La Polizia di Stato individua e blocca “ladro seriale” nel covo che si era ricavato in uno stabile di via Trieste.

Si tratta di un 37enne cittadino tunisino, irregolare, gia’ richiedente asilo, senza fissa dimora, con precedenti per furto, ricettazione, indebito utilizzo di carte di credito e condanne per rapina, resistenza a pubblico ufficiale e detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. L’uomo, dopo aver commesso in zona stazione un furto in abitazione ai danni di cinque studenti universitari, e’ stato rintracciato grazie alla geolocalizzazione del tablet rubato ad una delle vittime, studentessa universitaria. Immediato l’intervento delle volanti della Questura che hanno bloccato poco dopo il 37enne cittadino tunisino all’interno di un edificio abbandonato e, dopo aver recuperato e restituito ai legittimi proprietari la refurtiva, lo hanno segnalato per il reato di furto in abitazione. Il Questore della Provincia di Padova Marco Odorisio nella stessa giornata ha disposto il collocamento presso il CPR di Torino dove e’ stato accompagnato dai poliziotti dell’Ufficio Immigrazione ai fini del suo definitivo allontanamento dal territorio nazionale.

Nell’ambito dei dispositivi di prevenzione, vigilanza e controllo del territorio effettuati dalla Questura di Padova , nella giornata di giovedì 17 settembre gli agenti delle Volanti della Questura di Padova hanno rintracciato  e denunciato in stato di libertà per il reato di furto in abitazione un 37enne cittadino tunisino, irregolare sul territorio nazionale, senza fissa dimora, con precedenti di polizia per reati contro la persona e il patrimonio, individuato all’interno di un’area abbandonata dopo aver commesso, in zona Stazione ferroviaria, un furto nell’abitazione nella disponibilità di 5 studenti universitari, sottraendo loro tablet, cellulari, gioielli, occhiali di marca, profumi e capi di abbigliamento.

Determinante, ai fini del tempestivo intervento delle Volanti della Questura, è stata la prontezza di una delle vittime che, geolocalizzato tramite sistema satellitare gps il proprio tablet, ha individuato come possibile luogo di “imbosco” una vasta area abbandonata della città avvisando immediatamente la Sala Operativa della Questura tramite  numero unico di emergenza 113 per il tempestivo arrivo sul posto delle pattuglie.

Alle ore 14.00, a seguito di una segnalazione giunta al numero di emergenza 113, la Sala Operativa della Questura inviava una Volante in via Trieste, dove una giovane studentessa fuori sede aveva segnalato di riuscire a localizzare il proprio iPad attraverso il sistema di geolocalizzazione del dispositivo, con la posizione indicata in corrispondenza di un edificio abbandonato ubicato in via Trieste.

Giunti sul posto, gli agenti prendevano contatto con la 21enne studentessa e con un coetaneo, coinquilino della giovane, i quali denunciavano di aver subito, nella medesima mattinata, il furto all’interno dell’appartamento in cui vivevano insieme ad altri tre studenti, in via Foscolo.

Nel corso degli accertamenti, i poliziotti constatavano come, in corrispondenza dell’edificio segnalato dal sistema di localizzazione, si trovasse un’ampia area in disuso, delimitata da una recinzione metallica. La recinzione presentava un varco, apparentemente praticato da ignoti, attraverso il quale era possibile accedere all’interno.

Considerata l’estensione della zona, gli agenti procedevano ad una accurata perlustrazione tra i diversi anfratti e la vegetazione presente, sorprendendo e bloccando un uomo, successivamente identificato in un 37enne cittadino tunisino, intento a bivaccare con, nelle immediate vicinanze, un sacco trasparente contenente numerosi beni, tra cui due iPad, due console Nintendo Switch, due casse Bluetooth, AirPods, marsupi, orecchini, occhiali da sole, profumi e diversi effetti personali di provenienza furtiva.

Infatti, la refurtiva veniva sottoposta alla visione dei due studenti, che riconoscevano come propri numerosi degli oggetti rubati nel corso della mattinata oltre ad altri beni appartenenti ai loro tre coinquilini, tra cui capi di abbigliamento indossati dal 37enne, una maglietta, un paio di pantaloncini e un cappello.

L’uomo veniva pertanto fermato e accompagnato in Questura, essendo privo di documenti identificativi.

Ulteriori beni venivano rinvenuti all’interno dello zaino in suo possesso, tra cui tre cappelli, alcuni profumi e un paio di scarpe, anch’essi riconosciuti dalla vittima come propri.

Tutta la merce recuperata veniva trasportata presso gli uffici della Questura e successivamente riconsegnata ai legittimi proprietari.

Sottoposto ai rilievi fotodattiloscopici, il 37enne è stato compiutamente identificato come cittadino tunisino, senza fissa dimora e irregolare sul territorio nazionale, giunto in Italia nell’aprile 2011 dalla frontiera di Lampedusa con lo status di richiedente asilo.

I successivi accertamenti nelle banche dati interforze evidenziavano, a suo carico, numerosi precedenti di polizia e per reati contro la persona e il patrimonio tra cui furto, ricettazione, indebito utilizzo di carte di credito e condanne per rapina, resistenza a pubblico ufficiale e detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.

All’esito degli accertamenti, sussistendone i presupposti, il 37enne è stato indagato in stato di libertà per furto in abitazione e, valutata la sua posizione di irregolarità sul territorio nazionale, il Questore della provincia di Padova Marco Odorisio, nella medesima giornata, ne ha disposto il collocamento presso il CPR di Torino dove è stato, nella medesima giornata di giovedì 17 settembre, accompagnato dai poliziotti dell’Ufficio Immigrazione ai fini del suo definitivo allontanamento dal territorio nazionale. 

(Questura di Padova)