Bigon (Pd): “Discariche amianto, si estenda il contributo ambientale anche a queste tipologie di impianto prevedendo indennizzi per i residenti”

20 luglio 2024

(Arv) Venezia 20 lug. 2024 – “Quale sarebbe il destino dal punto di vista commerciale delle abitazioni poste nelle immediate vicinanze dei siti come quelle di Caluri e di Valeggio sul Mincio che la Regione Veneto, su proposta dei proponenti, sta valutando per la creazione di due distinte discariche di amianto?”.

Il quesito è posto in una mozione del Gruppo consiliare regionale del Partito Democratico veneto, con prima firmataria la consigliera Anna Maria Bigon, sottoscritta anche dai colleghi Chiara Luisetto, Andrea Zanoni, Francesca Zottis, in cui si chiede “di prevedere l’estensione del contributo ambientale (negli anni limitato ad una manciata di imprese) che i gestori di discariche devono pagare ai Comuni di competenza a tutte le installazioni sottoposte ad Autorizzazione Integrata Ambientale, di cui alla categoria 5 dell’Allegato VIII alla parte II del testo unico ambientale e, pertanto, anche nei confronti dei gestori di impianti di smaltimento di rifiuti pericolosi contenenti amianto”. “Si impegna inoltre la Giunta regionale – spiega la prima firmataria – ad aumentare l’entità di tale contributo (attualmente nella misura di 10,33 euro/tonnellata per gli impianti di conferimento dei rifiuti urbani residui e di 5 euro/tonnellata per tutti i rifiuti speciali non pericolosi) di almeno del 20%, deliberando che una quota sia finalizzata all’indennizzo dei cittadini residenti per la perdita di valore immobiliare delle abitazioni situate nel raggio di un chilometro circa dalla sede dell’impianto e comunque da valutarsi a seconda dei casi”. “Infatti – osservano gli esponenti Dem – un impianto di tali dimensioni e con tali volumi di conferimento sito a 200 metri dal centro abitato di Caluri avrà un impatto pesantissimo sul valore delle proprietà immobiliari limitrofe, in taluni casi vanificando in modo irreversibile i sacrifici di una vita dei residenti, i quali si vedranno realizzare, in questo caso, davanti alle proprie case due colline di rifiuti contenenti amianto, alte all’incirca 15 metri ciascuna”. “Nella mozione – evidenziano i consiglieri del Pd – lo studio d’impatto ambientale per la nuova discarica di amianto di Caluri afferma, erroneamente, che il sito della discarica ‘ricade in un contesto agricolo con ridotta espansione residenziale’, ignorando la vicinanza dell’impianto all’abitato di Caluri e a quelli limitrofi di Villafranca, Dossobuono, Povegliano, Alpo, Rizza, Castel d’Azzano, Mozzecane, Sommacampagna e Valeggio. Non a caso, del resto, la petizione promossa dal Comitato Tutela Ambiente e Salute Villafranca ha in poco tempo raccolto ben 6.211 sottoscrizioni. Il contributo ambientale è un obbligo specifico previsto dalla Legge regionale numero 3/2000 sulla gestione dei rifiuti la quale tuttavia lascia alla giunta regionale il compito di individuare le tipologie di impianto da assoggettare e di definirne l’entità, con il risultato che la delibera di giunta del 2 giugno 2013 ha limitato l’obbligo di versare il contributo ambientale ai soli gestori di impianti di smaltimento in discarica di rifiuti urbani e speciali non pericolosi, mentre la delibera di Giunta numero 422 del 16 aprile 2024 ha ulteriormente limitato il pagamento del contributo ai soli dieci impianti di piano sottoposti alla regolazione dei flussi di rifiuti urbani residui”. “Una anomalia, questa, che va subito corretta”, concludono i consiglieri del Partito Democratico firmatari della mozione.

(Regione Veneto)