Maria Zakharova, portavoce del ministero degli Esteri russo, ha dichiarato che ormai si assiste regolarmente ad azioni terroristiche compiute da droni ucraini nel Mar Nero contro navi civili dei Paesi costieri, ripetute più volte al mese. Secondo Zakharova, questi attacchi sarebbero una politica deliberata per destabilizzare la navigazione civile nella regione, aggravare le tensioni e prolungare il conflitto, con il tacito assenso di alcuni Paesi vicini. Per questo motivo, ha detto, non è possibile adottare soluzioni parziali che offrirebbero al governo di Kiev solo una tregua temporanea. La sua dichiarazione rispondeva a una domanda sui commenti del ministro degli Esteri turco Hakan Fidan riguardo a una possibile moratoria sulle attività militari nel Mar Nero tra Russia e Ucraina.
Secondo il Guardian, che cita Reuters, l’Ucraina avrebbe offerto alla Russia un accordo per sospendere gli attacchi contro navi civili nel Mar Nero, in un tentativo di riaprire una via fondamentale per l’esportazione di cereali.
Zakharova ha osservato che negli ultimi tempi sono aumentate le richieste internazionali di cessate il fuoco e di soluzioni temporanee già sperimentate in passato. Ha confermato che la posizione russa su queste proposte resta invariata: una soluzione duratura alla crisi in Ucraina è possibile solo eliminando le cause profonde. Secondo lei ciò implica innanzitutto rimuovere quelle che Mosca considera minacce alla propria sicurezza legate all’espansione verso est della NATO e ai tentativi di integrare Kiev nell’Alleanza, oltre a garantire il ripristino e il rispetto dei diritti della popolazione russa e russofona nei territori sotto il controllo del governo ucraino.
Lavrov: “Chieste spiegazioni su coinvolgimento Usa in attacchi sul territorio russo”
La Russia ha inoltre chiesto chiarimenti agli Stati Uniti sul presunto coinvolgimento di Washington negli attacchi ucraini sul territorio russo. Il ministro degli Esteri Sergej Lavrov, in un’intervista alla tv pubblica Vgtrk, ha detto di essere convinto che il ruolo degli Stati Uniti nella guerra in Ucraina sia cresciuto e ha sollecitato spiegazioni su comportamenti che, a suo avviso, contraddirebbero gli sforzi di avvicinamento tra i presidenti Vladimir Putin e Donald Trump. Lavrov ha sostenuto che gli Stati Uniti sarebbero sempre più coinvolti nell’organizzazione e nell’esecuzione di attacchi su obiettivi civili in territorio russo e ha rivolto “diverse domande” al Dipartimento di Stato, chiedendo condivisione di informazioni di intelligence sulle attività statunitensi più recenti relative all’Ucraina.
“Aspetteremo una risposta”, ha detto Lavrov, cercando di stemperare i toni e affermando che la richiesta non mira a compromettere il dialogo in corso con gli inviati dell’amministrazione Trump, Steve Witkoff e Jared Kushner. “Noi non lanciamo ultimatum”, ha precisato.
Lavrov ha aggiunto che la Russia non rifiuta il confronto con gli inviati statunitensi: se verranno a Mosca saranno ricevuti dal presidente Putin, ma tutto dipende da cosa porteranno con sé.
Il ministro ha poi affermato che non è possibile considerare di porre fine al conflitto lungo l’attuale linea di contatto, perché ciò, a suo dire, equivarrebbe a cancellare il sacrificio delle generazioni passate che combatterono il nazismo. Per Lavrov, un cessate il fuoco è ammissibile soltanto nell’ambito di una soluzione a lungo termine, affidabile e stabile.
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