sistema ha assunto la forma di una struttura elettorale chiusa, politicamente dipendente e gerarchicamente subordinata a istituzioni federali, alla Commissione centrale elettorale e alla presidenza.

L’opposizione è stata in gran parte schiacciata: leader e voci indipendenti sono stati costretti all’esilio o incarcerati. Anche la componente moderata presente in Parlamento ha spesso sostenuto misure repressive e posizioni di stato, mentre le forze di sicurezza esercitano un controllo esteso sulla vita pubblica, rendendo difficile qualsiasi critica pubblica e imponendo forme di censura.

Il controllo centrale della situazione elettorale rendeva improbabili sorprese: candidati forti sono stati esclusi e numerosi partiti indeboliti nel corso degli anni. Tuttavia, la registrazione temporanea di Yabloko ha generato una politicizzazione imprevista e un’esplosione di interesse sui social media, con un aumento rilevante delle reazioni rispetto al normale interesse per Russia Unita.

In risposta, le autorità hanno introdotto misure straordinarie, come la cancellazione della registrazione del partito e l’estensione delle pratiche di voto forzato. In 12 regioni — comprese sei annesse (Crimea, Sebastopoli, Luhansk, Donetsk, Zaporizhzhia e Kherson) e sei limitrofe — è stato previsto il voto anticipato senza accesso per osservatori non graditi. Tali misure hanno riguardato circa 18 milioni di elettori su 111 milioni registrati, il 16 per cento del totale. Sono state inoltre imposte nuove restrizioni sull’accesso ai seggi e alla diffusione dei video di sorveglianza, e non sempre è stato chiaro dove e quando si svolgevano le votazioni.

La cancellazione di candidature locali legate a Yabloko è stata interpretata come un modo per impedire a quei candidati di indicare osservatori ai seggi. Sono aumentate le pressioni sugli elettori, comprese richieste istituzionali di sostegno a Russia Unita e perfino la pratica di sollecitare fotografie delle schede votate.

Il voto elettronico, facile da manipolare in assenza di controlli indipendenti, ha mostrato un modello ricorrente in 32 regioni: un’affluenza massiccia già la mattina del primo giorno, in corrispondenza dell’inizio dell’orario di lavoro, con un picco nelle prime un’ora e mezza che ha sovraccaricato e in alcuni casi bloccato i sistemi.

A Mosca sono state segnalate ulteriori restrizioni: impossibilità di votare su schede cartacee in momenti di maggiore affluenza dell’elettorato di opposizione, incoerenze nei dati ufficiali di affluenza ripetuti in comuni e regioni, uso esteso del voto «porta a porta», allontanamento di osservatori prima dello scrutinio, pressione su quelli rimasti e modalità di conteggio irregolari. Sono state osservate violazioni fisiche dei sigilli sui pacchi di schede, atti di accompagnamento contraffatti e, in alcuni casi, sospensioni delle operazioni di conteggio in attesa di telefonate di approvazione da presunti «curatori».