Questore dispone rigetto dell’istanza di rilascio del permesso di soggiorno e contestuale provvedimento di accompagnamento in frontiera per il definitivo rimpatrio, imbarcandolo su volo diretto Venezia-Pechino, con definitivo allontanamento dal territorio nazionale e consegna alle Autorità cinesi.
Nella giornata di lunedì 11 agosto 2026, gli agenti dell’Ufficio Immigrazione della Questura, durante l’espletamento dell’ordinaria attività amministrativa volta all’accoglimento e all’istruttoria delle pratiche dei cittadini stranieri richiedenti il titolo di soggiorno per rimanere in Italia, rilevavano un’anomalia nella documentazione presentata da un cittadino cinese il quale, entrato irregolarmente sul territorio italiano, aveva presentato richiesta di permesso di soggiorno per “emergenza ucraina”.
Il 46enne cittadino straniero, identificato con Passaporto in corso di validità rilasciato dalle competenti Autorità della Repubblica Popolare Cinese, era entrato per la prima volta nel territorio dello Stato nel 2002, ottenendo un permesso di soggiorno per lavoro subordinato rilasciato dalla Questura di Treviso.
In data 07.06.2006 veniva deferito all’Autorità Giudiziaria da personale della Squadra Mobile della Questura di Piacenza in ordine al reato di produzione e spaccio di sostanza stupefacenti di cui all’art. 73 co.1 del D.P.R. 309/1990, a seguito del quale veniva condannato alla pena di anni 2 e mesi 6 di reclusione.
Il Tribunale di Piacenza, a marzo 2007, sostituiva la Misura della Custodia in Carcere con quella degli Arresti domiciliari, misura che il cittadino straniero violava allontanandosi dall’abitazione.
A seguito dell’accertamento della predetta violazione, il 46enne, in data 26.07.2007, veniva condannato dal Tribunale di Piacenza a mesi 5 di reclusione in ordine al reato di evasione.
Un anno dopo il cittadino cinese, nell’agosto 2008, veniva espulso dal territorio nazionale con Ordinanza emessa dal Magistrato di Sorveglianza di Reggio Emilia che ne disponeva l’espulsione ai sensi dell’art. 16 co. 5 D.lgs 286/98 con divieto di rientro per 10 anni.
Decorso tale termine, a gennaio 2026, rientrava nel territorio dello Stato, presentandosi presso gli sportelli dell’Ufficio Immigrazione della Questura di Padova dove formalizzava istanza di rilascio del permesso di soggiorno per “emergenza Ucraina”.
A supporto della propria istanza e a dimostrazione dei requisiti previsti dal Testo Unico Immigrazione, il 46enne esibiva un titolo di soggiorno permanente apparentemente rilasciato nel 2021 dalle Autorità Ucraine con scadenza il 11.08.2031.
Acquisita l’istanza, i poliziotti dell’Ufficio Immigrazione, sospettando la falsità del documento straniero posto alla base della richiesta, invitavano il cittadino cinese a presentarsi in data 10.08.2026 presso gli sportelli per poter visione in maniera più approfondita la documentazione in suo possesso.
Da tale verifica emergevano alcune difformità rispetto alle caratteristiche standard di tali tipi di documenti, a fronte delle quali si rendeva necessario un immediato accertamento tecnico scientifico tramite il G.I.P.S. (Gabinetto Interregionale di Polizia Scientifica) di Padova – Indagini Grafiche e Falso documentale.
Tale accertamento permetteva di acclarare la totale falsità del permesso di soggiorno ucraino confermandone la natura contraffatta.
Considerati i gravi, univoci e concordanti elementi di colpevolezza raccolti, consistenti nell’aver fraudolentemente utilizzato il documento falso per beneficiare di una Misura di Protezione Umanitaria eccezionale, considerata la pericolosità del soggetto deducibile dai suoi trascorsi delittuosi e considerata la possibilità del soggetto di sottrarsi all’applicazione della legge penale, il 46enne veniva tratto in arresto.
A seguito degli accertamenti effettuati, ed acquisito dall’Autorità Giudiziaria il nulla osta all’espulsione, il Questore della provincia di Padova, Marco Odorisio, sempre nella giornata di lunedì 10 agosto, adottava il provvedimento di rigetto del permesso di soggiorno richiesto dal cittadino cinese per “emergenza Ucraina” e contestualmente, stante l’irregolarità sul territorio nazionale, il Questore ha disposto il rimpatrio del cittadino cinese.
Infatti i poliziotti dell’Ufficio Immigrazione hanno notificato il provvedimento di rigetto con il cittadino cinese che nella giornata di oggi martedì 11 agosto viene accompagnato dai poliziotti della Questura direttamente alla frontiera aerea di Venezia, dove alle ore 21.30 verrà imbarcato sul volo diretto Venezia-Pechino e definitivamente allontanato dal territorio nazionale e rimpatriato nel paese d’origine, con consegna alle Autorità cinesi.