Ristrutturare casa nel 2025: “perchè i cantieri si fermano”

Negli ultimi anni, la ristrutturazione degli immobili in Italia sta diventando sempre di più un percorso a ostacoli, nonostante la domanda per questo tipo di lavori sia molto alta e continui a crescere.

Troppo spesso, infatti, i lavori si allungano, i cantieri si bloccano e i proprietari delle abitazioni si trovano spaesati davanti a tempi di consegna non rispettati. Tutto questo non riguarda solo grandi cantieri edili, ma spesso anche gli interventi più semplici subiscono una dilatazione dei tempi davvero ingente.

Per capire come mai accade tutto ciò ci siamo rivolti a DAKO, azienda leader nel settore degli infissi e dei serramenti, che da tantissimi anni vive da attori protagonista i cantieri edilizi e si confronta con burocrazia e scadenze non rispettate.

Vediamo, allora, quali sono i motivi più comuni per cui la ristrutturazione degli immobili diventa sempre più complessa e cosa fare per accelerare i tempi.

Tempi biblici anche per i lavori più semplici: perché accade?

Mettiamola da questo punto di vista. Ad un occhio non esperto o comunque per una persona che non è all’interno del settore edilizio, può sembrare che i cantieri rallentino o addirittura si blocchino senza un motivo apparente. In realtà è tutto il contrario. Esistono molti di motivi per cui un cantiere può rallentare.

Questo vale sia per lavori strutturali, che per interventi più semplici. Ciò che desta maggiore preoccupazione è che il problema non riguarda l’esecuzione dei lavori che, specialmente per i piccoli interventi, richiede pochissimi giorni, ma tutto ciò che accade prima, tra autorizzazioni, verifiche strutturali, allineamento con i fornitori e quant’altro.

Se uno solo di questi passaggi salta, tutto il lavoro viene rallentato o bloccato e non si può procedere, cosa che capita più spesso di quanto si immagini.

Perché in Italia nonostante la domanda sia alta i lavori e i tempi esecuzione continuano a dilatarsi?

Può sembrare un paradosso ma in realtà è solo il principio della domanda e dell’offerta. Al 2025 in questo parse esiste una domanda elevatissima per lavori di ristrutturazione, anche grazie a tutti i bonus e gli incentivi messi a disposizione dallo stato per l’efficientamento energetico, per la sostituzione di vecchi infissi e tutto il resto.

Tuttavia, il sistema nel suo complesso non riesce a soddisfare le richieste e alla fine il cliente ne paga le conseguenze. Questo in genere accade per vari motivi, anche se ne esistono almeno 3 che si presentano con frequenza maggiore.

Anzitutto, molte aziende nonostante l’aumento di lavoro non hanno aumentato di pari passo la capacità operativa, inoltre non sono stati formati in tempo o comunque c’è una mancanza di operai qualificati e certificati, come capo cantieri, installatori e tutte le altre figure professionali.

Infine, forse quello più complesso riguarda la burocrazia, perché la progettazione di interventi è diventata sempre più complessa e richiede sempre più spesso una cooperazione e un allineamento tra varie figure tecniche che purtroppo non avviene.

È questo è il motivo per cui spesso si sente dire che i lavori si bloccano perché i fornitori non parlano tra loro?

In larga parte si, però è un discorso molto più complesso. Prendiamo un cantiere standard, ovvero non uno dove bisogna fare un piccolo intervento ma neanche uno dove bisogna costruire una casa da capo.

In questi cantieri coesistono almeno 5 diverse figure professionali essenziali alla realizzazione dei lavori, che sono il progettista e l’impresa che realizza il lavoro e poi tutte le altre figure professionali specifiche, come elettricista, l’idraulico o il fornitore di infissi.

Sicuramente è facile intuire che si tratta di 5 entità separate, ma queste devono comunque lavorare in stretta cooperazione perché sono essenziali l’una all’altra. Banalmente, se l’impresa edile non tira su i muri, l’elettricista non può realizzare le tracce dove inserire i fili elettrici. Il problema sta proprio qui. La maggior parte dei cantieri si blocca non perché esista un problema di natura tecnica che richiede più giorni di quelli stimati, ma perché c’è una mancanza di coordinazione tra queste figure.

