Secondo il dizionario, “invasione” indica l’occupazione anomala e irregolare di un territorio. È quanto, secondo Juan Jesús Vivas — sindaco e presidente della città autonoma di Ceuta per il Partido Popular — è avvenuto a Ceuta, ha riferito durante l’audizione in videocollegamento davanti alla commissione Libe del Parlamento Europeo, richiesta dal presidente della commissione Javier Zarzalejos (anch’egli del PP).
Vivas ha definito l’episodio “un attacco, una violazione dell’integrità territoriale”, sottolineando che non va interpretato semplicemente come una crisi migratoria ma come un evento che ha messo in discussione l’integrità della città, della Spagna e dell’Europa. Secondo il sindaco, Ceuta non è ancora tornata alla normalità perché in città restano 3-5mila persone arrivate la settimana scorsa.
“I centri di accoglienza sono al collasso”, ha proseguito Vivas, definendo la situazione “un’emergenza umanitaria di grande dimensione”. Ha aggiunto che la popolazione è comprensibilmente preoccupata per la possibilità che l’episodio si ripeta, dato che, nelle sue parole, “la nostra integrità è in mano a un Paese terzo, il Marocco, che non riconosce la nostra sovranità”.
Ue in allerta per 15 agosto
La Commissione Europea mantiene un’attenzione molto alta in vista del 15 agosto, data indicata da voci e indiscrezioni come potenzialmente a rischio per un nuovo tentativo di attraversamento in massa della frontiera tra Marocco e l’enclave di Ceuta. Lo ha detto il portavoce della Commissione Guillaume Mercier durante il briefing con la stampa a Bruxelles, precisando che le minacce ai confini esterni possono verificarsi e che la Commissione è in contatto con le autorità spagnole, Frontex ed Europol. Mercier ha inoltre osservato che la situazione è stata amplificata rapidamente su diversi canali, compresi alcuni russi, dopo i fatti della scorsa settimana.
Le voci su un nuovo sfondamento il 15 agosto, ha sottolineato Vivas, sono la prova dell’angoscia vissuta a Ceuta. “Non sappiamo se si ripeterà”, ha detto, rimarcando la vulnerabilità della frontiera.
Da Ue altri fondi per Spagna
La Commissione Europea dovrebbe erogare fondi aggiuntivi alla Spagna per aiutarla nella gestione dei flussi migratori a Ceuta, ha detto il portavoce Guillaume Mercier durante il briefing.
Mercier ha confermato che la Commissione ha ricevuto una prima valutazione dei bisogni dalla Spagna e che il documento è in rapido esame per definire le modalità di supporto più appropriate.
Il passo successivo sarà che la Spagna presenti una domanda formale alla Commissione per dettagliare gli interventi richiesti. Il sostegno previsto sarà aggiuntivo e potrebbe includere attrezzature e servizi per la gestione delle frontiere, oltre ad assistenza umanitaria e medica, a seconda delle necessità.
Sulle agenzie Ue, Mercier ha spiegato che è già stato offerto supporto tramite Frontex e l’Agenzia europea per l’asilo. Ieri si è tenuto un incontro tra la Dg Home e i vertici delle agenzie esecutive per organizzare uno scambio di informazioni regolare e coordinato su come aiutare la Spagna. Il lavoro procede su diversi fronti e la Commissione agirà rapidamente man mano che la situazione evolve sul terreno.
Brunner: “Controlli frontiera extrema ratio”
Il commissario europeo alle Migrazioni, Magnus Brunner, ha dichiarato durante l’audizione in videoconferenza che, nonostante la crisi a Ceuta, “l’integrità dell’area Schengen è stata pienamente preservata”. Ha poi ammonito che, pur comprendendo le preoccupazioni dell’opinione pubblica e la necessità di risposte, i controlli di frontiera devono restare l’extrema ratio e risultare proporzionati.
Finora l’Italia è l’unico Paese ad avere introdotto controlli ai confini aerei e marittimi con la Spagna. Va ricordato che Ceuta è al di fuori dell’area Schengen: chi entra dall’enclave verso la Spagna deve sottoporsi ai controlli previsti alla frontiera esterna. Al momento, nessuno dei migranti entrati illegalmente la settimana scorsa ha raggiunto il territorio spagnolo continentale.
Per intelligence Spagna credibile appello per nuovo ingresso massa a Ceuta
Il CNI, i servizi di intelligence spagnoli, stanno seguendo “con la massima attenzione” i nuovi appelli che circolano sui social e che incitano a ripetere la traversata dal Marocco verso Ceuta, giudicandoli credibili. Fonti dei servizi hanno riferito all’emittente Ser che questa campagna somiglia a quella di fine luglio ma ha un volume di messaggi ancora maggiore, per lo più alimentati da voci e fake news su presunte falle nella sicurezza.
Le autorità spagnole monitorano da giorni i social network, esaminando gruppi Facebook e WhatsApp e i principali profili TikTok, dove si verificherebbe un’attività di reclutamento per organizzare un nuovo ingresso di massa. Il Ministero dell’Interno di Madrid assicura che sono disponibili le risorse necessarie per gestire qualsiasi situazione al confine con Ceuta. Secondo la Ser, la chiave resta la cooperazione del Marocco: le forze di sicurezza spagnole confidano che il governo marocchino adotterà misure efficaci, come blocchi stradali e controlli preventivi nell’area di Fnideq (Castillejos), per impedire mobilitazioni simili a quelle già verificatesi in passato. Le fonti consultate ritengono che il Marocco non voglia un ripetersi dell’episodio del 30 luglio, quando oltre 72mila persone erano entrate in Spagna.
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