Three possible scenarios for Cuba under Trump’s regime change campaign

Secondo la Bbc, per Cuba – il nuovo fronte delle campagne di “regime change” promosse dall’amministrazione Trump – si profilano tre scenari possibili: un intervento militare statunitense, l’imposizione di un cambio della leadership o il collasso economico dell’isola. A indicare un’accelerazione della pressione su L’Avana, aperta a gennaio con il blocco delle forniture di carburante, sono state nelle ultime ore l’incriminazione di Raul Castro da parte del Dipartimento di Giustizia e, quasi in contemporanea, l’annuncio dell’avvicinamento al largo dell’isola del gruppo della portaerei Nimitz.

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Intervento militare Usa

L’incriminazione di Raul Castro, 94 anni, per omicidio e cospirazione legata all’abbattimento nel 1996 di due aerei civili riconducibili a un gruppo anti-castrista, ha fatto temere che Washington possa usare il caso come pretesto per un’azione diretta volta a catturarlo e portarlo negli Stati Uniti per un processo. Alcuni osservatori hanno richiamato il parallelo con l’operazione condotta a gennaio contro Nicolas Maduro e con l’intervento statunitense in Panama del 1989, Operation Just Cause, quando fu catturato Manuel Noriega.

Alla domanda su una possibile azione simile a L’Avana, il presidente Trump non ha risposto direttamente; nel frattempo alcuni parlamentari statunitensi sollecitano interventi piu decisi. “Non dobbiamo escludere nulla: quello che e successo a Maduro dovrebbe succedere anche a Raul Castro”, ha dichiarato il senatore Rick Scott della Florida.

Per gli analisti militari l’operazione sarebbe tecnicamente fattibile ma comporterebbe rischi significativi: l’eta avanzata di Raul Castro, la probabilita di resistenza popolare e l’incertezza sugli effetti reali sulla struttura di potere cubana. Adam Isacson, del Washington Office on Latin America, osserva che la cattura avrebbe un valore simbolico ma probabilmente poco impatto pratico sulla gerarchia governativa: la famiglia Castro resta influente ma non indispensabile all’apparato politico esistente.

Un accordo con l’Avana

Un altro obiettivo dichiarato dall’amministrazione e il mutamento dell’attuale assetto di potere a L’Avana, con l’intento di ottenere una transizione simile a quella auspicata in Venezuela. In questo contesto e stata segnalata la storica visita del direttore della Cia, John Ratcliffe, che ha incontrato il ministro dell’Interno Lazaro Alvares Casas e Raul Guillermo Rodriguez Castro, il nipote di Castro indicato come principale interlocutore nei colloqui con Washington. Prima della missione Ratcliffe, Trump aveva scritto su Truth che <>.

Il segretario di Stato Marco Rubio ha detto che l’amministrazione preferisce un “accordo negoziato” piuttosto che un’azione militare. La possibile intesa dovrebbe comprendere aperture per investimenti esteri, il coinvolgimento delle comunita cubane esiliate e l’impegno a ridurre la presenza e l’influenza dei servizi di intelligence di Cina e Russia sull’isola.

Secondo Michael Shifter della Georgetown University, l’intento e evitare instabilita: forzare un cambio di regime sarebbe ritenuto troppo rischioso. Tuttavia, gli esperti notano che non e chiaro se a Cuba esista una figura equivalente a Delcy Rodriguez in Venezuela, capace di assumere rapidamente il potere in modo accettabile per Washington; il sistema di potere cubano opera con dinamiche diverse e manca oggi un’alternativa evidente.

Collasso dell’isola

Il terzo scenario e quello di un grave collasso economico interno, esacerbato dal blocco delle forniture energetiche che sta causando ampi blackout, carenze alimentari e il malfunzionamento dei servizi sanitari e dei trasporti. Trump ha definito la situazione <>, ma alcuni esperti invitano alla cautela: pur essendo l’economia in forte crisi, lo Stato e le strutture di sicurezza cubane hanno storicamente mantenuto la capacita di controllo anche in periodi difficili.

Un collasso economico potrebbe comunque innescare un esodo massiccio di cittadini verso la Florida e altri Paesi della regione, con conseguenze politiche e umanitarie complesse per gli Stati Uniti, gia impegnati su temi di immigrazione. Adam Isacson osserva che, dati i livelli severi di privazione e il limitato accesso alle cure, un’ondata migratoria sarebbe plausibile e sorprenderebbe se non fosse gia iniziata.

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