Gb, Andy Burnham pronto per Downing Street: da Trump a Putin e Xi, cosa ne pensano i grandi leader

Andy Burnham è indicato come probabile nuovo inquilino di Downing Street, chiamato a sostituire Keir Starmer alla guida del Partito laburista e, presumibilmente, del governo britannico. La Bbc ha chiesto ai suoi corrispondenti in diverse capitali — dagli Stati Uniti alla Cina, dalla Russia all’Ucraina e all’Europa — quale possa essere la reazione dei grandi leader mondiali alla sua possibile nomina.

Cosa pensa Trump di Burnham

L’attenzione internazionale si concentra in particolare sul rapporto tra Burnham e Donald Trump. Trump ha spesso criticato Starmer e finora si è mostrato scettico anche su Burnham, definendolo “estremamente liberale” e dubitando della sua capacità di affrontare temi come l’immigrazione o di favorire nuove trivellazioni nel Mare del Nord. L’eventuale nomina di Ed Miliband a Cancelliere dello Scacchiere, considerato contrario a nuove licenze offshore, aumenta le preoccupazioni dell’amministrazione americana. Al tempo stesso, funzionari statunitensi spingono per un governo britannico che garantisca continuità nelle relazioni transatlantiche, auspicando la conferma di figure favorevoli alla cooperazione estera, come Yvette Cooper al Foreign Office.

Essere relativamente poco noto negli Stati Uniti può offrire a Burnham sia vantaggi sia svantaggi: con una strategia diplomatica efficace potrebbe guadagnare la fiducia di attori come Trump, mentre differenze politiche rilevanti potrebbero invece definire negativamente i rapporti prima che si sviluppino relazioni personali più solide.

Il rapporto con la Cina

A Pechino prevale una certa frustrazione per la frequente rotazione dei governi britannici. In passato Burnham aveva espresso apprezzamento per progetti infrastrutturali cinesi come i treni ad alta velocità e, nel 2018, aveva mostrato apertura verso investimenti regionali dalla Cina. Tuttavia, come primo ministro dovrà bilanciare vantaggi economici e considerazioni di sicurezza nazionale. I funzionari cinesi osserveranno con attenzione se Burnham manterrà l’approccio pragmatico adottato da Starmer o se cambierà linea. Alcuni osservatori cinesi interpretano la continua successione di premier come un segnale di instabilità nel Regno Unito dopo la Brexit, descritta da alcuni come una crisi d’identità.

La posizione della Russia

A Mosca non si prevedono svolte nelle relazioni con Londra: il Cremlino ritiene improbabile un cambiamento sostanziale rispetto alla linea di Starmer. I media russi e il portavoce presidenziale Dmitry Peskov hanno sottolineato che la posizione britannica nei confronti della Russia difficilmente varierà con l’arrivo di un nuovo primo ministro. Burnham stesso ha in passato preso posizioni critiche sulla Russia, opponendosi all’invasione della Crimea nel 2014 e ad alcune iniziative come i Mondiali del 2018, e dichiarando il suo sostegno all’Ucraina dal 2022.

La preoccupazione dell’Ucraina

A Kiev prevale la preoccupazione per l’instabilità politica in Gran Bretagna: nel quinto anno di guerra contro la Russia, l’Ucraina si prepara ad avere il quinto primo ministro britannico. Le autorità ucraine chiedono che il sostegno britannico — militare, in droni e aiuti economici — continui “per tutto il tempo necessario”, senza interruzioni. Fino a oggi il supporto del Regno Unito si è mantenuto costante attraverso diversi esecutivi e, secondo gli osservatori, non ci si aspetta un cambio di rotta drastico con Burnham.

Il timore dell’Unione europea

L’Unione europea segue con attenzione le intenzioni di Burnham su difesa ed economia. I Paesi Ue vogliono sapere se confermerà l’impegno di aumentare la spesa militare britannica fino al 3,5% del Pil entro il 2035, come promesso da Starmer, e se ci sarà disponibilità a rivedere alcune “linee rosse” dei laburisti su libera circolazione, unione doganale o mercato unico. La Ue si chiede se, in un contesto globale segnato da sfide provenienti da Cina e Russia, dalle esigenze dell’Ucraina e dalla variabilità della politica americana, il nuovo premier darà priorità anche alla sicurezza europea oltre che alle questioni interne.

Cosa spera la Francia

La Francia auspicano continuità nelle relazioni bilaterali. Il ministro degli Esteri francese Jean-Noël Barrot ha augurato a Burnham buona fortuna e spera in “la massima stabilità possibile”. Parigi valuta Burnham come filo-europeo e non molto diverso da Starmer, e desidera proseguire la cooperazione su temi pratici come la lotta alle traversate irregolari della Manica e il rafforzamento della cooperazione in difesa. Negli ultimi anni la collaborazione tra i governi britannico e francese si è rivelata efficace su questioni quali l’Ucraina e la sicurezza marittima.

La Bbc segnala infine che Burnham è poco conosciuto anche in India. A Nuova Delhi il frequente ricambio dei primi ministri britannici contrasta con la stabilità politica attribuita al partito al potere indiano, il Bharatiya Janata Party, guidato da Narendra Modi. I funzionari indiani mantengono per ora un riserbo ufficiale, ma alcuni osservatori locali ritengono possibile che la vicenda politica britannica non sia ancora conclusa. Ex diplomatici descrivono Burnham come un leader popolare che si trova ad affrontare un crescente movimento riformista interno.