Quando un fornitore di beni o servizi (possiamo tranquillamente utilizzare questa dicitura nella fattispecie) lavora da solo, senza coordinarsi con gli altri, il suo eventuale ritardo o mancato lavoro influenza quello degli altri, portando a ritardi talvolta mostruosi, oltre ad uno scarico di colpe che fa infuriare i clienti, benanche le motivazioni siano spesso più che valide.

Cosa succede quando gli infissi arrivano in ritardo, si può creare davvero un effetto domino?

Assolutamente sì, ed è quello che dicevamo poc’anzi, ed è anche il motivo per cui la nostra azienda si premura di essere sempre puntuale con le consegne. Inoltre, la posa di infissi e serramenti avviene in un momento strategico durante i lavori di ristrutturazione. Troppo presto e questi ultimi rischiano di essere danneggiati dagli altri lavori. Troppo tardi e bloccano tutto la ristrutturazione.

Possiamo fare un esempio pratico?

Allora, mettiamo caso che per qualsivoglia motivo la fornitura di infissi arrivi in ritardo. Questo genera un effetto domino pazzesco perché gli imbianchini non possono completare le finiture, perché gli elettricisti non possono svolgere lavori come l’applicazione di placche o tutti quei collegamenti per un infisso elettrico.

Oltretutto, la posa dei mobili deve essere rinviata e non si può neanche avere accesso a tutte quelle certificazioni riguardo l’efficientamento energetico e la richiesta delle detrazioni fiscali. Tutto questo solo per un ritardo sulla consegna degli infissi.

E questo non è neanche il fattore più preoccupante! Davvero? Si, però per spiegare ciò dobbiamo addentrarci in un discorso più tecnico, anche se cercheremo di semplificare.

Considerando tutte le moderne tecnologie e lo sviluppo di infissi sempre più efficienti, l’attenzione ai materiali e alle tolleranze strutturali, nel momento in cui si decide di installare un alluminio a taglio termico, un legno lamellare o un infisso in PVC rinforzato, tutti questi materiali devono essere calibrati con una precisione assoluta sulle misure del cantiere.

Se il cantiere non è chiuso si rischia di realizzare finestre con misure non esatte e dover rifare tutta la fornitura da capo. Ovviamente adesso abbiamo citato un caso limite ma, una misura non corretta porta inevitabilmente a problemi durante l’installazione, i quali devono essere risolti e richiedono del tempo, tempo che va a dilazionare i lavori di ristrutturazione.

Parlando dal punto di vista del cliente, è davvero possibile accelerare i tempi dei cantieri?

Sì, ma solo se il cliente segue il buon vecchio detto “prevenire è meglio che curare”. Andare a cercare di ridurre i tempi una volta che si è creato un problema diventa realmente molto difficile, specialmente quando non ha nessun tipo di strumento a sua disposizione.

Al contrario, una cosa che può essere fatta sempre e, anzi, sarebbe auspicabile educare i committenti a questa procedura, è curare tutta la fase iniziale, andando a scegliere fornitori, impresa edile e progettista che cooperano tra di loro e parlano sin da subito.

Tutto questo può portare ad accelerare il cantiere di moltissime settimane e, comunque, a non subire dei ritardi clamorosi o dei blocchi rispetto ai lavori di ristrutturazione.

Se, ad esempio, prima dell’inizio dei lavori si crea una riunione preliminare tra tutte e 5 le figure che abbiamo citato prima, queste avranno modo di confrontarsi, di capire i reali problemi che possono insorgere durante i lavori e stilare dei tempi di consegna realistici.

Prima citavamo gli strumenti a disposizione del cliente, ma quali sono? Diciamo che all’interno di un contratto possono essere previste delle penali se i tempi promessi non vengono rispettati.

Tuttavia, è necessario fare attenzione perché le penali possono trasformarsi in un arma a doppio taglio, specialmente quando inserite esclusivamente nel contratto della ditta principale o di un singolo fornitore, perché abbiamo visto che molto spesso la colpa non dipende da chi consegna le finestre o dall’elettricista, ma da chi effettua i lavori precedenti.

Il consiglio migliore è sempre quello di creare un rapporto di cooperazione tra tutte le figure professionali che provvedono alla realizzazione della ristrutturazione, concordando tra di loro e con loro tempi di consegna, risoluzione di eventuali problemi ed eventuali penali intelligenti e condivise, in modo da garantire l’avanzamento fluido della ristrutturazione.