Italian MSF doctor warns Ebola outbreak more worrying and may persist

di Raffaella Ammirati – L’epidemia di Ebola in corso nella Repubblica Democratica del Congo preoccupa piu delle precedenti per tre motivi principali: il numero dei casi, il contesto sociale e la presenza di una variante virale meno conosciuta. A parlare e Chiara Montaldo, responsabile medica di Medici senza frontiere (Msf) Italia e infettivologa, che ha esperienza diretta con focolai precedenti (Guinea 2014, Congo 2018-19 e l’ultimo focolaio a fine anno). Attualmente segue dall’Italia l’evoluzione della nuova ondata e prevede di tornare sul campo non appena sara possibile organizzare partenze sostenibili per garantire la continuita dell’intervento. Sul piano personale non teme tanto il virus – per il quale il personale sanitario e abituato a proteggersi – quanto la violenza e l’insicurezza nell’area colpita.

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I segnali epidemiologici sono preoccupanti: l’epidemia e stata dichiarata quando i casi erano gia attorno ai 200, un numero alto per Ebola dato che l’ultimo focolaio era stato segnalato alla soglia di 64 casi. L’epicentro si trova nella regione dell’Ituri, ma sono stati confermati casi anche a Goma, nel Nord Kivu, e due casi in Uganda. La malattia ha colpito zone urbanizzate con elevata mobilita di persone e rotte commerciali e migratorie, condizioni che facilitano la diffusione.

Il contesto locale aggrava la situazione: nel Nord Est del Congo esiste un conflitto cronico che ostacola l’accesso alle cure e complica la gestione dell’epidemia. Le difficolta includono problemi di sicurezza per gli operatori sanitari, limitazioni negli spostamenti della popolazione verso i centri di cura e una diffidenza generalizzata della comunita, fattori che rendono piu complesso il lavoro di sorveglianza e intervento.

Un’ulteriore preoccupazione e il sierotipo virale attuale: si tratta del Bundibugyo, una variante rara rispetto al sierotipo Zaire, ben caratterizzato e per il quale esistono vaccini e alcune terapie specifiche. Bundibugyo e stato responsabile di poche epidemie in passato e su di esso si hanno conoscenze limitate; non e ancora chiaro quanto siano efficaci i vaccini e i farmaci disponibili contro questa variante. La letalita stimata e comunque alta, intorno al 30-40%, sebbene inferiore alla media dello Zaire (circa 70%).

La risposta all’epidemia si basa su piu pilastri che devono essere attuati congiuntamente: cura e isolamento dei casi confermati e sospetti per ridurre la trasmissione; sorveglianza e tracciamento dei contatti, attivita complesse e delicate soprattutto in contesti con risorse limitate e instabilita; e il coinvolgimento attivo delle comunita locali, essenziale per migliorare fiducia, segnalazione dei casi e adesione alle misure di controllo. Anche la diagnosi precoce e capillare nelle aree con focolai e fondamentale, cosi come un coordinamento efficace a livello nazionale e regionale.

Msf sta organizzando interventi sostenibili nel tempo, con rotazioni di staff per mantenere la presenza sul territorio. Montaldo conferma la volonta di partecipare ma sottolinea il conflitto come principale fonte di preoccupazione: non tanto la minaccia del virus, quanto il rischio per la sicurezza personale e per la popolazione locale, che subisce violenze quotidiane e spesso teme piu gli atti di guerra che l’infezione stessa.