Il giornalista russo Vladimir Solovyov ha ripreso le sue critiche alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni durante il suo programma televisivo, sostenendo di poterla definire “fascista” sulla base di fatti e di chiedendosi perche la premier si offenda per questa etichetta. Solovyov, figura vicina al Cremlino, ha richiamato passaggi della carriera politica di Meloni e riferimenti storici per giustificare la sua posizione.
Nel suo intervento ha anche preso di mira i politici italiani Carlo Calenda e Pina Picierno, che avevano espresso solidarieta a Meloni, affermando che questi insulti al presidente russo Vladimir Putin non gli impediscono di esprimere il suo giudizio sulla leader italiana. Solovyov ha detto di ritenere le sue osservazioni sulla visione politica di Meloni fondate sulla sua carriera e si e lamentato di una presunta censura della sua liberta di espressione.
Ieri la premier aveva definito Solovyov “propagandista”. In risposta, il giornalista ha dichiarato di aver studiato la vicenda politica, citando anche un film da lui realizzato sugli ultimi giorni di Mussolini, e ha descritto la trasformazione storica dalla socialdemocrazia a posizioni nazionaliste e antisemite. Solovyov ha quindi sottolineato la propria identita di ebreo antifascista e ha accusato Meloni di aver tradito gli elettori, in particolare sul tema delle relazioni con la Russia.
Ha inoltre affermato che le sanzioni hanno avuto conseguenze personali, con il congelamento di due ville sul lago di Como, e ha presentato se stesso come un ebreo antifascista perseguitato dall’Italia. Nel corso dell’intervento ha poi imputato a Meloni di condividere, a suo dire, posizioni riconducibili al fascismo e ha descritto il governo ucraino con termini forti, accusandolo di atti ostili verso la Russia; infine ha detto di essere stato personalmente preso di mira.
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