L’intelligenza artificiale (AI) potrebbe stimolare la crescita dell’economia europea aumentando la produttività. Secondo il Fondo Monetario Internazionale — il cui documento è stato presentato dalla direttrice Kristalina Georgieva all’Ecofin informale a Dublino — i guadagni di produttività cumulativi medi per l’Europa potrebbero essere dell’ordine dell’1% nell’arco di cinque anni, anche se l’esito dipenderà dalla velocità e dall’estensione dell’adozione delle tecnologie.
Le stime di lungo periodo indicano potenziali guadagni superiori, ma restano soggette a elevata forte incertezza, perché gli effetti dipenderanno dall’interazione tra i progressi tecnologici e le condizioni economiche e istituzionali europee, compresi fattori come l’approvvigionamento energetico.
I Paesi membri si trovano in posizioni molto diverse rispetto all’AI. Il livello di preparazione varia per infrastrutture digitali, ecosistemi dell’innovazione e disponibilità di lavoratori altamente qualificati, con conseguenti differenze nella capacità di sfruttare rapidamente le opportunità offerte dall’AI.
Anche l’esposizione all’AI differisce tra economie: la composizione settoriale e le tipologie di impiego influiscono sulla probabilità che aziende e lavoratori beneficino immediatamente delle nuove tecnologie. Inoltre, l’accesso a tecnologie avanzate — come la produzione di semiconduttori, i centri dati e gli accordi di condivisione tecnologica con partner esterni — non è distribuito in modo uniforme tra i Paesi.
Queste differenze interagiscono con condizioni strutturali diverse, come le rigidità nei mercati del lavoro e dell’energia, e fanno sì che shock analoghi legati all’AI possano portare a percorsi di aggiustamento divergenti. Le implicazioni saranno ampie e comporteranno rischi, tra cui impatti disomogenei sulle diverse tipologie di lavoro e risultati economici non uniformi all’interno e tra i Paesi.
L’AI offre però anche opportunità per il settore pubblico, ad esempio migliorando l’efficienza nella riscossione delle entrate e nel targeting della spesa. Il suo utilizzo diffuso richiederà una fornitura di energia continua e affidabile e comporterà un aumento dei rischi informatici, rendendo cruciale l’uso dell’AI anche per rafforzare la difesa cibernetica.
In un contesto di forte incertezza, il Fondo sottolinea l’importanza di gestire con agilità le opportunità di crescita e i rischi al ribasso, coordinando le azioni tra Paesi. Le conseguenze complessive su produttività, domanda di lavoro, disuguaglianza e finanze pubbliche restano altamente incerte e richiedono monitoraggio e preparazione.
Per l’FMI è dunque essenziale «favorire la preparazione e mantenere flessibilità» per massimizzare i benefici dell’AI riducendo i costi sociali. Più in generale, politiche che incentivino l’innovazione e al tempo stesso promuovano una condivisione ampia dei vantaggi favoriranno l’utilizzo pieno del potenziale dell’AI.
La transizione verso l’AI rende ancora più urgenti priorità già esistenti, come il completamento del mercato unico e il rafforzamento delle riforme strutturali per aumentare la produttività. Davanti a sfide e opportunità comuni, lo scambio di esperienze e l’azione congiunta saranno fondamentali per sostenere una crescita più forte, inclusiva e sostenibile, considerando la facilità con cui l’AI può oltrepassare i confini nazionali.