Si diffonde un fenomeno tra chi cerca forti emozioni: farsi selfie con gli squali. Secondo il Telegraph, in meno di un anno almeno tre influencer sono stati attaccati mentre tentavano di scattare foto per creare contenuti “elettrizzanti”, anche se alcuni affermano che non sia solo una questione di visualizzazioni.
Un numero crescente di persone si avvicina agli squali per ottenere lo scatto perfetto e finisce per riportare ferite gravi, talvolta rischiando la vita. Gli esperti esprimono preoccupazione per l’aumento sui social di video che mostrano persone nuotare vicino agli squali, toccarli o persino cavalcarli.
A luglio un influencer ha rischiato l’amputazione di una gamba dopo essere stato attaccato da uno squalo di barriera mentre praticava pesca subacquea; a dicembre un creatore di contenuti cinese è stato morso alle Maldive. Entrambi gli episodi sono stati registrati dalle telecamere.
I ricercatori dell’International Shark Attack File, che monitora le interazioni tra esseri umani e squali nel mondo, rilevano negli ultimi tre anni un aumento dei morsi avvenuti durante le riprese. Uno studio recente sulle spedizioni “nuota con la fauna selvatica” indica che influencer e fotografi sono tra i più propensi a ignorare le istruzioni di sicurezza.
Lo scorso anno, nei Caraibi, un turista ha subito la perdita di entrambe le mani dopo essere stato morso da uno squalo toro mentre cercava di fotografarlo, secondo le autorità locali. Due mesi dopo, in Israele, uno snorkeler con un bastone per selfie è stato ucciso da squali.
Ad aprile una avvocatessa brasiliana di 37 anni, nota sui social, è stata morsa da uno squalo nutrice di oltre due metri durante un’immersione al largo della costa brasiliana: lo squalo le ha afferrato la coscia, l’ha trattenuta per alcuni secondi e poi l’ha lasciata, provocandole lacerazioni alla gamba. La donna ha ammesso di essersi avvicinata troppo, ha pubblicato il video e ha dichiarato di “non essere lì per i social media”.
Kristian Parton, biologo marino ed esperto di squali, ha osservato alla Bbc: “Non ti verrebbe in mente di entrare nel Serengeti e provare a mettere la mano sul muso di un leone. Avvicinare e stressare uno squalo, che sia in un’area di riproduzione, di nidificazione o di alimentazione, significa privarlo di uno spazio fondamentale per la sua sopravvivenza. Questo è certamente un problema”.