Iran, Trump: “Colpiremo il sito nucleare di Pickaxe”. Teheran: “Così sarà guerra totale”

Il monte Pickaxe è al centro della tensione fra Stati Uniti e Iran. Il presidente Donald Trump ha indicato l’area come un possibile bersaglio sostenendo che Teheran la userebbe “per ricostituire un sito nucleare”. Le autorità iraniane hanno risposto avvertendo che un attacco contro strutture nucleari determinerebbe un’escalation e l’allargamento del conflitto: secondo il comando militare congiunto iraniano, ogni aggressione verrebbe considerata un’estensione della guerra regionale e porterebbe a ritorsioni contro interessi statunitensi, dei loro alleati e partner. Trump ha ribadito l’intenzione di colpire “con la massima forza” se necessario. Più cauta la risposta del segretario alla Difesa Pete Hegseth durante un’audizione al Senato: molte capacità operative sono classificate, ma l’esercito statunitense ha i mezzi per raggiungere obiettivi ovunque nel mondo.

Il Comando Centrale Khatam al-Anbiya, tramite l’emittente statale Irib, ha definito le minacce statunitensi come atti criminali e ha ammonito che qualsiasi aggressione contro infrastrutture nucleari iraniane provocherebbe serie ritorsioni. Il comando ha sottolineato che, in caso di attacchi, saranno presi di mira anche interessi esteri legati agli Stati Uniti nella regione.

Perché Trump vuole colpire Pickaxe

Secondo valutazioni di intelligence israeliana, condivise con gli Stati Uniti e riportate dal Wall Street Journal, lo scorso autunno l’Iran avrebbe trasferito migliaia di centrifughe per l’arricchimento dell’uranio in tunnel scavati sotto il monte Pickaxe (noto anche come monte Kolang), a profondità comprese tra i 90 e i 140 metri. Questa operazione sarebbe vista come un segnale della possibile ricostituzione di parti del programma nucleare iraniano.

Il trasferimento sarebbe avvenuto dopo la guerra durata 12 giorni nel giugno 2025, quando Stati Uniti e Israele avevano colpito i tre principali siti del programma nucleare iraniano. Trump ha recentemente definito Pickaxe un “possibile obiettivo per un raid rapido e potente”. Il sito sarebbe stato predisposto come centro sotterraneo per l’assemblaggio di centrifughe, in parte per sostituire un impianto danneggiato dall’esplosione del 2020, sospettata come azione di sabotaggio.

Nei quindici mesi scorsi, attorno al sito si sarebbe registrata intensa attività: convogli di camion, lavori di consolidamento dei tunnel e l’istituzione di un perimetro di sicurezza, osserva l’Institute for Science and International Security, che monitora da anni il programma nucleare iraniano. Sono state rilevate anche attività su una vecchia rete di gallerie aperta nel 2007 e poi chiusa. David Albright, direttore dell’Istituto, ritiene plausibile che le centrifughe siano state trasferite nei tunnel di Pickaxe. Inoltre, nel 2021 l’Iran aveva comunicato all’AIEA l’intenzione di avviare attività connesse al suo programma nucleare a Pickaxe, ha dichiarato il direttore generale dell’agenzia di Vienna, Rafael Grossi. Al momento, questa è l’informazione confermata disponibile.