L’Italia è il Paese dell’Unione europea con l’età mediana più alta — non l’età media, ma quella che divide la popolazione in due metà uguali, più giovane e più anziana. Secondo il rapporto della Commissione Europea sulla trasformazione demografica dell’Ue pubblicato oggi, l’età mediana nell’Unione era di 44,9 anni al 1° gennaio 2025, con forti differenze tra Paesi: si andava dai 39,6 anni dell’Irlanda ai 49,1 anni dell’Italia, «evidenziando le strutture demografiche relativamente giovani e relativamente anziane di questi due paesi».
L’invecchiamento della popolazione si intensificherà in tutta l’Unione nei decenni a venire. La mediana d’età dovrebbe aumentare di circa 6,6 anni tra il 2025 e il 2100, raggiungendo 51,5 anni. La quota di persone con 65 anni o più raddoppierà: dall’incirca un quinto della popolazione odierna arriverà a quasi un terzo entro la metà del secolo. Gli over 80, che oggi rappresentano circa il 6% della popolazione Ue, sono stimati oltre il 15% entro il 2100.
Questo invecchiamento nella parte alta della piramide demografica riflette principalmente la diminuzione della mortalità e l’aumento dell’aspettativa di vita. In tutta l’Ue è previsto uno spostamento dell’equilibrio tra persone anziane e popolazione in età lavorativa verso fasce d’età più avanzate. Nel 2025, nell’Ue c’erano circa 34 anziani ogni 100 persone in età lavorativa. Il rapporto supererà 50 ogni 100 in 13 Stati membri entro il 2050. Entro il 2100, a livello Ue si prevede un ulteriore aumento, con 10 Stati membri che supereranno i 65.