Bruegel’s Wolff warns US and Israeli demand could cause weapons shortage for Ukraine and Taiwan

La guerra non coinvolge solo energia e turismo: sta alterando anche il mercato delle armi, con il rischio che la domanda aggiuntiva da parte di Stati Uniti, Israele e paesi del Golfo riduca la disponibilita per Unione Europea, Ucraina e Taiwan. E il quadro tracciato dall’economista Guntram Wolff, senior fellow ed ex direttore del think tank Bruegel di Bruxelles, in un’intervista all’Adnkronos.

Wolff osserva che il conflitto sta gia provocando forti turbolenze nel mercato del petrolio e del gas, la cui evoluzione dipendera dalla durata della guerra e dall’entita delle interruzioni alle infrastrutture e ai trasporti. Finora i danni fisici alle infrastrutture sono stati relativamente contenuti, ma tutto resta condizionato allo sviluppo della crisi. Lo studioso delinea due scenari: uno piu ottimistico, in cui si raggiunge un accordo relativamente presto perche nessuna parte ha interesse a un conflitto prolungato e devastante, e uno piu negativo, con una guerra che si protrae. Quanto all’Iran, Wolff ritiene che le sue capacita belliche siano limitate, ma avverte comunque sul rischio di un aumento degli acquisti di armamenti da parte di Usa, Israele e Stati del Golfo, che potrebbe restringere l’offerta disponibile per altri attori come l’Ucraina, l’Ue e Taiwan.

Il conflitto ha inoltre effetti rilevanti sul turismo regionale e sul traffico attraverso gli hub degli Emirati, punti di snodo internazionali soprattutto per i collegamenti con l’Asia. I costi diretti per il settore turistico sono significativi e si aggiunge il costo implicito dell’incertezza; anche qui, l’impatto complessivo dipendera dalla durata del conflitto. (di Luana Cimino)