Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha affermato durante un comizio a Suffern che la guerra con l’Iran “finira presto” e ha ribadito che Teheran sarebbe interessata a trovare un accordo. Ha inoltre detto che gli Stati Uniti hanno colpito duramente l’Iran e che non avrebbero avuto altra scelta perche, a suo dire, l’Iran non puo disporre di un’arma nucleare. Nelle stesse ore, pero, Axios riferisce che un funzionario statunitense coinvolto nei colloqui diplomatici ha reso noto come Trump, frustrato dalla mancanza di progressi, stia valutando l’opzione di “un’ultima grande operazione militare” che potrebbe portare a una dichiarazione di vittoria e alla fine del conflitto.
Trump incontra i consiglieri alla sicurezza
Secondo Axios, Trump ha convocato un incontro con i suoi consiglieri per discutere dello stato delle trattative e delle opzioni militari in assenza di un accordo immediato. Fonti citate dal sito indicano che il presidente sta seriamente prendendo in considerazione nuovi attacchi contro l’Iran se non dovesse verificarsi una svolta all’ultimo minuto. Alla riunione avrebbero partecipato, tra gli altri, il vicepresidente JD Vance, il segretario alla Difesa Pete Hegseth, il direttore della Cia John Ratcliffe, la capo dello staff Susie Wiles e altri funzionari, che hanno esaminato diversi scenari in caso di fallimento dei negoziati.
L’incontro e avvenuto mentre il capo di Stato maggiore dell’esercito pakistano, Asim Munir, si e recato a Teheran in un tentativo ultimo di mediazione, accompagnato da una delegazione del Qatar impegnata a sostenere le trattative. Munir dovrebbe incontrare il generale Ahmad Vahidi, figura di rilievo nelle Forze dei Guardiani della Rivoluzione. Un funzionario statunitense ha descritto i negoziati come “estenuanti”, con bozze d’accordo che vengono modificate e riviste quotidianamente senza progressi decisivi.
I nodi irrisolti
Senza un’intesa diplomatica, Stati Uniti e Israele potrebbero valutare attacchi congiunti all’Iran, scrive il Wall Street Journal. Il punto centrale ancora da risolvere riguarda il contenuto di un’intesa preliminare: Washington chiede limiti al programma nucleare iraniano, mentre Teheran insiste principalmente per la fine delle ostilita e per un alleggerimento delle sanzioni.
L’agenzia iraniana Tasnim, vicina ai Pasdaran, cita una fonte del team negoziale di Teheran che segnala alcuni progressi su singoli punti, ma avverte che non sara possibile siglare un accordo finche tutte le questioni controverse non saranno risolte.
La fonte ha aggiunto che “l’attenzione e ora sulla questione della fine della guerra” e che, finche questo punto non sara definito, altri temi non saranno negoziati. Ha inoltre precisato che i colloqui su questioni difficili sono ancora in corso e che i testi diffusi da alcuni media occidentali sui dettagli dell’intesa non sarebbero accurati.
Notizie e smentite
Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baghaei, ha dichiarato che le conversazioni con gli Stati Uniti non sono necessariamente vicine a una conclusione positiva, nonostante la visita del capo dell’esercito pakistano. Baghaei ha definito questi scambi come la prosecuzione di un medesimo processo diplomatico e ha osservato che le divergenze tra Iran e Stati Uniti sono profonde e diffuse, percio non si puo affermare con certezza che un risultato verra raggiunto dopo poche visite o brevi tornate di negoziati.
Il possibile annuncio a ore
La tv satellitare al-Arabiya ha riportato via X, citando proprie fonti, che un annuncio potrebbe arrivare nelle prossime ore. Secondo la cosiddetta “bozza finale” trapelata, alcuni punti chiave dell’ipotetico accordo includerebbero la cessazione delle operazioni militari e della guerra mediatica, un cessate il fuoco immediato, totale e senza condizioni su tutti i fronti, e garanzie per la liberta di navigazione nel Golfo Persico, nello Stretto di Hormuz e nel Golfo di Oman. L’articolo collegato spiega ulteriori dettagli dell’ipotesi negoziale.
Rubio: “Inaccettabile pedaggio a Hormuz”
Il segretario di Stato americano, Mario Rubio, ha definito “semplicemente inaccettabile” l’ipotesi che l’Iran possa imporre un pedaggio per il transito nello Stretto di Hormuz. Ha avvertito che accettare una simile richiesta potrebbe creare un precedente che altri Paesi vorrebbero emulare, mettendo a rischio una via di comunicazione vitale per molte nazioni, compresi gli Stati dell’Indo-Pacifico.
Rubio ha aggiunto che, secondo le sue informazioni, l’Iran starebbe cercando di coinvolgere anche l’Oman in un eventuale sistema di pedaggi, e ha ribadito che non esiste uno Stato al mondo che dovrebbe accettare una simile pretesa, salvo lo stesso Iran.
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